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Pensionato uccide ladro a Milano: tutti i punti da chiarire

Pensionato uccide ladro a Milano: tutti i punti da chiarire
da in Codice della strada, Cronaca, Cronaca di Milano, Furti, Furti in casa, Matteo Salvini, Omicidi, Roberto Maroni
Ultimo aggiornamento: Giovedì 22/10/2015 16:10

    Un 65enne della provincia di Milano ha ucciso un ladro dopo l’ennesimo furto in casa. Francesco Sicignano, con regolare porto d’armi ma con qualche precedente, aveva deciso di acquistare un’arma per difendersi, visti i numerosi episodi che lo avevano visto vittima. Il pensionato ha raccontato che impugnando la pistola, la notte tra lunedì 19 e martedì 20 ottobre, ha sparato per fronteggiare un ladro che si aggirava nella sua proprietà. Sotto i colpi della sua arma è morto un 22enne romeno, nonostante l’arrivo dei soccorsi chiamati dall’uomo. Il pensionato di Vaprio d’Adda è stato indagato per omicidio volontario dopo una iniziale accusa di eccesso colposo di legittima difesa, perché dalle indagini sono emersi degli elementi tali per cui gli inquirenti ipotizzano che il pensionato non si sia soltanto difeso. Questo non ha ovviamente placato le polemiche circa il fatto che una persona possa uccidere un ladro trovato in casa. Vediamo di seguito tutti punti rimasti da chiarire in questa vicenda.

    La villetta teatro del tentativo di furto e dell’omicidio si trova in una strada isolata, ha tre piani, una scala in acciaio esterna che dà sui tre appartamenti, e un ballatoio che rende possibile avvicinarsi anche alle finestre più alte. Nonostante questo non vi è la presenza di inferriate alle finestre, come si può vedere su altre abitazioni vicine.

    Il Sicignano ha comprato una pistola per difendersi. Il nipote dell’uomo accusato di omicidio volontario ha raccontato che l’arma è stata presa dopo il primo furto, l’estate scorsa. La pistola, una calibro 38, risulta quindi ”legalmente detenuta” grazie a un’autorizzazione del 1994. I vicini di Francesco Sicignano hanno comunque commentato: ”Era il quarto furto. Da agosto ad oggi, i ladri sono entrati da lui quattro volte – dichiara una residente della zona – sono brave persone, lui aveva da poco perso la madre e in casa ci sono dei bambini. Anche io avrei preso una pistola e sparato se fossi stata al posto suo”.

    Il pensionato che ha sparato al ladro ha un vecchio precedente sulla fedina penale per un reato piuttosto lieve. Anche per questo le indagini sono diventate più approfondite, ma si tratterebbe ”solo” di assegni scoperti.

    Gli inquirenti stanno ora eseguendo tutti gli accertamenti necessari a ricostruire la dinamica dell’uccisione del 28enne. Il pensionato che dagli ani ’60 vive a Vaprio d’Adda, che si trova a 35 chilometri da Milano, ha dichiarato di aver sparato un colpo in casa contro una sagoma che gli puntava qualcosa nel buio per poi uscire sul balcone della sua casa di via Cagnola sparando altri due colpi in aria, dopo aver visto altri due ladri fuggire. Una vicina di casa, invece, ha chiamato i carabinieri raccontando di aver visto due o tre persone scavalcare la recinzione della villetta a fianco.

    Il racconto di Sicignano non ha quindi convinto del tutto gli inquirenti. I carabinieri hanno sequestrato nella villetta una torcia accesa, presumibilmente l’oggetto impugnato dalla ”sagoma nel buio” e i rilievi effettuati non corrispondono alla ricostruzione fatta dal pensionato. Innanzi tutto il cadavere del ladro si trovava fuori dalla porta di casa, sulla scala esterna fra il secondo e il terzo piano. Non ci sono segni di effrazione in casa e l’allarme non ha suonato. Sicignano e i suoi familiari hanno provato a spiegare che i complici ”dopo lo sparo hanno provato a portarlo fuori per scappare”, ma rendendosi conto delle sue condizioni troppo gravi, l’avrebbero abbandonato dopo pochi passi. Dunque, o il ladro ferito è stato trascinato, o è stato in grado di fare qualche passo appoggiandosi agli altri due: ipotesi che sembra improbabile, dato che è stato colpito al cuore. Inoltre non c’è alcuna traccia di sangue all’interno della casa. Per la procura poi, il colpo è partito dal terzo piano, fuori dalla porta dell’alloggio. Ha colpito dall’alto verso il basso. Ecco perché la procura di Milano non ha creduto alla versione del pensionato Francesco Sicignano a proposito della legittima difesa.

    Per quanto riguarda il pensionato originario di Terracina (provincia di Latina), il reato di cui è accusato resta omicidio volontario, anche se ha più volte dichiarato che non avrebbe mai voluto uccidere. Dopo una iniziale ipotesi di eccesso colposo di legittima difesa – diverso dalla ”semplice” legittima difesa (che non è perseguita penalmente) perché non è stata riscontrata in questo caso la proporzione tra difesa e offesa – gli inquirenti hanno cambiato il capo di imputazione in omicidio volontario anche per poter svolgere tutte le indagini sulla dinamica di quanto accaduto.

    In paese è stata organizzata una manifestazione di solidarietà con il pensionato che si terrà nella piazza della chiesa e alla quale ha aderito anche Fratelli d’Italia. Mentre ”La Regione Lombardia si accollerà le spese di difesa del pensionato che, per legittima difesa, ha sparato al ladro romeno entrato in casa sua” scrive su Twitter il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Invece su Facebook il segretario della Lega, Matteo Salvini scrive : ”Pazzesco che il pensionato sia indagato per legittima difesa. Giù le mani da chi si difende! Se si tratta di un ladro morto ‘sul lavoro’, non mi dispiace più di tanto: se l’è andata a cercare”. Il deputato della Lega Paolo Grimoldi invece vuole lanciare ”una proposta di legge per eliminare l’eccesso colposo in legittima difesa quando i fatti avvengono nella propria abitazione, altrimenti nessuno potrà dormire tranquillo, sapendo di rischiare, in caso di irruzione di malviventi in casa propria, un bel funerale o un brutto processo”.

    >>>COSA DICE IL CODICE PENALE SULLA LEGITTIMA DIFESA >>>CASI DI ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA

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