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Carceri italiane, situazione migliorata nei penitenziari nostrani

Carceri italiane, situazione migliorata nei penitenziari nostrani
da in Cronaca, Reati
Ultimo aggiornamento: Giovedì 22/01/2015 15:10

    La giustizia italiana ha problemi endemici che da decenni attendono una soluzione, a partire dallo stato delle carceri e dei detenuti. Siamo stati a un nulla dal pagare una maxi multa imposta dall’Europa per il sovraffollamento, cosa che ha portato gli ultimi governi a correre ai ripari con decreti che riducessero la popolazione carceraria. Qual è allora lo stato attuale degli istituti di pena italiani? Si sta risolvendo il problema delle carceri e delle condizioni di vita dei detenuti? Cosa si sta facendo perché il nostro Paese rientri negli standard richiesti dalla legge e dalla Convenzione Europea per i Diritti Umani? A fare chiarezza ci sono i numeri evidenziati dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia.

    Il dato da cui sono partite le istituzioni europee è quello della sovrappopolazione carceraria in Italia. Da anni, se non decenni, sappiamo che le prigioni nostrane scoppiano di detenuti, con condizioni di vita al limite della dignità umana. Qualcosa si sta muovendo: il timore di essere di nuovo nell’occhio del ciclone ha portato la politica a occuparsi del problema, come spesso accade, sotto la minaccia di maxi multe.

    Alla legge 9 agosto 2013, n. 94, che ha convertito il decreto legge 1 luglio 2013, n. 78, contenente “Disposizioni urgenti in materia di esecuzione della pena”, è seguita la legge 11 agosto 2014, n. 117 che ha reso esecutivo il decreto Carceri. In questo caso, si è agito per andare a colmare i vuoti sul risarcimento ai detenuti per le condizioni considerate “inumane” dopo la nota sentenza “Torregiani” con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva condannato l’Italia per la situazione delle carceri. A fronte di questi interventi normativi, lo stato delle carceri nostrane è in leggero miglioramento: vediamo quali sono i numeri ufficiali e cosa non torna.

    DISTRIBUZIONE DEI DETENUTI PER CAPIENZA CARCERI

    Secondo i dati ufficiali del dipartimento penitenziario ministeriale, il numero dei detenuti totali presenti nelle carceri italiane al 31 dicembre 2014 è di 53.623 persone, di cui 2.304 donne e 17.462 stranieri, ospitati in 202 strutture a livello nazionale la cui capienza è di 49.635 persone. Ci sono quindi 3.988 detenuti in più rispetto al massimo consentito.

    La situazione è però migliorata rispetto al recente passato. Al 30 giugno 2014, i detenuti totali erano 58.092 (quasi 5mila in più); esattamente un anno fa, al 31 dicembre 2013, erano 62.536, oltre 9mila in più. Il dato è ancora più confortante se paragonato al 2010, quando i carcerati totali erano 68.258, il picco raggiunto dal 1991 (anno in cui sono iniziate le rilevazioni del Ministero).

    A livello globale dunque, la popolazione carceraria è diminuita, ma se analizziamo il dato per singole Regioni, ci accorgiamo che alcune situazioni sono ancora oltre il limite consentito. Sono infatti sei le Regioni che hanno una popolazione carceraria inferiore alla capienza massima (Basilicata, Calabria, Piemonte, Sardegna, Toscana e Trentino Alto Adige); le restanti hanno ancora oggi prigioni sovraffollate, con più detenuti rispetto a quanto sarebbe possibile, con variazioni da oltre mille persone fino a 15 unità.

    Le peggiori sono la Lombardia (7.824 carcerati con 6.064 posti per un surplus di 1.760 persone) e la Campania (7.188 carcerati a fronte di 6.082 posti totali per un surplus di 1.106 persone), seguite da Puglia (3.280 carcerati con 2.377 posti), Umbria (1.404 carcerati contro 1.314 posti) e Veneto (2.475 carcerati con 1.956 posti).

    DISTRIBUZIONE DEI DETENUTI PER CAPIENZA CARCERI

    Nel totale sono conteggiati al 31 dicembre 2014 anche i 17.462 stranieri presenti (in calo rispetto ai 21.854 registrati nel 2013), che equivalgono al 32,5% sul totale. Con la cancellazione del reato di clandestinità, la presenza straniera è dunque diminuita: sono 4.716 le persone che hanno beneficiato e oggi rimangono in prigione cittadini di nazionalità straniera che hanno commesso altri reati. Per la maggior parte, i detenuti stranieri arrivano dall’Africa (7.821 in totale), seguita dai paesi dell’area europea (7.414), Americhe (1.122) e Asia (1.094). I due paesi più presenti a livello di popolazione carceraria sono il Marocco e l’Albania rispettivamente con 2.955 e 2.437 detenuti, seguiti dalla Tunisia (1.950) e da altri paesi africani (1.803).

    DETENUTI STRANIERI NELLE CARCERI ITALIANE – ELENCO COMPLETO

    La Regione che conta il maggior numero di detenuti stranieri è il Veneto con circa il 55% dei detenuti non italiani (1.361 su 2475 ), seguito dalla Toscana con il 48% (1.573 su 3.269), la Lombardia al 44% (3.459 su 7.824), Piemonte al 43,2% (1.551 su 3.589) e Lazio al 43% (2.417 su 5.600). La Campania invece invece vede la minor presenza di stranieri nella popolazione carceraria con il 12% del totale (887 su un totale di 7.358).

    DETENUTI PRESENTI PER REGIONE – ELENCO COMPLETO

    DETENUTI PER REGIONE DI RESIDENZA – ELENCO COMPLETO

    Licenza di scuola media, dai 35 ai 39 anni, celibe, campano: dai dati del dipartimento penitenziario è questo il ritratto del carcerato medio presente negli istituti di pena nostrani. Questo perché la maggior parte dei detenuti ha tra i 35 e i 39 anni, ha un diploma di scuola media e risiede in Campania.

    Partendo dal dato dell’istruzione, si nota che la popolazione carceraria vede maggiori percentuali tra chi ha un livello medio-basso di istruzione o non ne ha dato notizia: se del 44% dei detenuti non si conosce il tasso di istruzione, il 33% ha un diploma di licenza media e l’11,5% ha un diploma di scuola elementare, mentre i laureati sono lo 0,08% del totale (498 su 53.623).

    Tenendo conto della fascia d’età, i detenuti sono racchiusi per la maggior parte in quella che va dai 30 ai 40 anni che rappresenta oltre il 44% della popolazione carceraria; la seconda fascia più rappresentata è quella dei 50enni che sono il 14,9% del totale.

    A livello regionale emerge che quasi un quinto della popolazione carceraria nazionale proviene dalla Campania, seguita dalla Lombardia da cui proviene il 12,7% dei detenuti, più della Sicilia (6.852 i lombardi contro i 6.772 siciliani).

    DETENUTI PER TITOLO DI STUDIO – ELENCO COMPLETO

    DETENUTI PER CLASSI DI ETA’ – ELENCO COMPLETO

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