Martina Levato e Alexander Boettcher condannati a 14 anni di reclusione

Martina Levato e Alexander Boettcher condannati a 14 anni di reclusione
da in Aggressioni, Alexander Boettcher, Cronaca, Cronaca di Milano, Martina Levato
Ultimo aggiornamento: Venerdì 07/10/2016 07:17

    Martina Levato e Alexander Boettcher sono stati condannati a 14 anni di reclusione. In più dovranno essere sottoposti a 3 anni di libertà vigilata a fine pena, come misura di sicurezza. Lo hanno deciso i giudici del tribunale di Milano. Il collegio giudicante, inoltre, ha disposto che a favore della vittima venga versata una provvisionale di anticipo sul risarcimento di un milione di euro e di 100.000 per i genitori. Il PM aveva chiesto di condannare i due a 15 anni. Il procedimento contro entrambi si è svolto con rito abbreviato, quindi con lo sconto di un terzo della pena. I giudici hanno ritenuto opportuno escludere l’aggravante della crudeltà, mentre restano presenti quella rapportabile ai motivi abietti e quella che riguarda la premeditazione. In aula era presente Boettcher, che al momento della lettura della sentenza è rimasto impassibile. Martina Levato, studentessa della Bocconi, è stata fermata per l’aggressione nei confronti di Pietro Barbini e ha sostenuto una sua personale versione dei fatti, cercando di difendere il suo compagno, Alexander Boettcher, con il quale, secondo la ricostruzione degli inquirenti, aveva un rapporto di tipo morboso. Secondo Martina, l’agguato sarebbe stato tenuto perché Pietro l’avrebbe infastidita. La ragazza ha spiegato che non aveva mai avuto una relazione con Pietro, il quale continuava a farle delle avances. Eppure lo stesso Alexander Boettcher avrebbe cercato di aggredire Barbini con un martello, dopo che la ragazza gli aveva lanciato addosso l’acido muriatico.

    La coppia avrebbe voluto aggredire Pietro sotto casa, con la scusa di dovergli recapitare un pacco regalo. Pietro, insospettito dalla situazione, si era rifiutato e, in seguito a varie telefonate, aveva accettato di recarsi alla consegna. Ad accompagnarlo anche il padre, che è intervenuto tempestivamente. Difficile la ricostruzione anche della personalità di Martina e gli inquirenti stanno prendendo in analisi soprattutto i messaggi che Martina e Pietro si sono scambiati attraverso Whatsapp.

    Si ha l’impressione di una ragazza che avrebbe cercato di manipolare le sue relazioni, per attirare su se stessa l’attenzione dell’amante. Martina avrebbe passato a Pietro i messaggi molto morbosi di Alexander e Pietro le avrebbe consigliato di allontanarsi da lui. Una sorta di doppio gioco che poi vedeva Martina mostrare quei consigli di Pietro al suo amante, facendo leva sulla sua gelosia.

    Pietro, il ragazzo di 22 anni che è stato ferito con l’acido, afferma che Martina era un’amica e, proprio alla luce di questa dichiarazione, appare ancora più incredibile quello che è successo. Lo stesso ragazzo non riesce ancora a credere che Martina sia riuscita a fargli una cosa del genere. E proprio sul movente si stanno concentrando le indagini da parte degli investigatori. Certamente una motivazione va rintracciata nel rapporto piuttosto complesso, di cui facevano parte Martina e Alexander Boettcher, l’uomo che teneva in casa un bisturi e una bottiglia di cloroformio, per incidere le sue iniziali sul corpo delle compagne. Pietro Barbini si è ritrovato quella ragazza di fronte, mentre era incappucciata, a tenergli un vero e proprio agguato, scagliandogli addosso un contenitore di acido muriatico, che gli ha procurato delle gravissime lesioni ad un occhio.

