Scandalo affitti a Milano: fino a 12 euro al mese per un trilocale

Scandalo affitti a Milano: fino a 12 euro al mese per un trilocale
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    Scandalo affitti a Milano: fino a 12 euro al mese per un trilocale

    Appartamenti e uffici in palazzi signorili, nel cuore di Milano o poco distanti affittati a prezzi bassi, per non dire bassissimi. Lo scandalo Affittopoli si riaffaccia sul capoluogo lombardo, alle prese con una situazione più che delicata per l’emergenza case. Dalle pagine di Repubblica Emilio Randacio ricostruisce quello che sta avvenendo al patrimonio immobiliare della Fondazione Ca’ Granda, ossia il Policlinico di Milano. Come già in passato per il Pio Albergo Trivulzio, negli immobili di proprietà della fondazione si trovano ancora oggi appartamenti di pregio anche più grandi dei classici trilocali, affittati a cifre irrisorie rispetto ai valori attuali del mercato, anche tenendo conto della crisi immobiliare.

    Al momento, dalle carte consultate dal giornalista, non si hanno nomi di politici invischiati nella vicenda se non quello di Enrico Fedrighini, ex consigliere comunale in quota Verdi che risiede in uno stabile in via Previati accatastato come “popolare” in cui l’affitto per 120 metri commerciali è meno di 1.300 euro.

    Dopo il 2011, quando lo scandalo degli affitti finì sulla stampa, la situazione a quanto pare non è cambiata. Il patrimonio immobiliare della Fondazione è composto da oltre 1.200 tra abitazioni, palazzine e terreni, arrivati al Policlinico come lasciti. Numeri troppo importanti da gestire e così l’ospedale, gestito da Giancarlo Cesana, uomo di punta di Comunione e Liberazione, si è rivolto al Fondo investimenti per l’Abitare: viene ceduta la gestione del patrimonio immobiliare a fronte di un pagamento di 100 milioni di euro da usare per la struttura ospedaliera. I contratti d’affitto sono così passati circa una settimana fa a una società, la Polaris Real Estate. Da qui in avanti quello che succederà è ancora da vedere, mentre si conosce quello che è avvenuto in passato fino a oggi.

    Gli esempi sono molti.

    Si parte da un palazzo signorile in via Guerrazzi 9, a poca distanza dall’Arco della Pace: se qui un ufficio da 223 mq e dieci stanze si affitta a 2.750 euro mensili, cifra in linea con il valore della zona, un appartamento di categoria A2 di 192 mq da sei vani arriva a non più di 1.000 euro. E ancora: in via Leopardi, tra Cadorna e Santa Maria delle Grazie, un appartamento da 152 mq con sette vani ha un canone sotto i mille euro.

    Si arriva poi a casi davvero al limite come quello della palazzina di via Sciesa 18, in cui un trilocale da circa 80 mq si paga 359 euro al mese; poco più di quello che la Fondazione chiedeva in uno stabile di via Ciro Menotti 16 dove un apparentamento da 90 mq viene affittato per 266 euro mensili. Dalle carte sarebbe emerso che in quest’ultimo stabile c’è chi arriva a pagare 148 euro l’anno, poco più di 12 euro al mese per una casa di 76 mq da cinque vani perché ancora registrato come A3, cioè abitazione di tipo economica.

    Qualcosa non torna davvero nei conti ancora di più in una città come Milano dove i prezzi degli affitti, seppur calati negli ultimi anni, sono molto al di sopra di queste cifre e dove dall’altra parte l’emergenza abitativa colpisce solo i più poveri.

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