Federica Mangiapelo “apparteneva” al fidanzato: la picchiava per educarla

Federica Mangiapelo “apparteneva” al fidanzato: la picchiava per educarla
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    Aggiornamento del 02/11/2015

    A tre anni esatti dalla morte di Federica Mangiapelo, emerge la verità sulla dinamica dell’omicidio e dei suoi rapporti con il fidanzato-carnefice Marco di Mauro: durante l’ennesima litigata, il ragazzo avrebbe ucciso la giovane, dapprima tentando di spogliarla, poi spingendole il viso a terra e quindi dentro l’acqua del lago di Bracciano. E tra le confessioni più agghiaccianti di Marco, spicca quella in cui racconta ai Carabinieri che ‘picchiava Federica per educarla’… Di Mauro è stato condannato a 18 anni di reclusione, nonostante lui si sia sempre dichiarato innocente.

    Al di là della stretta dinamica dell’omicidio, il Gup ha identificato nella relazione dei due ragazzi diversi elementi che avrebbero potuto preannunciare il tragico fatto.

    Marco è un fidanzato possessivo ed eccessivamente geloso, che è addirittura arrivato al punto di chiedere alla fidanzata di suicidarsi con lui.

    Federica, dal canto suo, è una ragazza problematica, ha la sensazione di essere la pecora nera della famiglia, quella diversa, perché non ha portato a termine gli studi. Lei vorrebbe vivere con il fidanzato ma non ha l’indipendenza economica per farlo.

    E’ in quel contesto che si configura l’intervento del Tribunale dei Minori, che assegna a Federica un’assistente sociale, alla quale confida: ‘Di Mauro mi tratta come una cosa sua’.

    Tutti chiari segnali di come il loro rapporto fosse malato. Marco infatti spesso si è dimostrato violento ed eccessivamente dominante: una volta ha chiuso la fidanzata in auto, chiedendole di suicidarsi insieme, altre due volte invece, l’ha barricata nella casa della madre, gettando le chiavi nei campi.

    Come accade sempre in queste situazioni, la violenza e il delirio di possessione ad un certo punto raggiungono il culmine, in questo caso è successo nella sera del 31 ottobre del 2012: da una lite furibonda, nata per un bacio non ricambiato, si è arrivati all’omicidio.

    Secondo gli investigatori, la coppia si è incontrata a Vigna Valle, il luogo prescelto per la loro intimità. Lì, Marco tenta di spogliare Federica, lei lo respinge ed è proprio in quel momento che il ragazzo perde il controllo e uccide la fidanzata annegandola.

    18/07/2015

    Nuove notizie nel caso della morte di Federica Mangiapelo, la ragazza trovata morta sulla riva del lago di Bracciano all’alba dell’1 novembre 2012. Il fidanzato della giovane, Marco Di Muro, arrestato nel dicembre 2014 con l’accusa di omicidio volontario, è stato condannato a 18 anni di carcere. Secondo il pm, Di Muro ha ucciso Federica affogandola al culmine di un litigio. Per lui erano già stati disposti gli arresti domiciliari. A inchiodare il giovane, oltre a alcune riprese effettuate dalle telecamere di una stazione di benzina, sono state soprattutto le tracce delle diatomee, alghe di acqua dolce trovate in grandi quantità nel corpo della ragazza e nei pantaloni indossati dal fidanzato la notte dell’omicidio.

    Una coincidenza, le diatomee sui suoi vestiti, che colloca il barista di Anguillara sulla scena del delitto. Federica Mangiapelo quella sera di anni fa era uscita con il suo fidanzato e non aveva fatto più ritorno a casa. Dopo una serie di perizie disposte dalla Procura di Civitavecchia in sede di incidente probatorio, è emerso che la ragazzina sarebbe stata prima strattonata dal fidanzato poi, dopo essere caduta a terra, annegata nelle acque del lago. In un primo momento il fidanzato, unico indagato, era stato accusato di omicidio, ma poi il capo di imputazione era stato cambiato in omissione di soccorso, per poi cambiare nuovamente. Inoltre l’inchiesta sulla scomparsa di Federica era stata ad un passo dall’archiviazione chiesta dalla procura convinta per un lungo periodo che la giovane fosse morta per una miocardite. L’archiviazione fu respinta grazie all’intervento dell’avvocato Andrea Rossi, legale della famiglia di Federica.

