Case popolari rifiutate: sono senza balconi

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    Case popolari rifiutate: sono senza balconi

    Case popolari rifiutate: succede anche questo. A Bologna non sono state accettate 45 abitazioni popolari, in base a quanto denunciato dall’assessore alle politiche abitative Riccardo Malagori. Gli aventi diritto non avrebbero voluto gli alloggi, perché sono privi di balcone. Il Comune ha speso moltissimi soldi per la ristrutturazione di queste abitazioni, circa 5 milioni di euro e, secondo l’assessore, non si tratterebbe affatto di catapecchie. Eppure non c’è stata ragione: i cittadini non vogliono quelle case, perché gli appartamenti sono privi di balconi.

    Ci sono anche coloro a cui non piacerebbe la zona, nonostante sia servita bene dai mezzi e non sia molto lontana dal centro. Infine alcuni cittadini hanno deciso di non accettare, perché vorrebbero l’appartamento al pian terreno. Gli alloggi erano destinati ai primi 130 in graduatoria, ma soltanto 10 hanno preso l’appartamento.

    La questione

    Il costo di una di queste abitazioni popolari sarebbe in media di 120 euro al mese. Nonostante la crisi economica imponga la necessità di non pagare molto per l’affitto, a Bologna c’è chi ha deciso di non accettare l’appartamento. Per i più grandi, quelli da 80 metri quadri, si potrebbe arrivare fino a 300 euro al mese. Per alcuni la zona è considerata troppo periferica e poi c’è il motivo della mancanza del balcone, che sarebbe ritenuta una condizione fondamentale per l’abitabilità dell’alloggio.

    La graduatoria è composta da 6.500 persone: ne sono state contattate 130, ma quasi tutte le famiglie hanno preferito declinare quanto veniva loro offerto. L’emergenza, secondo l’assessore, a Bologna è davvero grande dal punto di vista abitativo. Al momento si è potuto dare la casa soltanto basandosi sulle planimetrie, ma i lavori vanno a gonfie vele e termineranno al più presto.

    La polemica

    Erano stati stabiliti anche dei requisiti precisi per accedere a questi alloggi. In particolare si richiedeva un reddito familiare inferiore ai 36.000 euro e poi un punteggio basato su malattie o handicap. Secondo il regolamento ogni assegnatario può visionare 3 soluzioni, prima di accettare quella che ritiene faccia al caso proprio, ma c’è chi adesso propone di cambiare la procedura, ammettendo il rifiuto soltanto per motivi seri.

    Sembra veramente assurdo, ma non ci sono state scuse: c’è chi non ha una casa e sarebbe disposto a fare di tutto per averla e c’è chi invece rifiuta per motivi banali. Anche l’aver considerato la scelta sulla base della planimetria è stato un fattore scatenante, perché nel dubbio molti hanno preferito lasciar perdere. Ma non c’è un caso di necessità? Le famiglie contattate non si troverebbero in una situazione economica tale da indurle ad accettare subito? Le contraddizioni in Italia da questo punto di vista sono davvero molte, perché fra i molti casi, su cui si è fatta tanta polemica, come per esempio quello delle case popolari di Milano, ci ritroviamo poi di fronte a situazioni veramente incredibili, che lasciano molto perplessi. E’ possibile che si possa rifiutare una casa ad un prezzo vantaggioso solo perché non ci sia il balcone?