    Alexander ha parlato dal carcere e ha rivelato, conversando con il suo legale, che Martina si poneva come una vera e propria “dominatrice” all’interno della coppia. Il ragazzo ha detto che Martina faceva di tutto per averlo in esclusiva, insisteva per farlo dormire fuori casa ed esercitava su di lui un’attrazione che lo rendeva insicuro. In base a queste parole se ne deduce una versione che ipotizza la sua totale estraneità all’agguato. Il compito dei giudici è molto difficile, perché dovranno stabilire chi è responsabile, fra i due amanti, dell’istigazione all’agguato e se quest’ultimo sia stato fatto in coppia. L’atteggiamento dei due resta dubbio, perché anche Martina dice di escludere Alexander dalla vicenda, ma non si capisce se sia un atto di debolezza e di sottomissione nei confronti del suo amante.

    Gli inquirenti hanno confrontato i messaggi che hanno trovato sul cellulare di Pietro e quelli sull’iPhone di Alexander. Hanno scoperto che l’unico punto di contatto tra i due ragazzi è proprio Martina Levato. Proprio in questo modo si è arrivati al coinvolgimento della ragazza. Si arriva all’interrogatorio di Martina, che inizialmente ha detto di essere stata, al momento dell’aggressione, a casa di un amico, Andrea Magnani, che la smentisce. Si scoprirà poi che Martina è incinta di Alexander. L’amico Andrea Magnani riferisce che la ragazza si è presentata da lui molto agitata, perché non riusciva a contattare il fidanzato.

    Martina è una ragazza felice e spensierata, una studentessa che vive gli episodi tipici della sua età insieme alle amiche. Per lei le cose cambiano quando conosce Alexander Boettcher, con il quale allaccia una relazione, che presto diventa morbosa. Lui la pretende legata a sé, ma allo stesso tempo seduce altre ragazze, e lei per ripicca frequenta altri uomini. Su Whatsapp Pietro e Martina hanno un tono piuttosto complice. I ragazzi si scambiano foto e scherzano. Martina parla della sua relazione con Alexander e Pietro scherzosamente dice “E l’hai tradito con me”.

    I familiari di Alexander parlano di lui come un ragazzo timido. Quando è ancora molto giovane, Alex conosce un’ex modella croata, che sposa quando lui ha 23 anni. La madre è molto entusiasta di questo matrimonio. Nel febbraio 2013 Alexander si candida come consigliere regionale nella lista 3l, lavoro e libertà di Giulio Tremonti. Tra la primavera e l’estate del 2013 avvengono dei cambiamenti nella vita di Alexander. Si sviluppa in lui l’ossessione per il fisico, comincerebbe a prendere anabolizzanti e si riempie di tatuaggi. La madre racconta che diventa irascibile, che ha dei forti sbalzi d’umore. La donna dichiara di non riconoscerlo più. E’ proprio il periodo in cui conosce Martina Levato. Boettcher un giorno manda un messaggio a Pietro e gli propone un incontro a tre umiliante per lei. Pietro si preoccupa e avverte Martina, consigliandole di lasciare Alexander. Nel frattempo anche Martina cambia. Il 20 maggio tenta di evirare uno studente della Bocconi con cui aveva avuto un incontro intimo e durante l’estate tenta il suicidio, perché soffre la lontananza di Alex.

    L’8 gennaio inizia il processo a Martina Levato e ad Alexander Boettcher. I due imputati si cercano in aula, almeno con lo sguardo, e Martina gli sussurra “ti amo”. Boettcher le risponde “mi manchi”. Martina non parla con i suoi legali e racconta che i due si amano, che adesso aspetta un bambino e ha paura di tutto il tempo che implica la storia del processo. Il PM sottolinea la costante presenza dell’intento criminoso e viene messa in evidenza l’aggravante della premeditazione. Vengono perquisiti gli appartamenti e le auto dei ragazzi e si cercano collegamenti con altri agguati. Gli inquirenti scoprono di avere degli elementi indicativi sul fatto di un’altra aggressione compiuta dalla coppia, quella ai danni di un giovane fotografo, anch’egli vittima dell’acido.

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