NanoPress Allaguida Pourfemme Tecnocino Buttalapasta Stilosophy Tantasalute DesignMag QNM MyLuxury

Mafia Capitale ed Expo 2015, la corruzione unisce Roma e Milano

Mafia Capitale ed Expo 2015, la corruzione unisce Roma e Milano
da in Corruzione, Cronaca, Cronaca di Roma, Tangenti
Ultimo aggiornamento:
    Mafia Capitale ed Expo 2015, la corruzione unisce Roma e Milano


    Milano e Roma unite da un filo di corruzione che passa dall‘Expo e dallo scandalo tangenti alla Mafia Capitale. Quello che è successo nel capoluogo meneghino, tutto il sottobosco di appalti, corrotti e corruttori, ha aperto un nuovo capitolo nella metodologia e non solo per le cifre e i nomi che ha smosso. Come riporta il Messaggero, lo ha capito anche Luca Odevaine, membro del tavolo nazionale dei rifugiati presso il Viminale e arrestato per corruzione aggravata nell’ambito dell’inchiesta capitolina. Ne parla con un suo collaboratore in una telefonata intercettata dagli inquirenti: si lamenta perché quello che è successo a Milano ha cambiato il modo di “incassare e ricevere” le tangenti.

    LEGGI anche –> L’intervista a Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità anti corruzione

    Non più sovraffatturazioni ma pagamenti in contanti. Si cambia il metodo per via di quello che le indagini sull’Expo hanno fatto emergere. Il caso citato è quello di Gianstefano Frigerio, ex DC, già condannato ai tempi di Mani Pulite, e che faceva parte della “cupola” degli appalti Expo, arrivando a patteggiare la pena a 3 anni e 4 mesi di carcere per la corruzione contestatagli dai magistrati di Milano. Frigerio aveva incassato i soldi della tangente per un appalto, ma l’aveva poi dato a un’altra società.

    Il tutto era stato raccontato dai media, era venuto a galla, creando il panico tra chi faceva gli affari sporchi con gli uomini di Roma. Odevaine ne parla con un suo collaboratore. Stanno concordando il movimento dei soldi con La Cascina, cooperativa di Salvatore Menolascina che si occupa della gestione del centro immigrati di Mineo, in provincia di Palermo. Soldi che Odevaine riusciva a far arrivare al centro siciliano grazie alla sua posizione presso il tavolo al Viminale e ai suoi contatti con Carminati e Buzzi. Un intreccio di malaffare che però ha trovato un intoppo nei modi classici della corruzione.

    Dalla cooperativa infatti si lamentano perché non vogliono fare la fine delle società dell’Expo, ossia versare i soldi con fatture gonfiate sui conti delle società sudamericane. Pagano in contanti e questo crea un problema, quello cioè di giustificare quei soldi.

    Si parla di una cifra che va dagli 80mila ai 100mila euro, non certo poche centinaia di euro per cui vale anche il pagamento in contante. “Sarà un bordello”, dice subito il collaboratore a cui è subito chiaro che non sarà più possibile occultare i soldi sporchi con false fatture. “Come ca**o se giustifichiamo? Un ca**o facciamo”, si lamenta Odevaine.

    Non tutto il male viene per nuocere se è vero che Odevaine approfitta degli strascichi delle inchieste Expo che ha lasciato a terra alcune società, come la Manutencoop, cooperativa rossa che ha perso il suo presidente Claudio Levorato, in carcere per turbativa d’asta.

    Il funzionario romano la vuole contattare per mettere in piedi un enorme progetto legato agli appalti della Sanità regionale. Sa che ha delle difficoltà, ma può far valere le sue relazioni. “Lavoravo con Zingaretti”, oggi a capo della Regione Lazio; conosce Maurizio Venafro, che gestisce l’assegnazione dell’appalto, perché ci può arrivare tramite Goffredo Bettini, eurodeputato del PD, con cui “non ha problemi a parlare”.

    L’idea è di coinvolgere la coop rossa e Comunione e Liberazione, “la Compagnia delle opere”, spiega Odevaine che guarda alla politica tutta, anche a livello nazionale, pur di fare affari. “C’è un interesse da parte del Pd a tenere un rapporto con CL, perché stanno lavorando insieme no? Alfano, Lupi, loro li sostengono mo’. Questo può essere uno strumento anche per sostenere il partito su cui si stanno impegnando fortemente”.

    707

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN CorruzioneCronacaCronaca di RomaTangenti
    PIÙ POPOLARI