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Stage per studenti scuole superiori: come funzionano e dove si possono fare?

Stage per studenti scuole superiori: come funzionano e dove si possono fare?
da in Cronaca, Governo Renzi, Riforme
Ultimo aggiornamento: Venerdì 18/09/2015 17:29

    Con la riforma della Buona Scuola, attuata dal governo Renzi, d’ora in poi, gli studenti delle scuole superiori dovranno trascorrere un monte ore, lontano dai banchi e più vicini al mondo del lavoro: saranno infatti impegnati in stage formativi presso enti pubblici e imprese private. Il totale delle ore cambia in base all’istituto: si tratta di 200 ore per i liceali, 400 ore gli studenti degli ultimi tre anni di istituti tecnici e professionali. Vediamo nel dettaglio come funzionano gli stage per gli studenti delle scuole superiori.

    Quest’anno saranno circa 500 mila, tra ragazzi e ragazze, a entrare nel nuovo progetto di alternanza scuola-lavoro. Sono più del doppio di due anni fa: così da un’esperienza sperimentale per il 10% degli studenti italiani, si è passati a un nuovo modo di fare scuola.

    ‘Con i finanziamenti previsti dalla Buona Scuola – 100 milioni entro il 2016 – passiamo da una lunga fase sperimentale ad un obbligo che consentirà di fare alternanza anche nei licei e di farla anche coinvolgendo enti pubblici e musei, per garantire la partecipazione anche a chi vive in zone con minore presenza di imprese’. Ha spiegato Stefania Giannini.

    Lo scopo primario della riforma è quello di orientare il più possibile i giovani al mondo del lavoro, tentando nel contempo di azzerare il fenomeno della dispersione scolastica, per il quale l’Italia è al primo posto in Europa.

    Saranno i dirigenti scolastici a dover stipulare convenzioni con le aziende presenti sul loro territorio. Dovranno inoltre accertarsi del rendimento degli studenti. Nella riforma si dice chiaramente che la valutazione dei supervisori dello stage verrà conteggiata nella votazione finale. L’andamento dello stage dunque, assumerà una notevole rilevanza per il conseguimento del diploma o della qualifica professionale. Infine i dirigenti scolastici dovranno occuparsi di stipulare convenzioni anche con musei,istituti e luoghi culturali.

    I nostri giovani studenti affronteranno gli stage formativi prevalentemente nelle aziende del loro territorio, tuttavia esisteranno anche percorsi differenti. Ad esempio, presso il liceo classico Tito Livio di Milano, hanno organizzato stage negli ospedali (persino delle sale operatorie), nei teatri, nelle case discografiche, nelle tv locali, nelle biblioteche e anche nelle università. Fondamentalmente perché agli studenti di un liceo classico non serve l’apprendistato, ma certamente hanno bisogno di imparare a muoversi nel mondo, creare e gestire progetti. Inoltre, è un’ottima occasione per poter utilizzare il linguaggio nella maniera più corretta.

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