Autunno caldo 2014: esplode la tensione sociale contro Renzi

Autunno caldo 2014: esplode la tensione sociale contro Renzi
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    In Italia si sta avendo proprio un “autunno caldo”, un periodo di scontri e manifestazioni di piazza, che indica l’atteggiamento degli italiani nei confronti delle politiche adottate dal governo di Renzi. Il nostro Paese sembra davvero essere interessato da forti tensioni sociali e la situazione potrebbe sempre più peggiorare. Da una parte i sindacati accusano Renzi di attirarsi le antipatie dei lavoratori, dall’altra il premier lamenta che i sindacati aizzino i lavoratori contro l’esecutivo e contro i provvedimenti che esso sta mettendo in atto. E’ pur vero che la riforma del lavoro attuata dal governo ha riscaldato gli animi.

    Non tutti infatti sono d’accordo con i provvedimenti che rientrano nell’ambito del Jobs Act. Le tensioni aumentano e in tutto l’autunno ci sono state diverse dimostrazioni da parte di cittadini. I sondaggi non sono così sfavorevoli nei confronti del premier, che pure continua ad avere dalla propria parte, sembra, un ampio consenso. Tuttavia le manifestazioni in questi ultimi tempi sono state intense e frequenti. E’ lecito quindi domandarsi la possibilità il governo Renzi abbia di resistere a tutta questa tensione sociale, che in Italia si sta caricando nei suoi confronti. Da parte sua, il premier ha espresso la volontà di resistere fino al termine della legislatura, ma di certo i problemi da affrontare sono molti. Il piano di riforme sta scatenando dei risvolti davvero inaspettati in ambito sociale.

    LO SCIOPERO GENERALE DEL 14 NOVEMBRELo sciopero generale si è trasformato in una guerriglia in diverse città. Il 14 novembre in 25 città sono scesi in piazza migliaia di lavoratori. A Milano e a Padova ci sono stati scontri tra i manifestanti e la polizia. A Roma sono stati lanciati fumogeni contro il Ministero dell’Economia.

    IL MONDO DELLA SCUOLAGran parte del mondo della scuola si è mobilitato nei confronti della riforma proposta dal ministro Giannini e dal governo Renzi. Entrambi hanno parlato della cosiddetta “buona scuola”, che prevede anche un piano di assunzioni straordinario per 150.000 docenti.

    Molti comunque non sono stati d’accordo con alcuni aspetti di questa riforma. Fra questi, dobbiamo ricordare il blocco degli scatti di anzianità degli insegnanti. Ci sono state manifestazioni in tutte le parti d’Italia.

    AST DI TERNI – Altri scontri ci sono stati a Roma in seguito alla protesta degli operai dell’Ast di Terni. Erano stati previsti dei licenziamenti e, dopo varie trattative, la tensione è esplosa. Il tutto si è concluso con uno scontro con le forze dell’ordine, con quattro manifestanti colpiti e con quattro agenti feriti. Un sindacalista ha denunciato la situazione, spiegando che si è avuto un attacco degli agenti senza nessun preavviso.

    AMT GENOVA – I lavoratori della AMT di Genova sono scesi in piazza, per manifestare, davanti alla sede dell’azienda, il loro dissenso nei confronti delle recenti decisioni di tagliare i contratti integrativi. In seguito alla protesta è scaturita anche la decisione di passare ad uno sciopero previsto per la metà di novembre.

    BAGNOLI – A Bagnoli si è avuto un corteo contro lo Sblocca Italia. Un gruppo di manifestanti, arrivati davanti l’ingresso di Città della Scienza, ha provato ad entrare, andando contro le forze dell’ordine. I manifestanti hanno lanciato petardi e qualche bomba carta e gli agenti hanno risposto con il lancio di lacrimogeni. Cinque agenti sono stati feriti.

    CGIL – Duro è stato lo scontro fra la leader della CGIL, Susanna Camusso, e il Presidente del Consiglio. Il noto sindacato ha coinvolto i lavoratori in un imponente sciopero di reazione nei confronti dei provvedimenti e delle politiche del governo.

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