Omicidio Sarah Scazzi: confermata la condanna all’ergastolo per Cosima e Sabrina

Omicidio Sarah Scazzi: confermata la condanna all’ergastolo per Cosima e Sabrina
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    Ultime notizie sull’omicidio di Sarah Scazzi e sul processo che vede imputate la zia e la cugina di Sarah, Cosima Serrano e Sabrina Misseri. In Appello è stata riconfermata la sentenza di condanna all’ergastolo per Cosima Serrano e la figlia Sabrina Misseri. Le imputate hanno ascoltato la sentenza in piedi, una vicina all’altra. Cosima Serrano è rimasta impassibile, mentre Sabrina non è riuscita a trattenere le lacrime e ha rivolto lo sguardo verso la parte dell’aula in cui erano seduti gli avvocati che la difendono. Poi è uscita dal gabbiotto scortata dagli agenti di custodia. Condanna ad 8 anni per Michele Misseri, accusato di occultamento di cadavere. Mentre le due detenute lasciavano la sala delle udienze e venivano riaccompagnate in cella, Michele Misseri ha abbandonato il tribunale scortato dai suoi avvocati e dalla polizia. Il caso Sarah Scazzi è chiuso, a meno di clamorosi e poco probabili colpi di scena nel terzo grado di giudizio.

    Il processo per la morte di Sarah Scazzi ha visto altre due persone condannate. La corte ha rideterminato la pena per altri due imputati: un anno e 4 mesi sono stati inflitti a Vito Russo Junior, ex legale di Sabrina Misseri, 5 anni e 11 mesi a Carmine Misseri, fratello di Michele, per concorso nell’occultamento del cadavere di Sarah. Ritorna, quindi, al centro dell’attenzione questa storia che ha colpito molto l’opinione pubblica e che ha visto numerosi risvolti e colpi di scena. Il delitto di Avetrana ha continuato a far parlare per molto tempo, anche perché le tesi accusatorie sono cambiate diverse volte, soprattutto per lo stesso atteggiamento di Michele Misseri, che ha finito con il cambiare versione di volta in volta.

    Nell’ambito del processo di secondo grado, la difesa di Sabrina Misseri ha spiegato che, secondo la sua tesi, ad uccidere Sarah sarebbe stato lo zio Michele. Secondo questa linea, il movente del delitto è di natura sessuale, versione che anche lo stesso Misseri ha accolto varie volte. La difesa di Sabrina ha per questo chiesto che venga acquisita agli atti un’intervista televisiva, rilasciata lo scorso marzo da Michele. Proprio in questa intervista, Michele Misseri spiegava di essere l’unico responsabile del delitto. Lo zio di Sarah avrebbe raccontato che per caso avrebbe toccato la ragazzina e che quest’ultima si sarebbe ribellata, dandogli un calcio.

    A quel punto Michele Misseri, in preda alla rabbia, l’avrebbe strangolata.

    Secondo l’avvocato Coppi, che difende Sabrina, l’arma del delitto sarebbe stata una corda e non una cintura, come, invece, sosteneva l’accusa. Coppi ha citato tre sentenze della Cassazione e ha chiesto che vengano acquisite e utilizzate nella loro interezza. In particolare queste sentenze conterrebbero degli elementi che andrebbero a vantaggio della difesa di Sabrina Misseri. La difesa di Cosima Misseri ha chiesto che venga effettuato un sopralluogo della Corte d’Assise d’Appello alla villetta in cui si sarebbe verificato il delitto.

    L’avvocato Luigi Rella ha motivato la richiesta con il fatto che la Procura della Repubblica avrebbe individuato come luogo dell’omicidio non il garage, ma l’interno dell’abitazione. Il difensore di Michele Misseri ha chiesto la perizia psichiatrica sul suo assistito. Da parte loro, i familiari di Sarah hanno detto di essere disgustati, soprattutto per il fatto che Michele continua una “recita del trasformista”. I legali della famiglia di Sarah Scazzi hanno chiesto che venga di nuovo interrogato lo zio della ragazza uccisa davanti alla Corte d’Assise d’Appello.

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