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Domenico Maurantonio, l’ipotesi: «Era da solo quando è precipitato»

Domenico Maurantonio, l’ipotesi: «Era da solo quando è precipitato»
da in Cronaca, Cronaca Nera
Ultimo aggiornamento: Giovedì 18/06/2015 14:41

    L’inchiesta sulla morte di Domenico Maurantonio sarebbe arrivata alla conclusione che il ragazzo era da solo quando è precipitato dalla finestra al quinto piano dell’albergo. Lo studente, quindi, sarebbe stato solo, perché si esclude la presenza di altre persone. Saranno poi le perizie medico-legali e le consulenze farmacologiche disposte dal pubblico ministero che dovranno dare risposte più precise e chiarire eventualmente qual era la posizione iniziale del giovane al momento della caduta. L’intenzione sarebbe quella di riuscire a vedere se il ragazzo fosse seduto o in piedi sul davanzale. Inoltre si dovrà vedere se per caso sia scivolato. Gli investigatori, anche alla luce delle prove che sono emerse, sono portati a credere che Domenico non sia stato spinto e che non si sia gettato volontariamente. In questo senso sembra andare anche l’accertamento della caduta a piombo, che sarebbe incompatibile con il gesto di una persona che si lancia di propria volontà, perché in questi casi la traiettoria del corpo sarebbe parabolica.

    Sotto le unghie di Domenico sono state trovate delle tracce di dna. E’ un dato che è emerso dai risultati delle analisi effettuate sul corpo del ragazzo, anche se ancora si tratta di dati parziali. Secondo varie fonti vicine alle indagini, si tratterebbe di una quantità minima di dna, che verrà analizzata per comprendere esattamente a che cosa possa essere attribuita e per cercare di far luce sulla morte del giovane. Gli esami tossicologici hanno rivelato che il ragazzo aveva ingerito dell’alcool fino a poco prima della morte. Nel suo stomaco, infatti, sono state trovate delle tracce di alcolici che ancora non erano finite nel sangue. I consulenti sono chiamati a chiarire anche se ci siano tracce genetiche sul liquido che Domenico Maurantonio presentava su un braccio.

    Mentre ancora si attende di svelare il mistero che sta dietro alla tragica morte di Domenico Mauratonio, lo studente di Padova trovato morto fuori dall’albergo dove lui e i suoi compagni di scuola stavano pernottando per visitare l’Expo 2015 a Milano, viene alla luce un documento datato pochi giorni dopo il decesso, una relazione di fine anno che i prof della scuola hanno consegnato per presentare gli alunni agli esami di maturità. All’interno delle varie pagine si legge la frase: ”Con sincera partecipazione ed entusiasmo la classe ha contribuito al buon esito della visita all’Expo di Milano nei giorni 9 e 10 maggio”, scritta dal professore di Disegno e Storia dell’arte, che alla luce di quello che è successo, potrebbe essere riduttivo definire gaffe. Altri insegnanti di questa classe hanno parlato di scarsi risultati nello studio o di una mancanza di attenzione dei ragazzi. Di seguito abbiamo raccolto le varie tappe della vicenda e delle indagini.

    Lo sfogo della madre del ragazzo morto ha portato a delle dichiarazioni che non sono da sottovalutare. La donna ha affermato che il figlio non era il tipo da farsi coinvolgere in delle bravate, come per esempio degli equilibrismi sui cornicioni o sui davanzali. La madre di Domenico Maurantonio ne è sicura, visto che tra l’altro si trattava del quinto piano. Secondo Antonia Comin, sarebbe un comportamento anomalo che non è in linea con il modo di essere di Domenico. La donna ha dichiarato che lei vede in tutto ciò che è successo un gesto crudele, dettato da un fine ben preciso. Inoltre ha riferito che, se si fosse trattato di uno scherzo, sarebbe stato veramente disumano, compiuto con l’intenzione di colpire in modo definitivo. Anche il padre del ragazzo si è dimostrato parecchio perplesso, specialmente di fronte al vuoto di informazioni che è emerso sulla serata trascorsa dai giovani in hotel.

    Uno dei compagni di classe di Domenico Maurantonio ha dichiarato che i ragazzi erano intenzionati a parlare e che avevano preparato pure una lettera da inviare ai giornali. Davvero scottanti sono le affermazioni del giovane, che avrebbe detto che la polizia avrebbe dato l’ordine di non dire niente. Queste parole sono state rilasciate dal giovane al Mattino di Padova, che riporta anche come un amico di Domenico avrebbe detto, parlando a nome del gruppo, di non volere assolutamente che il 19enne passi come il ragazzo tradito dagli amici. Il compagno di scuola ha dichiarato: “Lui era uno di noi”.

