Zakaria Ismaini: Carlos è un’altra vittima del serial killer?

Zakaria Ismaini: Carlos è un’altra vittima del serial killer?
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    Ci sarebbe anche una quinta vittima del presunto serial killer Zakaria Ismaini. Si tratterebbe di Carlos Anselmo Pires Vieira, di 58 anni. A raccogliere la testimonianza riguardo a tutto ciò è stato il settimanale Giallo, che ha parlato con un investigatore della riviera romagnola. Carlos era un transessuale brasiliano, regolarmente residente in Italia, il cui corpo è stato ritrovato il 14 luglio del 2012 in un’area verde poco distante dal centro di Rimini. Gli inquirenti avevano trovato il corpo in seguito all’allarme dato dai gestori di un autolavaggio. In seguito si è scoperto che Carlos si prostituiva.

    Ismaini a quell’epoca viveva nella stessa città, ospite di un altro transessuale. La morte di Carlos è avvenuta in circostanze misteriose: accanto al suo corpo sono stati ritrovati una sedia, dei libri, della biancheria e alcune scatolette di cibo per gatti.

    Zakaria Ismaini potrebbe essere implicato anche in un altro delitto. Si tratta dell’assurda morte di Vadim, un ragazzo di origini russe che da piccolo era stato adottato in Italia. Vadim aveva partecipato, insieme ai suoi amici, alla notte rosa a Riccione fra il 7 e l’8 luglio del 2012. Era stato ipotizzato che la sua morte fosse avvenuta per annegamento nel canale Marano, dove il suo corpo è stato ritrovato. In realtà ci sono molti dubbi. Come racconta, infatti, il settimanale Giallo, gli amici avrebbero detto che Vadim si è allontanato da solo, ubriaco. Forse è proprio in questo lasso di tempo che il serial killer ne ha approfittato per agire? Zakaria Ismaini potrebbe aver visto il ragazzo ubriaco e potrebbe averlo avvicinato e magari averlo ucciso? Ci sono molte analogie con gli altri delitti commessi dal marocchino.

    Tutto è iniziato con l’omicidio di Anna Maria Stellato, per gli amici Luna, una ragazza ligure di 24 anni, trovata morta in mare il 14 luglio del 2012. Si pensò ad un incidente e gli investigatori avevano ritenuto che la ragazza fosse caduta in mare e avesse battuto la testa contro gli scogli, in seguito ad una notte passata tra alcool e droga. Adesso i risvolti della vicenda sono cambiati e, come anticipa la madre della ragazza al settimanale Giallo, Anna Maria aveva avuto qualche problema di droga, ma ne era uscita. I contorni della storia potrebbero essere stati molti diversi. Si pensa ad una diretta responsabilità del marocchino, che, da come è emerso da altri omicidi, potrebbe essere implicato anche in altri delitti, che costituiscono anch’essi dei misteri irrisolti.

    Secondo ciò che ha raccontato la madre di Anna Maria Stellato, l’incontro tra Zakaria e la ragazza sarebbe andato in maniera diversa da quanto è stato descritto dall’ipotesi investigativa. Anna Maria aveva come suo obiettivo quello di aiutare gli altri, proprio perché lei aveva attraversato molte difficoltà. Per caso aveva incontrato il marocchino, che le aveva parlato dei suoi problemi derivanti soprattutto dal suo mancato inserimento lavorativo.

    Secondo ciò che Orietta Mariconda, madre di Anna Maria, ha raccontato a Giallo, la figlia avrebbe voluto aiutarlo, ma evidentemente l’incontro sarebbe andato in un altro modo e Zakaria avrebbe ucciso la ragazza. Fa pensare a questa possibilità anche la ferita che Anna Maria ha riportato sulla testa: era stata attribuita ad una caduta accidentale, ma anche in altri casi, relativi ad altri omicidi, si sono trovati gli stessi segni sul capo delle vittime.

    Prende piede sempre di più l’ipotesi che Zakaria Ismaini possa essere coinvolto in altri due delitti. Si tratta dell’omicidio di Cosimo Mastrogiovanni, pensionato di 63 anni di Latiano, in provincia di Brindisi. Il 13 novembre 2014 l’uomo è stato ucciso, dopo essere stato colpito alla testa, e poi il suo cadavere è stato dato alle fiamme. L’altro delitto è quello di Letizia Consoli, 50 anni, di Catania, che è sparita il 26 novembre 2014 e il 7 febbraio scorso è stata ritrovata morta in mare. Il bungalow sulla spiaggia, in cui sarebbe avvenuto il delitto, è stato dato alle fiamme.

    Sono troppe le similitudini che accomunano questi delitti e oggi il marocchino è accusato anche di queste altre vicende di cronaca nera: è stato lui ad uccidere in tutti i casi? Si tratta veramente di un serial killer? Gli inquirenti stanno vagliando tutte le prove e una in particolare appare determinante.

    Dopo la morte di Anna Maria Stellato, la madre e i familiari non avevano più notizie del computer della vittima. Pensavano che fosse stato preso dagli investigatori per gli accertamenti. Si sono accorti, però, dopo un po’ di tempo, che era stato cancellato il profilo Facebook della giovane. Una somiglianza davvero incredibile con quanto era accaduto relativamente alla cancellazione del profilo su Facebook del pensionato di 63 anni rimasto ucciso. Si ipotizza che l’autore della cancellazione dei profili sul social network possa essere stato il marocchino. Lo stesso pensionato avrebbe conosciuto Zakaria in un sito per incontri con uomini e si è appurato che il presunto assassino era molto bravo con il computer e usava spesso anche internet.

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