Morto durante un trattamento sanitario obbligatorio, è stato strangolato

Intervento brutale: indagati tre vigili e uno psichiatra

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    Morto durante un trattamento sanitario obbligatorio, è stato strangolato

    Andrea Soldi, 45 anni, affetto da schizofrenia, è morto strangolato dal braccio del vigile che gli ha compresso troppo violentemente il collo. Si è trattato di asfissia da compressione: è quanto è emerso dalla consulenza del medico legale, Valter Declame.

    Il tragico fatto è accaduto il 5 agosto scorso, in Piazza Umbria, a Torino. Andrea, 45 anni, definito da tutti il ‘Gigante buono’, era seduto tranquillamente su di una panchina.

    All’improvviso era arrivata un’ambulanza, dalla quale erano scesi il suo psichiatra e tre vigili urbani. Hanno invitato Andrea a salirvi sopra (si trattava di un TSO), ma lui si era subito rifiutato con tutte le sue forze (pesava oltre 100 chili), aggrappandosi alla panchina.

    I vigili sono stati costretti ad agire di forza e secondo quanto stabilito dal medico legale, è stata proprio quella violenta stretta al collo a determinare la tragedia.

    ‘In considerazione dell’anamnesi e dai rilievi dell’esame autoptico, la causa della morte è una violenta asfissia da compressione, con un’ostruzione delle alte vie aeree e dissociazione elettromeccanica del miocardio’.

    Lo strozzamento avrebbe in buona sostanza portato a una compressione delle strutture venose e nervose profonde del collo, sino all’impedimento del passaggio dell’ossigeno. Dopo la stretta infatti, Andrea era svenuto accasciandosi a terra.

    Sempre in stato di incoscienza era stato ammanettato e trasportato sull’ambulanza a pancia in giù: in quella posizione era impossibile rianimarlo, mettergli la maschera dell’ossigeno e di certo non avrebbe potuto riprendersi da solo.

    Molte persone hanno testimoniato di aver assistito all’intera dinamica.

    A quel punto le manovre salvavita in ospedale non sono servite a nulla.

    A riguardo, spunta anche una dichiarazione shock di uno dei volontari del 118, che subito dopo, aveva confessato l’accaduto a un medico:

    ‘Lo hanno preso al collo… lo hanno fatto un po’ soffocare…Mi hanno detto di caricarlo, ma siccome aveva le manette ed era a pancia in giù non volevo farlo e ho detto di no. Ma loro me l’hanno ordinato e io l’ho lasciato così, a pancia in giù’.

    E’ facile dedurre che, se nel tragitto verso l’ospedale, fosse stato assistito, forse Andrea oggi sarebbe ancora qui.

    Proprio in considerazione di ciò la Procura accusa:

    ‘Si è trattato di morte asfittica da strangolamento atipico aggravata dalla modalità di trasporto’.

    E’ d’accordo l’avvocato Giovanni Maria Soldi, cugino di Andrea e legale della famiglia, che dichiara:

    ‘Questa prima relazione autoptica conferma la brutalità dell’intervento e la manovra e il modo impropri in cui è stato trattato. Nonché la mancanza di un soccorso corretto e opportuno, quando, cosa ancora più grave, il soggetto era già in condizioni gravissime’.

    Ma c’è anche una voce fuori campo che parla di omicidio. Un anziano, che aveva assistito alla scena, aveva dichiarato al Corriere della Sera:

    ‘Appena lo hanno messo sulla barella ha tremato forte. Per due o tre volte le gambe, che non controllava più, hanno sbattuto contro il lettino. Tac, tac, tac. Poi è stato immobile. Di colpo. Sono sicuro, è morto in quel momento. Lo hanno ammazzato’.

    Intanto le indagini proseguono.