Si finge uomo per uscire con una donna: ottiene una pena maggiore che a un pedofilo

Si finge uomo per uscire con una donna: ottiene una pena maggiore che a un pedofilo

Indossava un pene finto per fare sesso con l'altra donna

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    Si finge uomo per uscire con una donna: ottiene una pena maggiore che a un pedofilo

    Una donna si è travestita da uomo per convincere con l’inganno un’altra donna a uscire con lei. Il fatto sconcertante è che le è stata inflitta una condanna superiore a quella che il medesimo Giudice aveva emesso contro un pedofilo.

    La sentenza shock sta facendo discutere l’Inghilterra: l’accusata, Gayle Newland, che ha tratto in inganno un’altra donna e ha avuto con lei rapporti sessuali con un fallo finto, è stata condannata a ben 8 anni di carcere.

    Secondo quanto riportato dal Daily Mail, il Giudice che ha dimostrato estrema severità nei confronti della giovane 25enne, era stato in passato persino più clemente con una maestra, che aveva abusato di 24 bambini. Costei, per la terribile accusa di pedofilia, era stata condannata soltanto a 6 anni di carcere.

    Secondo la ricostruzione dei fatti, Gayle Newland aveva contattato la donna, tramite Facebook, utilizzando lo pseudonimo Kye Fortune.

    Nel corso delle loro conversazioni virtuali, Gayle aveva convinto la sua amica ad accettare incontri al buio: l’adescatrice si sarebbe vestita da uomo, mentre l’altra sarebbe rimasta bendata per il tutto il tempo.

    Le due ragazze si sono incontrate e hanno fatto sesso con questa stessa modalità, per ben dieci volte.

    Quando, ad un certo punto, la vittima ha avuto il coraggio di togliersi la benda, ha fatto la sconcertante scoperta: Kye Fortune era in realtà Gayle Newland. Dinanzi a lei aveva una donna con un pene finto.

    Gayle, dal canto suo, si è difesa così:

    ‘Sapeva perfettamente di frequentare una donna travestita da uomo questo faceva parte di un gioco in cui entrambe davamo sfogo alla nostra omosessualità senza uscire allo scoperto’.

    Il Giudice in questione, Roger Dutton, non ha però creduto a questa versione dei fatti e ha condannato l’adescatrice a 8 anni di carcere.

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