    Gli investigatori avrebbero invitato i ragazzi a tacere, per non rendere noti i particolari dell’indagine, quindi è prevalsa la volontà di essere molto collaborativi. Il ragazzo allo stesso tempo, però, nega di sapere più di quanto è già stato reso noto alla stampa, perché avrebbe spiegato che quella notte non hanno visto né sentito niente. Avrebbero soltanto riferito degli stati d’animo di Domenico, quelli che hanno percepito nelle ore precedenti alla sua morte.

    Nessun compagno di classe si è presentato alla cerimonia religiosa per ricordare Domenico Maurantonio. La chiesa era piena di gente, ma erano quasi tutti adulti. Gli unici giovani erano gli amici del quartiere. I genitori hanno notato la mancanza dei compagni di classe e la madre del ragazzo morto ha riferito di essere dispiaciuta, soprattutto perché sarebbe arrabbiata con i ragazzi, perché è convinta che nascondano qualcosa, secondo quanto ha riferito una professoressa. C’è stata molta chiusura da parte dei ragazzi. L’avvocato dei genitori di Domenico ha detto che è come se i ragazzi ad un certo punto avessero perso la memoria.

    A Chi l’ha visto? è stata mostrata la schermata video di un cellulare con una conversazione su Whatsapp. Si tratta della testimonianza di un anonimo che evidentemente era presente nella notte in cui Domenico Maurantonio è morto precipitando dall’hotel di Milano. Il messaggio risalirebbe al giorno dopo quella tragica notte. Nel messaggio viene riferito che dei ragazzi di una scuola di Padova si sarebbero ubriacati e avrebbero poi deciso di fare degli scherzi. Uno di questi sarebbe stato quello di defecare per il corridoio del quinto piano e poi uno dei ragazzi avrebbe compiuto la stessa azione sul cornicione della finestra.

    Si sarebbe fatto tenere per le braccia dagli amici e ad un certo punto sarebbe volato giù. La stessa conduttrice di Chi l’ha visto?, Federica Sciarelli, ha interpellato una persona di nome Gianluca, che avrebbe dichiarato di aver preso la foto del messaggio da Facebook. La conduttrice della trasmissione ha specificato che non si sa se si tratti di uno scherzo di cattivo gusto.

    Le indagini sulla morte del giovane continuano e intanto si apre qualche spiraglio nel muro di silenzio che ha interessato i compagni del liceo Ippolito Nievo, la scuola frequentata dal ragazzo. Grazie alla dichiarazione dei compagni di scuola, sta emergendo qualche pista, perché gli inquirenti stanno tenendo in considerazione alcuni indizi che si rivelerebbero importanti. In particolare, secondo ciò che era sospettato dalla Procura di Milano, alcuni studenti hanno ammesso che quella sera avevano bevuto molto. Un ragazzo della V E, interrogato in Questura a Padova, ha raccontato che anche Domenico aveva bevuto.

    L’ipotesi che fra gli studenti possa aver girato dell’alcool prende sempre più piede. Il ragazzo della V E interrogato ha insistito proprio sull’argomento, che appare verosimile, visto che nessuno ha sentito rumori o si è accorto di qualcosa. I ragazzi, forse dopo aver bevuto, si sarebbero addormentati profondamente. Alcuni compagni di scuola hanno riferito, tra l’altro, che nella birra di Domenico sarebbe stato versato del lassativo.

    Si attendono adesso i test tossicologici sul corpo della vittima, perché potrebbero emergere degli elementi importanti a far luce sulla vicenda. Da parte degli inquirenti c’è il massimo riserbo e sembra che sia stato aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti.

    L’unica certezza, come si è potuto ricostruire dai messaggi di Whatsapp, è che Domenico era vivo fino alle 5 di mattina. La preside dell’istituto ha chiesto di verificare la presenza nell’albergo di uno straniero, uno slavo che risulterebbe però essere un addetto alle dipendenze dell’hotel.

    Il 19enne Domenico Maurantonio, frequentante il liceo Ippolito Nievo, si trovava, insieme ad altri compagni di scuola, a Milano e alloggiava presso l’hotel Da Vinci. Proprio da questo albergo il ragazzo è precipitato inspiegabilmente, dopo aver fatto un volo giù per 5 piani da una finestra.

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