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Riccardo Magherini morto dopo l’arresto: chiesto il rinvio a giudizio per 7 persone

Riccardo Magherini morto dopo l’arresto: chiesto il rinvio a giudizio per 7 persone
da in Carabinieri, Cronaca
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    Riccardo Magherini morto durante l'arresto

    Per la morte di Riccardo Magherini è stato chiesto il rinvio a giudizio per sette persone. Viene contestato il reato di omicidio colposo per i quattro carabinieri e tre volontari che quella notte intervennero sul posto, dopo che l’uomo era stato fermato. Da parte di uno dei militari sarebbero state date anche delle percosse a Magherini, quando si trovava già a terra immobilizzato e ammanettato. In particolare il militare sarebbe colpevole di avergli dato dei calci. Secondo la ricostruzione che è stata effettuata dai medici legali, Magherini sarebbe morto a causa della cocaina, ma anche per la posizione in cui venne ritrovato, per asfissia.

    Le reazioni dei familiari di Magherini sono state di gioia. Il fratello del giovane morto ha detto che almeno la vicenda non finirà come quella di Stefano Cucchi. Il padre di Magherini ha fatto presente che ci si deve comunque confrontare con il pericolo della prescrizione.

    Le ultime strazianti parole di Riccardo Magherini, 40 anni, di Firenze, morto durante l’arresto effettuato dai Carabinieri la notte tra il 2 e il 3 marzo in Borgo San Frediano sono state registrate da un telefonino di un residente della zona, affacciato alla finestra. “Aiuto, aiuto, sto morendo, ho un bambino piccolo”, sono le grida dell’uomo, ex giocatore delle giovanili viola.

    Quella notte Magherini era stato fermato dalla pattuglia in stato confusionale, mentre gridava che qualcuno voleva ucciderlo. Il fermo si è trasformato in un caos, con l’uomo ammanettato per terra, e i Carabinieri attorno a lui: Riccardo grida, le sue urla vengono registrate dal telefonino di un uomo, affacciato alla finestra all’1:25. Poco dopo l’uomo non grida più: è morto.

    Alcuni testimoni, durante l’inchiesta sulla morte di Riccardo Magherini, hanno raccontato che il quarantenne, morto durante l’arresto avvenuto la notte tra il 2 e il 3 marzo in Borgo San Frediano, sarebbe stato bloccato a terra con violenza dai quattro carabinieri indagati, che avrebbero anche colpito ripetutamente l’uomo, massacrandolo.

    Riccardo Magherini, come anticipato, sarebbe stato contenuto in maniera inappropriata, immobilizzato “con un uso della forza non previsto né contemplato nelle tecniche di immobilizzazione delle forze dell’ordine“. Bloccato a terra a faccia in giù, colpito ai fianchi e all’addome, sottoposto a “prolungata pressione di più agenti sul suo corpo, compreso il tronco“.

    Contenzione che sarebbe continuata anche dopo l’arrivo dei primi soccorritori, che “non hanno provveduto nemmeno a rimuoverlo da quella posizione“. Per tali ragioni Guido e Andrea Magherini, padre e fratello dell’ex calciatore deceduto la notte del 3 marzo, hanno sporto denuncia contro i carabinieri e i sanitari che intervennero per bloccare e sedare Riccardo, mentre il senatore Pd Luigi Manconi, presidente della Commissione per i diritti umani del Senato, ha presentato una interrogazione ai ministri della difesa, della giustizia e dell’interno.

    Nella interrogazione parlamentare, il senatore Manconi cita la sentenza definitiva sulla morte di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni che morì a Ferrara il 25 settembre 2005 dopo essere stato bloccato da alcuni poliziotti, poi condannati, e sollecita una ispezione “sugli atti compiuti dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta” interrogando la platea anche sull’opportunità di “favorire una nuova autopsia“.

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