Latitanti arrestati grazie a Facebook e Twitter: quando i social network tradiscono i criminali

Latitanti arrestati grazie a Facebook e Twitter: quando i social network tradiscono i criminali
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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 30/03/2016 09:28

    Può capitare: anche i boss possono essere traditi dai social network. Questi ultimi sono sempre più diffusi e sempre più utilizzati. Per molti rappresentano davvero un punto di riferimento nella quotidianità. Tutti noi siamo abituati ad utilizzarli, per condividere con gli altri utenti le nostre esperienze di vita quotidiana. Tuttavia non sempre si rivelano portatori di eventi positivi per chi li usa, specialmente se dietro al PC o allo smartphone i boss tradiscono la loro presenza, facendosi anche individuare. Il concetto ci appare ancora più evidente, se consideriamo che spesso i moderni smartphone hanno incluso la funzione di localizzazione geografica. Questa, quando i boss si nascondono e non desidererebbero per nulla al mondo essere visti, si può rivelare veramente “portatrice di sventure”. Insomma, la tecnologia spesso gioca dei brutti scherzi. Vediamo alcuni casi esemplari di boss traditi dai social.

    Alfredo Guzmán è il cosiddetto figlio del “Chapo”. Ha commesso un errore che gli è costato caro: ha divulgato sul suo account di Twitter un’immagine con lui insieme al padre e non ha tolto dal suo smartphone la localizzazione geografica. Dopo pochi istanti gli inquirenti, che stavano dando la caccia al padre, hanno scoperto che il narcotrafficante si trovava in Costarica. Proprio qui hanno concentrato le loro ricerche.

    Cesare Battisti si era ritrovato senza soldi. A questo punto ha deciso di fare una mossa: ha preso il cellulare e ha chiamato un contatto transalpino, perché non aveva la pazienza di aspettare un bonifico dalla Francia. Ha voluto che il suo contatto gli portasse a mano il denaro. La telefonata è stata intercettata e l’Interpol, seguendo l’uomo che gli ha portato il denaro, lo ha arrestato sulla spiaggia di Rio de Janeiro.

    Antonio Montella è un 42enne, ricercato per associazione a delinquere, finalizzata al traffico di droga. E’ stato visto su YouTube, in un video amatoriale, che lo riprendeva durante la partecipazione ad un battesimo.

    Nicolae Petrut è un 26enne rumeno. Su di lui pendeva un mandato di arresto europeo per traffico di esseri umani. Il criminale non ha resistito e si è scattato un selfie con la moglie. Poi ha postato la foto su Facebook. I carabinieri in questo modo hanno individuato subito la sua abitazione a Casal di Principe, in provincia di Caserta.

    Michele Di Nardo, membro di spicco del clan dei Mallardo e ricercato in tutta Europa per associazione mafiosa ed estorsione, è stato “tradito” dalla fidanzata. E’ stata proprio lei, infatti, a pubblicare su Facebook delle foto scattate in vacanza a Palinuro.

    Il 23enne Antonio Alfonseca ha compiuto un gesto davvero incredibile, avvalendosi della tecnologia. Ha filmato la sua rapina in banca e poi ha pubblicato gli scatti dell’azione sul suo account di Instagram. La polizia lo ha arrestato immediatamente.

    Due presunti stupratori, Riccardo Capece e Francesco Franchini, di Caserta, erano in vacanza. Si trovavano a Sorrento, dove avrebbero commesso violenza ai danni di una turista statunitense. Il giorno dopo hanno pubblicato su Facebook una loro foto, in cui apparivano sorridenti sulla costiera amalfitana. Sono stati riconosciuti ed arrestati.

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