Denuncia al call center: assolda un investigatore per seguire i dipendenti in malattia

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    Denuncia al call center: assolda un investigatore per seguire i dipendenti in malattia

    La multinazionale di call center, Teleperformance assoldava investigatori privati per seguire i dipendenti in malattia. E’ quanto denuncia Andrea Lumino, segretario generale della Slc Cgil: ‘Riteniamo tutto questo fuori legge e contrario alla normativa vigente, oltre che lesivo della privacy e della dignità dei lavoratori’.

    Teleperformance è un’azienda sita in Taranto che impiega 1600 dipendenti diretti e circa 1000 a progetto. La società è già salita agli ‘onori’ della cronaca qualche mese fa, per aver predisposto l‘uso delle bandierine per tenere sotto controllo l’andirivieni dei dipendenti tra le sale call center e i bagni.

    La Cgil fa riferimento a un fatto accaduto di recente.

    Una dipendente, operatrice di call center, mentre era in malattia, si è accorta che nei pressi della sua abitazione era appostata un’auto misteriosa, che poi l’aveva seguita nei suoi spostamenti. A quel punto la sua ansia era diventata così forte, che ha sentito la necessità di chiamare la Polizia.

    Gli agenti, intervenuti, hanno fatto un’amara scoperta: ‘Non si trattava affatto di malintenzionati, ma di investigatori privati assoldati dall’azienda per cui lavora che tentavano di scoprire se la donna fosse davvero in malattia oppure no’.

    Ma non finisce qui.

    Pochi giorni dopo, la donna si è vista recapitare via posta un provvedimento disciplinare, da parte della sua azienda. Faceva riferimento a una presunta infrazione commessa dopo l’orario di reperibilità della malattia.

    La dipendente, dopo aver fornito le sue ragioni, ha aggiunto di aver contattato la Polizia per lo paura di essere stata seguita da dei malviventi.

    A quel punto l’azienda, ha provveduto a inoltrare l’ennesima risposta sconcertante:

    ‘Prendiamo atto di quanto da lei comunicato in ordine alla sua richiesta di intervento della polizia, riservandoci ogni azione a tutela dei nostri diritti, ove da ciò derivassero conseguenze pregiudizievoli per nostra società’.

    E’ proprio per questo che la Cgil non ha esitato a denunciare immediatamente l’operato della multinazionale alla Procura della Repubblica e ha poi provveduto a rendere nota l’intera vicenda all’opinione pubblica.

    Dal canto suo, l’azienda ha espresso la sua posizione in una replica breve e concisa: ‘La società precisa che tutte le azioni svolte a favore di una migliore organizzazione aziendale sono sempre state effettuate nel pieno rispetto della legge, seguendo pertanto le disposizioni previste dalla normativa in materia’.