Scandali corruzione, tutte le vicende giudiziarie delle cooperative rosse

Le indagini e gli scandali corruzione che vedono protagoniste le cooperative rosse, tra malaffare, politica e imprenditoria malata.

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    L’ultimo scandalo corruzione che si è abbattuto sulla classe imprenditoriale e politica italiana vede come scenario la splendida isola di Ischia. Qui la magistratura sta indagando su un sistema corruttivo che ha portato agli arresti il sindaco dell’isola, Giuseppe Ferrandino, e dirigenti di alto livello della Cpl Concordia tra cui l’ex presidente Roberto Casari. Ci si trova di fronte all’ennesimo scandalo che vede protagoniste le cooperative rosse, le società legate al mondo della sinistra che negli anni hanno visto aumentare i guadagni e, con essi, anche gli episodi di corruzione. Le pagine dei media nostrani sono pieni di vicende simili: eccone alcuni.

    Mafia Capitale

    L’inchiesta che ha fatto più clamore anche a livello mediatico è quella di Mafia Capitale. Nel 2014 scoppia lo scandalo grazie all’operazione Mondo di Mezzo: Massimo Carminati, ex terrorista dei Nar e membro della Banda della Magliana, avrebbe creato un vero impero a Roma, gestendo tra le altre cose anche attività legate al sociale tramite la cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi, definito dagli inquirenti il braccio destro dell’ex terrorista. Gestione dei centri per gli immigrati, dei lavori socialmente utili, della manutenzione del verde cittadino come della raccolta dei rifiuti: la cooperativa era al centro dei loschi traffici della nuova mafia capitolina.

    Il passante della Tav di Firenze

    La Tav di Firenze è stata protagonista sulle pagine dei media fin dall’autuno 2013 quando la Procura di Firenze chiede gli arresti domiciliari, tra gli altri, anche per Maria Rita Lorenzetti, ex presidente PD della Regione Umbria al’epoca a capo della controllata Fs Italferr. Per lei l’accusa è di aver fatto parte di un gruppo definito dagli inquirenti una vera associazione a delinquere grazie alla quale avrebbe usato le sue conoscenze politiche per ottenere favori personali e per i familiari. Nell’inchiesta finiscono anche alcuni dipendenti della Coopsette, colosso edile delle coop Rosse a Reggio Emilia, e il presidente del Consorzio Nodavia, creato per la realizzazione del passante Tav. A febbraio 2015 i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio per 32 persone: tra queste anche Ercole Incalza, l’ex dirigente del Ministero dei Trasporti arrestato per lo scandalo Grandi Opere.

    Inchiesta Sistema Grandi Opere

    L’intreccio di malaffare, corruzione, imprenditoria e politica viene svelato anche dall’inchiesta Sistema che, partita dalla Tav di Firenze, ha toccato quasi tutte le Grandi Opere, portando alle dimissioni di Maurizio Lupi da ministro delle Infrastrutture e Trasporti. Agli arresti finisce tra gli altri Ercole Incalza, il super dirigente ministeriale: con lui anche alcuni imprenditori che non sono legati alle cooperative. Le carte però racconterebbero anche di un legame tra Incalza e la Cmc, la Cooperativa muratori e cementisti di Ravenna, oggi impegnata nel tunnel per la Tav in Val di Susa: secondo i pm, la coop aveva versato tangenti a Incalza per 500mila euro tra il 1999 e il 2008.

    Il porto di Molfetta

    La stessa coop Cmc di Ravenna finisce nelle carte dell’inchiesta per il porto di Molfetta che nel 2013 porta ai domiciliari un dirigente del comune pugliese e il procuratore speciale della cooperativa, Giorgio Calderoni. L’accusa dei pm di Trani è aver fatto aumentare i costi dei lavori dai 70 milioni di partenza ai 150 milioni di euro: secondo i magistrati ne avrebbe tratto vantaggio anche il senatore Ncd Antonio Azzolini, per anni sindaco di Molfetta e oggi Presidente della Commissione Bilancio a Palazzo Madama. A dicembre 2014 il Senato dirà no all’uso di intercettazioni a carico dell’onorevole nell’ambito dell’inchiesta.

    Manutencoop ed Expo

    Il colosso dei servizi Manutencoop finisce in diverse inchieste con il suo presidente, Claudio Levorato. Una riguarda i lavori per Expo 2015 e in particolare la Città della Salute, in cui il numero uno della cooperativa è indagato per rivelazione e utilizzo di segreti d’ufficio e turbativa d’asta in concorso (a dicembre la Cassazione ne ha annullato i domiciliari); a Brindisi, la stessa cooperativa è tra i protagonisti dell’indagine sull’ospedale Perrino della città per l’accusa di aver manomesso le buste di una gara d’appalto da 10 milioni di euro.

    Consorzio cooperative costruzioni di Bologna

    Da Bologna si sviluppano gli affari del Consorzio cooperative costruzioni di Bologna, il Ccc, un vero colosso edilizio che diventa noto per le indagini del cosiddetto Sistema Sesto che ha rovinato l’ex presidente della provincia di Milano Filippo Penati, ex DS. ll reato di corruzione per le concessioni edilizie sulle ex aree Falck di Sesto San Giovanni cade in prescrizione, ma altre inchieste toccano il Ccc nella figura del presidente Piero Collina. In particolare si parla di alcune opere progettate per la città di Bologna e mai portate a termine, come ricorda Il Fatto Quotidiano: per i pm il numero uno della cooperativa ottenne l’appalto su misura, turbando così l’asta.