Multe per gli insulti su Facebook: il giudice impone il risarcimento per la diffamazione online

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    Multe per gli insulti su Facebook: il giudice impone il risarcimento per la diffamazione online

    Chi insulta una persona su Facebook, anche senza nominarla direttamente ma indicando particolari che possono renderla identificabile, va incontro a una condanna per diffamazione. Tra l’altro ”il reato di diffamazione non richiede il dolo specifico” ma la ”consapevolezza di pronunciare una frase lesiva dell’altrui reputazione e la volontà che la frase venga a conoscenza anche soltanto di due persone”. Lo sapevamo già dal 2014, quando la Cassazione aveva rinviato a nuovo processo un maresciallo capo della Guardia di Finanza che aveva pubblicato nei sui dati personali su Facebook una frase volgare nei confronti di un collega. Secondo quanto deliberato da un giudice civile, ora, gli insulti online possono arrivare a costare 100 euro per ogni giorno che rimangono visibili.

    La notizia apparsa sul Resto del Carlino racconta la storia di una giovane parrucchiera residente in Emilia Romagna, offesa pubblicamente su Facebook, che sarà risarcita secondo queste modalità. Il giudice civile Chiara Zompì, infatti, ha emesso un’ordinanza nella quale si impone la rimozione degli insulti rivolti alla ragazza su Facebook, e il risarcimento di 100 euro per ogni giorno in cui gli insulti sono rimasti online e visibili pubblicamente.

    La parrucchiera di Reggio Emilia che pubblicizzava prodotti su Facebook, e che si è vista ingiuriare in commenti di altri utenti (uno dei messaggi recitava ”Vuoi un consiglio… appena puoi sputati in faccia da sola”), ha sporto querela in caserma e poi si è rivolta all’avvocato Stefano Manfreda, che ha ottenuto in via d’urgenza dal giudice civile Chiara Zompì un’ordinanza innovativa: la rimozione immediata da Facebook dei post dal contenuto offensivo verso una sua cliente e, in caso di non ottemperanza, la multa di cento euro al giorno per ogni giorno di ritardo.