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Donne e corruzione: tutti i casi in cui sono le donne a gestire le tangenti

Donne e corruzione: tutti i casi in cui sono le donne a gestire le tangenti
da in Cronaca, Reati, Tangenti, Bettino Craxi, Claudio Scajola
Ultimo aggiornamento: Giovedì 29/10/2015 12:29

    Donne pericolose quelle di cui vogliamo parlarvi: bustarelle e malversazioni che portano un nome femminile e italiano, persone delle quali non si sospetterebbe mai e forse per questo sono riuscite a fare “carriera” nell’ambiente malavitoso. Molte di loro hanno agito nell’ambito della sanità, ma non solo. Ambiziose e determinate ad arrivare in alto, si sono macchiate di reati che vanno dall’abuso d’ufficio alla corruzione, sempre al centro dei più importanti fatti di cronaca nostrana.

    Ha 54 anni ed è dirigente responsabile del Coordinamento tecnico amministrativo Anas Spa, si chiama Antonella Accroglianò ma tutti la conoscono come la “dama nera”. Nipote di Peppino Accroglianò, Cavaliere di Gran Croce e consigliere della Regione Calabria per tre legislature consecutive, oggi presidente di C3, Centro culturale calabrese che organizza convegni nazionali e internazionali, secondo il procuratore di Roma Pignatone “ha la borsa sempre aperta”, pronta per ricevere tangenti in ogni momento.

    Anche la sanità vive di tangenti e non è una novità: Anna Iannuzzi, romana, è capace di produrre buchi da almeno 80 milioni di euro nei conti della sanità laziale, secondo le stime. Detta “Lady Asl”, la Iannuzzi è stata più volte indagata, arrestata e condannata con sentenze definitive assieme al marito Andrea Cappelli a partire dal 2006. Capace di intessere relazioni a ogni livello, ex titolare di un centro di fisioterapia, è riuscita a condizionare scelte importanti nell’ambito della politica sanitaria. Diventata miliardaria, viveva nella suite presidenziale dello Sheraton, si faceva passare per la figlia di un industriale italo-americano e frequentava abitualmente le alte sfere del Vaticano.

    Anche Lea Cosentino, avvocato, fa parte della stessa “branca” della Iannuzzi, la sanità, quella pugliese però. Sempre protagonista delle notizie di cronaca, donna in carriera da avvocato a capo dell’azienda sanitaria di Bari con amicizie potenti. Oggetto di accuse per falso e peculato, coinvolta in diverse indagini, è stata assolta in alcuni procedimenti giudiziari come quello del febbraio scorso, quando è stata scagionata per un presunto abuso d’ufficio in concorso con Nichi Vendola. Al momento è ancora imputata assieme all’ex senatore del Pd ed ex assessore regionale Alberto Tedesco, a Gianpaolo Tarantini, imprenditore barese legato alle cene ad Arcore, e a decine di medici e dirigenti sanitari per appalti truccati e presunta malagestione della sanità pugliese.

    Maria Grazia Modena, cardiochirurgo di 62 anni, prima donna a presiedere la Società italiana di cardiologia e professoressa universitaria, è coinvolta in un’indagine di mazzette incassate per effettuate operazioni al cuore e sperimentazioni abusive al Policlinico di Modena. E’ stata condannata a 4 anni di carcere, 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per associazione a delinquere, corruzione abuso d’ufficio, truffa e falso.

    Claudia Minutillo è una bella donna, segretaria dell’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan, vicepresidente della Regione. Nell’indagine del 2014 per gli appalti sul Mose per fatti risalenti al periodo in cui Galan era governatore, è stata lei a fare il suo nome come testimone. Al centro di un grande sistema corruttivo, è diventata poi imprenditrice e prestanome per affari loschi. Ai giudici ha parlato di mazzette alla Regione, al Ministero, al Magistrato alle Acque, della corruzione del Generale della Guardia di Finanza, del giro di fondi neri di cui lei stessa faceva parte, di giornali acquisiti e di ragazze assunte per garantire buoni rapporti con i Servizi Segreti.

    La commercialista bolognese Roberta Tattini è nel giro dei colletti bianchi colluso, fornisce consulenze e partecipa anche in loro vece a incontri di gestione di affari del sodalizio in Emilia, Lombardia e Veneto, lavora nel sistema della ‘ndrangheta nella totale consapevolezza. E’ stata arrestata con l’accusa di concorso in associazione mafiosa.

    La moglie dell’ex parlamentare di Forza Italia e armatore Amedeo Matacena, Chiara Rizzo, era stata arrestata in Francia nel 2014 con l’accusa di favorire la latitanza del marito, che attualmente si trova a Dubai con alle spalle una condanna definitiva di tre anni di reclusione per concorso esterno in associazione a delinquere, assieme all’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola con il quale passava spesso il suo tempo. Dopo 199 giorni di detenzione fra carcere e domiciliari è tornata alla libertà con obbligo di dimora a Messina.

    Enza Tomaselli lavorava in Piazza Duomo al 19, Milano, come segretaria personale del leader Psi Bettino Craxi ed è venuta a mancare a gennaio per un aneurisma. Poco appariscente ma molto operosa, era dedita al lavoro ma esclusivamente per il capo. Nel suo ufficio transitavano un mare di banconote ma lei non ha visto niente. Dopo Tangentopoli andò a vivere in una casa nell’estrema periferia di Milano.

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