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Asti: scuolabus negato a studente straniero. Per lui 20 km al giorno in bici

Asti: scuolabus negato a studente straniero. Per lui 20 km al giorno in bici

Al giovane rifugiato viene vietato l'uso dello scuolabus

da in Cronaca, Profughi, Rifugiati, Storie pazzesche
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    Asti: scuolabus negato a studente straniero. Per lui 20 km al giorno in bici

    Alì è un giovane rifugiato appena maggiorenne che viene dal Bangladesh e abita a Passerano Marmorito, in provincia di Asti. Da quando è arrivato in Italia, circa un anno fa, lui ha voluto a tutti i costi esaudire un suo grande desiderio, studiare. Purtroppo il Comune gli vieta di usare gratuitamente lo scuolabus perché ”è maggiorenne”, così, senza perdersi d’animo, ha imbracciato la sua bicicletta per poter raggiungere la scuola più vicina, che si trova in un altro paese distante circa dieci chilometri. ”Quando diventerò un uomo con la laurea e tornerò nel mio Paese a lottare per la libertà del mio popolo, porterò con me questa bicicletta. Se posso studiare lo devo anche a lei”, ha raccontato il giovane con un po’ di amarezza, aggiungendo: ”La cosa che conta per me è poter studiare. Solo così potrò cambiare il mondo. E’ il mio traguardo”.

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    La storia commovente di questo ragazzo che vuole migliorare il mondo studiando è stata raccontata sulle pagine della Stampa. Ogni mattina Alì salta sulla sua bici, zaino in spalla, e raggiunge l’istituto Andriano di Castelnuovo Don Bosco, nell’Astigiano, così come i suoi compagni, che però a scuola ci arrivano comodamente in scuolabus. Il ragazzo, secondo il regolamento, non ha diritto allo scuolabus perché non è minorenne. E così pedala 10 chilometri all’andata e 10 al ritorno, senza lamentarsi perché il suo unico scopo è quello di studiare, e a lui, la fatica, non fa paura.

    Il ragazzo, tra l’altro, fa anche del volontariato presso il comune di Piova Massaia, che al proposito ha lanciato una proposta per garantire ad Ali di poter salire sul mezzo pubblico, ovvero considerarlo come ”accompagnatore” di un altro minore a bordo. Ma il comune di Passerano, al momento, non ha fatto sapere niente, anzi, c’è chi dice che il paese non si voglia creare un precedente, e permettere a un profugo di viaggiare con gli altri bambini.

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    Elisabetta Serra, responsabile dell’associazione Bma ha raccontato: ”Ali è l’unico richiedente asilo a voler andare a scuola. In un anno ha imparato perfettamente l’italiano, preso il diploma di terza media con “nove” e si è iscritto alle superiori per conseguire il diploma come Operatore Socio Assistenziale. Non solo: nel tempo libero fa il volontario nei comuni di Piovà Massaia e Passerano e aiuta la nostra associazione come interprete. Da un anno vive in una famiglia che lo ospita a titolo gratuito e ripaga la accoglienza con piccoli lavori domestici”, ma purtroppo Alì rischia di tornare in Bangladesh, dove la sua vita è in pericolo perché facente parte del movimento ”blogger del Bangladesh”, se non otterrà un permesso di soggiorno: ”Ha già ricevuto un primo diniego dalla commissione di Torino”, ha spiegato Serra. A gennaio se nulla cambierà Ali dovrà lasciare l’Italia e probabilmente anche i suoi sogni di cambiare il mondo.

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