Omicidio a Zagarolo: perquisita la casa del sacerdote Lanfranco Rossi

Omicidio a Zagarolo: perquisita la casa del sacerdote Lanfranco Rossi
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    Omicidio a Zagarolo: perquisita la casa del sacerdote Lanfranco Rossi

    Un omicidio a Zagarolo, che ha avuto come vittima un sacerdote, padre Lanfranco Rossi, di 60 anni, teologo e docente di spiritualità alla Pontificia Università Gregoriana. Il sacerdote, conosciuto anche come studioso di Oriente cristiano, è stato trovato morto sotto un noccioleto. L’autopsia ha consentito di scoprire sul suo corpo tracce di soffocamento e i carabinieri del gruppo di Frascati hanno avviato un’indagine per omicidio. Inizialmente tutti pensavano che si fosse trattato di un malore, ma a quanto pare c’è molto di più dietro a questa misteriosa morte.

    E’ stata perquisita l’abitazione romana del sacerdote all’Anagnina. I carabinieri hanno ispezionato la casa e hanno dedotto che è esclusa l’ipotesi di un tentativo di rapina. Tuttavia gli inquirenti pensano che l’omicidio possa essere collegato alla sua sfera personale, così come era stato ipotizzato fin dall’inizio degli accertamenti. Il sopralluogo effettuato presso l’abitazione della vittima sembra confermare questa pista. Il teologo era uscito per una passeggiata, in piena notte, nella tenuta di San Feliciano, dove aveva restaurato un casale abbandonato, trasformandolo in un luogo di meditazione per chi si avvicinava al movimento dei Ricostruttori della Preghiera.

    Padre Lanfranco soffriva di insonnia, ne sono sicuri tutti coloro che lo conoscevano. Sarebbe uscito a fare una passeggiata e poi potrebbe essere morto anche a causa di un incidente, per una caduta accidentale. Tuttavia l’ipotesi non convince del tutto gli investigatori, anche perché sul cadavere del sacerdote sono state ritrovate delle ferite alla testa e al petto. Queste lesioni, secondo gli esperti, potrebbero essere anche i segni di un’aggressione.

    Il corpo è stato ritrovato soltanto il mattino dopo da alcuni confratelli che non l’avevano visto rientrare al centro di preghiera. Ci sono molti dubbi che gli investigatori vorrebbero chiarire, soprattutto quelle ombre che si gettano sui Ricostruttori della Preghiera dalle critiche rivolte da alcuni ambienti ecclesiastici.

    Secondo Roberto Rondanina, responsabile generale dei Ricostruttori, non ci sarebbero misteri, perché è convinto che le notizie che riguardano la presunta morte violenta siano prive di fondamento. Di tutt’altro parere il vescovo della diocesi di Palestrina, monsignor Domenico Sigalini, che fa riferimento ad una “morte drammatica, inaspettata, in quel luogo di preghiera”. I carabinieri intanto hanno sequestrato l’intera struttura di San Feliciano e sono stati svolti dei sopralluoghi nel terreno ma anche negli alloggi dei religiosi.

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