Sanremo, oltre metà Comune truffava lo Stato: timbravano il cartellino perfino in mutande

Sanremo, oltre metà Comune truffava lo Stato: timbravano il cartellino perfino in mutande
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    Sanremo, oltre metà Comune truffava lo Stato: timbravano il cartellino perfino in mutande

    Facevano finta di andare al lavoro, si facevano timbrare il cartellino da colleghi compiacenti e se ne andavano in spiaggia, segnando anche ore di straordinario. La Guardia di Finanza di Imperia ha smantellato una truffa colossale dei dipendenti del Comune di Sanremo ai danni dell’amministrazione comunale e dello Stato. Le indagini, partite nel 2013 su segnalazione dell’ex sindaco Maurizio Zoccarato, hanno scoperto un sistema di assenteismo più che diffuso: oltre 195 le persone controllate, il 72% dei dipendenti e dirigenti controllati dalle Fiamme Gialle. Due terzi dei dipendenti dunque, hanno fatto letteralmente finta di lavorare: emblematico il caso del vigile urbano colto mentre timbrava il cartellino in slip, giù pronto per andare al mare.

    Il sistema era collaudato. Chi aveva bisogno di fare delle commissioni ma anche chi si dedicava al canottaggio o decideva di andare al mare, si rivolgeva a colleghi compiacenti per farsi timbrare il cartellino o si recava in una delle quattro sedi comunali e lo timbrava da solo, perfino in pigiama, per poi uscire. Non solo non si recavano al lavoro, ma segnavano anche ore di straordinario, fino a 10 ore in giorni festivi come Pasqua.

    Le indagini sono state complesse, come ha spiegato il sostituto procuratore di Imperia, Maria Paola Marrali, che ha coordinato le indagini. Pedinamenti, telecamere di sorveglianza, controlli incrociati: alla fine, gli uomini delle Fiamme Gialle hanno sollevato il velo su una pratica diffusissima. Dei 195 indagati, 35 sono finiti agli arresti domiciliari, 8 hanno l’obbligo di firma e 75 hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini, mentre per altre 71 persone è scattata la denuncia penale a piede libero con notifica dell’avviso di conclusione indagini.

    I reati contestati vanno da truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e falso in atto pubblico in relazione a casi di assenteismo e indebito utilizzo del cartellino identificativo.

    La Gdf ha accertato un sistema scellerato. È mai possibile che all’interno di un ufficio non ci si avveda di una situazione così grave?”, si è chiesta la Marrali in conferenza stampa. Le indagini hanno portato alla fine di un sistema di “malcostume che andava avanti da tempo”. Tutto sulle spalle dei contribuenti.

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