Boss della ‘ndrangheta era un volontario della Croce Rossa

Boss della ‘ndrangheta era un volontario della Croce Rossa
    Boss della ‘ndrangheta era un volontario della Croce Rossa

    Come ci immaginiamo i boss della ‘ndrangheta? Se in mente avete lo stereotipo dell’uomo che gira con la lupara ad uccidere i suoi nemici, dovreste pensare che non è sempre così. Il caso emblematico è quello di un uomo di 53 anni, Giuseppe Puglisi detto “melangiana”, che durante la settimana svolgeva un impiego in una ditta legata alle ferrovie svizzere e, il sabato la domenica, si dedicava come volontario presso la Croce Rossa di Cermenate, in provincia di Como.

    Puglisi è stato arrestato in una maxi operazione, che ha coinvolto in totale 40 persone tra le zone di Como e di Lecco. Nessuno avrebbe mai pensato che si trattasse di un esponente della criminalità organizzata.

    Chi lo conosceva racconta che “melangiana” arrivasse nella sede della Croce Rossa con la Bibbia in mano. Si fermava a leggerla, chiedendo di spegnere la televisione, e tutti lo rispettavano e gli volevano bene. Aveva perfino ottenuto una certificazione per stare sulle ambulanze ed era in possesso dell’abilitazione per salvare vite umane praticando interventi con il defibrillatore. Diversi i casi in cui era intervenuto anche per vicende di infarti o di incidenti stradali.

    Giuseppe Puglisi aveva salvato molte vite e sembrava avere tutti i requisiti per comporre gli equipaggi di emergenza. Gli investigatori sostengono che questi interventi di Puglisi presso la Croce Rossa servissero alla ‘ndrangheta di Cermenate per far aumentare il proprio consenso.

    In ogni caso “melangiana” frequentava pure l’oratorio, fino a quando è stato preso dai carabinieri coordinati dalla Procura distrettuale antimafia di Milano. I suoi colleghi insistono sul fatto che fosse un bonaccione, che non aveva dato segnali di essere pericoloso, che non aveva mai creato litigi o altri problemi. Tutti sono particolarmente sorpresi dal fatto che Giuseppe Puglisi sia stato arrestato.

    E’ stato chiesto ai responsabili della Croce Rossa come sia possibile che non sospettassero nulla di un uomo che comunque non poteva contare su una fedina penale illibata. “Melangiana” infatti era già stato arrestato per associazione mafiosa e droga negli anni ’90. Era stato perfino condannato in primo e in secondo grado, per poi venire assolto in Cassazione. Il presidente lombardo della Croce Rossa, interpellato sulla vicenda, ha fatto sapere che Puglisi è stato sospeso, ma non radiato. Non vuole entrare nel dibattito, ma dice che sarebbe meglio attendere che la sentenza sia definitiva.

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