L’Aquila, fiaccolata per ricordare le 309 vittime a 6 anni dal terremoto

L’Aquila, fiaccolata per ricordare le 309 vittime a 6 anni dal terremoto
da in Cronaca, Terremoto
Ultimo aggiornamento: Lunedì 06/04/2015 11:18

    L'Aquila, Delrio: Ce la farà, ricostruzione sta andando molto bene

    Dopo sei anni dal terremoto in Abruzzo, a soffrire ancora della non-ricostruzione sono soprattutto i centri storici, sia de l’Aquila, che dei comuni limitrofi interessati dal sisma che distrusse, insieme alle case, anche il tessuto sociale e commerciale locale, che infatti ancora non esiste. I cantieri sono aperti, almeno in città, ma la ricostruzione è lenta, forse un po’ migliore nelle periferie. Passeggiando nel centro del capoluogo abruzzese non si può non notare che è un cantiere a cielo aperto. Per questo giorno di Pasquetta il sindaco della città Massimo Cialente, ha dichiarato il lutto cittadino. Nel giorno della Pasqua, la sera del 5, si è tenuta invece una fiaccolata in memoria delle vittime del terremoto, a cui hanno preso parte migliaia di persone. Nonostante i lavori di ricostruzione vadano a rilento, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha assicurato che entro il 2019 anni la città tornerà pienamente alla normalità. LEGGI ANCHE–>PERCHE’ LA TERRA TREMA IN ITALIA?

    L'Aquila, fiaccolata in ricordo delle vittime

    L’Aquila è stata invasa dai cittadini abruzzesi, e non solo, che hanno voluto partecipare alla manifestazione in ricordo delle vittime della tragedia. Alle 22,30 della domenica di Pasqua da via XX Settembre, dove c’era il vecchio tribunale, è partita la fiaccolata organizzata dal Comitato dei familiari vittime. Migliaia di fiaccole (erano presenti 12mila persone) illuminavano il centro della città colpita dal terremoto di sei anni fa. Erano presenti cittadini che ora abitano nelle New Town, gli abitanti delle strade storiche ancora transennate, i cittadini dei paesi dell’area del cratere, parenti e amici dei ragazzi che erano ospiti della Casa dello Studente crollata. Nella chiesa dove si svolge la veglia religiosa, nella piazza Duomo, nel silenzio generale vengono letti i nomi di tutte le 309 vittime rimaste sotto le macerie nel sisma delle 3:32 nella notte tra il 5 e il 6 Aprile del 2009. Un silenzio interrotto da 309 rintocchi di campana in ricordo di chi non c’è più. Il disastro provocò anche 1.500 feriti e 70 mila sfollati.

    È un momento struggente, doloroso, straziante, ma bisogna pensare al futuro con positività, con grande forza e fiducia”, è stato il ricordo del presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio. ”Lo Stato sta facendo la sua parte, siamo in una fase di svolta, tutti insieme, in particolare istituzioni e cittadini, si deve reagire”. In seguito al terremoto furono stimati danni per 10 miliardi di euro. Gli epicentri si registrarono nella conca aquilana e nella provincia del capoluogo abruzzese: decine i Comuni colpiti tra Abruzzo e Lazio. Nella sola città dell’Aquila, oltre ai danneggiamenti alle abitazioni civili, è stata stilata una lista di 45 monumenti da restaurare. A oggi non tutti i cantieri sono aperti.

    Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha sottolineato l’attenzione dell’esecutivo per una soluzione stabile ai finanziamenti. Da parte sua il sindaco Massimo Cialente ha parlato di una corsa che ha riportato 46 mila persone nelle case. ”In passato avevamo i progetti cantierabili, ma non fondi sufficienti, quest’anno abbiamo 1, 2 miliardi, ma sforniamo cinque progetti a settimana. Per utilizzare i 100 milioni al mese ci vorrebbero almeno sessanta pratiche pronte al mese, per questo devono assegnarci altro personale”, ha reso noto il sindaco. ”Se non hai ricostruito il centro storico e le frazioni non si può dire ricostruita una città. Inoltre L’Aquila ha 175 ettari di centro storico, uno dei più grandi d’Italia, a maggior ragione senza il cuore la città non ha la sua identità”.

    Per il crollo della Casa dello studente la sentenza del Tribunale dell’Aquila ha previsto la condanna a quattro anni di reclusione a carico dei tecnici responsabili dei lavori effettuati all’edificio nel 2000, Bernardino Pace (che si è poi vista la pena ridotta a due anni in appello), Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone. La condanna è di due anni e mezzo per Pietro Sebastiani, tecnico dell’Adsu, azienda per il diritto agli studi universitari. Sono stati invece assolti Luca Valente, direttore dell’Adsu all’epoca dei fatti, e Luca D’Innocenzo, presidente dell’azienda. Assolti anche Carlo Giovani e Massimiliano Andreassi, che avevano effettuato interventi minori.

    Ribaltata la sentenza sul terremoto dell'Aquila

    Sono stati assolti i componenti della commissione Grandi rischi che parteciparono alla riunione del 31 marzo 2009, cioè pochi giorni prima del terremoto del 6 aprile che distrusse L’Aquila e provocò 309 morti. L’accusa era di omicidio e lesioni colpose e in primo grado la pena era stata di 6 anni. Secondo i giudici “il fatto non sussiste” per il direttore del Centro nazionale terremoti Giulio Selvaggi, l’allora vicepresidente della commissione Franco Barberi, allora capo dell’Ingv Enzo Boschi, il direttore dell’ufficio rischio sismico di Protezione civile Mauro Dolce, l’ordinario di fisica all’università di Genova Claudio Eva, il direttore di Eucentre e responsabile del progetto Case Gian Michele Calvi.

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