Massimo Giuseppe Bossetti alibi: così sono stati smontati

Sono stati smontati dagli inquirenti gli alibi di Massimo Giuseppe Bossetti, con particolare riferimento alle edicole, alla commercialista, al meccanico e ai lavori eseguiti per il fratello.

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    Massimo Giuseppe Bossetti si è sempre difeso dalla vicenda dell’omicidio di Yara Gambirasio attraverso degli alibi. Il delitto della ragazzina di Brembate rimane ancora avvolto nel mistero, perché se Bossetti è l’unico imputato accusato dell’omicidio è anche solo un presunto assassino. Ultimamente anche la moglie Marita Comi lo ha incalzato e lo ha spronato a dire la verità. Tuttavia il muratore di Mapello rimane fermo nella sua versione dei fatti, proclamando la propria innocenza. In ogni caso sono molte le prove che vanno contro Bossetti o contro quella verità dei fatti che lui stesso ha raccontato e che continua a sostenere di fronte agli inquirenti. Questi ultimi sono riusciti a smontare i suoi alibi principali.

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    Le edicole

    Bossetti ha sempre raccontato agli inquirenti che si fermava presso delle edicole per comprare delle cose ai suoi figli. In particolare afferma di passare presso quei luoghi per comprare le figurine e sarebbe stato anche a quella all’angolo del centro sportivo frequentato da Yara, nella zona in cui la ragazzina imboccava la strada verso casa. Gli inquirenti hanno sentito 13 commercianti e molti affermano che Bossetti non fosse un loro cliente. Nello specifico l’edicolante che si trova fuori dal centro sportivo ha detto che quella sera ha chiuso alle 18:45 invece che alle 19. Yara è sparita proprio in quel lasso di tempo.

    La commercialista

    Bossetti dichiara che il giorno della scomparsa di Yara è andato dalla commercialista. Ha spiegato di essersi recato lì verso le 16 e di solito si tratteneva per un’ora. E’ stato appurato che l’operaio era cliente dello studio commercialista da 10 anni. Ci andava sicuramente una volta ogni trimestre. Vi si recava tra le 17 e le 19. A novembre aveva due scadenze per il pagamento dei contributi, il 16 e il 30. La commercialista ha spiegato che, quando i clienti si presentavano per firmare il primo modulo, faceva firmare anche il secondo. Da questo si deduce che Bossetti vi si sarebbe recato prima di giorno 16.

    Il meccanico

    Bossetti ha anche affermato che forse il 26 novembre era andato dal carrozziere di fiducia per un problema alla cinghia di trasmissione o per una perdita d’olio. Secondo la versione fornita dal meccanico, quest’ultimo avrebbe lavorato al furgone di Bossetti il 17 o il 18 ottobre e poi il 29 o il 30 ottobre, sicuramente non a novembre.

    Il fratello

    Il fratello di Bossetti ha anche ricordato i loro rapporti, affermando che erano saltuari. Il presunto assassino di Yara ha sempre sostenuto di aver fatto dei lavori per lui, ma il fratello sostiene che questi non sarebbero stati eseguiti nel 2010.