    Il padre e lo zio di Federica Mangiapelo hanno espresso soddisfazione a metà: ‘Abbiamo sempre confidato nella giustizia. La famiglia ha sempre creduto che la verità sarebbe venuta fuori - ha affermato l’avvocato Francesco Pizzorno, legale di Luigi Mangiapelo, padre di Federica – dal buio iniziale ora iniziamo a vedere più chiaramente ciò che è accaduto quella notte. Non ci siamo mai arresi e con tenacia e pazienza abbiamo sempre confidato nella verità‘. Ma l’avvocato Andrea Rossi legale della famiglia di Federica Mangiapeloha spiegato i motivi dell’insoddisfazione ”perché quando muore una figlia di 16 anni non si può mai essere soddisfatti. La condanna è un riconoscimento alle sofferenze di Rosella e Luigi, i genitori di Federica, e agli sforzi miei, di Francesco Pizzorno e del pm Eugenio Rubolino per raggiungere la verità”. Dall’altra parte dice l’avvocato Massimiliano Sciortino, difensore di Marco Di Muro. ”Nessun commento, dobbiamo aspettare le motivazioni”.

    Federica Mangiapelo aveva 16 anni, è stata trovata morta la mattina dell’1 novembre 2012, in un tratto di spiaggia del lago di Bracciano, vicino ad Anguillara Sabazia, paese vicino a Roma, nel quale risiedeva. Ad accorgersi del cadavere è stato un passante, che ha fatto scattare l’allarme avvisando i carabinieri.

    La ragazza aveva partecipato ad una festa, presso uno dei locali che si trovano attorno al lago. Dai primi risultati dell’autopsia sul corpo di Federica Mangiapelo, effettuati dall’istituto di medicina legale della Sapienza di Roma (prof. Stefano Moriani), i referti dicevano che non c’erano traumi sul corpo la ragazza, e nessun segno che possa essere compatibile con un evento violento, come una colluttazione. Anche l’annegamento, fra le cause di morte, è stato escluso. Così come la caduta dall’alto, in quanto sul corpo non è stata riscontrata nemmeno un’escoriazione o una contusione. E sono tanti i misteri che hanno accompagnato le indagini sulla morte della giovane Federica.

    LA FESTA DI HALLOWEEN: E’ la sera di Halloween quando Federica esce di casa per partecipare a una festa in un pub con il fidanzato Marco, qualche anno più grande di lei, di Formello, e alcuni amici. Nelle undici ore di interrogatorio a Marco Di Muro, il giovane ha detto di essere andato a prendere Federica a casa e di averla poi lasciata a fine serata nella piazza principale del paese, per trascorrere le ultime ore della notte, quelle in cui la giovane sarebbe morta, in compagnia di un amico. C’è dunque un buco di più di due ore da colmare. Cosa è accaduto, si chiedono gli inquirenti, tra le 2.40 circa, quando Marco lascia la ragazza sola in strada, e le 5 del mattino quando il corpo della giovane viene ritrovato in riva al lago?

    LA BARCA NEL LAGO: Nel lago di Bracciano è stata ritrovata una barca alla deriva che secondo il proprietario sarebbe stata messa in acqua proprio la notte di Halloween davanti al ‘Cuba libre’, un locale in cui si sarebbe svolta una festa, a cui però la ragazza non avrebbe partecipato. Una ipotesi parla di un possibile giro in barca finito in tragedia. Chi era con lei avrebbe riportato la barca a riva abbandonandola sulla spiaggia. Gli ipotetici accompagnatori di Federica potrebbero essersi dileguati senza dare l’allarme per paura delle eventuali conseguenze. Dunque il cadavere potrebbe essere stato trasportato dalla corrente nel punto in cui è stato ritrovato da un ciclista che passava nele vicinanze.

    UN MALORE: Tra le ipotesi fatte per spiegare la morte della ragazza, c’è quella di un malore in spiaggia dopo il party o di un incidente fatale: la ragazza si sarebbe avventurata in riva al lago, lì si sarebbe accasciata a terra, sulla battigia o in acqua, e così sarebbe morta. Sul cadavere sono state trovate tracce di sabbia e alghe: indizi di una permanenza del corpo nel lago o tutt’al più sul bagnasciuga. Ma perchè si trovava lì? E con chi? E come è arrivata Federica sul litorale di Vigna di Valle? Quando? C’è comunque da ricordare che, come dise lo zio: ‘Federica era una ragazza che non assumeva droghe, non beveva, non aveva problemi neurologici, nè crisi epilettiche. Aveva avuto da piccola un piccolo male, aveva fatto tutte le cure del caso, erano anni che stava bene e non assumeva assolutamente medicinali‘.

    IL TELEFONINO SCOMPARSO: Sono state acquisite tutte le registrazioni delle telecamere di sorveglianza nella zona di Vigna di Valle, nella speranza di scoprire un’immagine che porti alla verità. Si è cercato anche nei computer e nel registro delle chiamate della ragazza. Mail, telefonate, messaggi, tabulati. Ma secondo alcune fonti il cellulare della ragazza sarebbe scomparso. L’ha distrutto qualcuno o si è perso nel lago?

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