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Sentinelle in piedi: chi vigila e su cosa realmente?

Sentinelle in piedi: chi vigila e su cosa realmente?
Attivista Femen e blogger in Cronaca, Diritti, Giustizia, Omofobia, Omosessualità
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Giovedì 09/10/2014 in Cronaca, Diritti, Giustizia, Omofobia, Omosessualità
    Sentinelle in piedi: chi vigila e su cosa realmente?

    Domenica 5 ottobre in cento piazze d’Italia c’è stata una manifestazione delle “Sentinelle in piedi”, un gruppo che, per chi ancora non lo conoscesse, si propone di vigilare sulla deriva morale presa dall’Italia per quanto riguarda le unioni omosessuali e l’adozione per le stesse coppie. La loro caratteristica è quella di manifestare il loro “vigilare” stando in piedi in silenzio leggendo dei libri.

    Sul loro sito si dice che la manifestazione era “per la libertà di espressione, per poter essere liberi di affermare che il matrimonio è soltanto tra un uomo e una donna, che un bambino ha il diritto ad avere la sua mamma e il suo papà e che loro hanno il diritto di educare liberamente i loro figli”. Questa è una motivazione che si contraddice in sé stessa oltre a rivelare pericolose derive oscurantiste. E’ contraddittoria poiché la libertà di espressione, se la loro manifestazione avesse i risultati sperati, bloccherebbe chiunque non la pensa come loro; è oscurantista perché vorrebbe impedire il progredire di uno stato in senso civile. Si dice sempre che la libertà di ognuno finisce dove inizia quella dell’altro, ma in questo caso così non sarebbe. Il divieto per i matrimoni fra persone dello stesso sesso attualmente non rende libera e accessibile la vita civile della comunità LGBT in Italia. La libertà delle Sentinelle in piedi limita quella altrui di formare una coppia legalmente riconosciuta. Il loro obiettivo preciso stavolta era il DDL-Scalfarotto, una proposta di legge per contrastare l’omofobia e la transfobia. Ed è una legge che, per quanto la si possa ritenere perfezionabile, in Italia serve come il pane. Un sondaggio nell’UE, i cui dati sono stati riportati da L’Espresso, mostra come l’Italia attualmente sia il paese più discriminatorio e omofobo d’Europa. Le discriminazioni cominciano a scuola, da ragazzi, con atti di bullismo e violenza fisica. Ma è anche la politica il teatro delle discriminazioni più profonde: il sondaggio rivela che il 91% dei politici italiani mantiene un comportamento omofobo e discriminatorio, a fronte di un 44% di media europea.

    Ecco perché, dunque, la manifestazione delle Sentinelle in piedi “suona male”.
    Il nostro Paese è arretrato e bisogna prenderne atto.

    Mi è stato fatto notare che ognuno è libero di manifestare nel modo in cui crede e che noi Femen usiamo, ad esempio, il nostro corpo come un cartellone pubblicitario e che, a differenza delle Sentinelle in piedi, siamo violente. Il mio punto di vista è però differente. Manifestare usando il proprio corpo per difendere una minoranza ingiustamente penalizzata è una cosa, mentre leggere in silenzio “Sposati e sii sottomessa” di Costanza Miriano per ancorarsi in una posizione che potrebbe diventare un reato (vuoi educare tuo figlio ad essere un bullo omofobo, prevaricatore e violento? Sei libero!) è davvero un altro paio di maniche. Tra l’altro diventa anche fuorviante il messaggio della lettura dei libri. Qual’è il loro scopo? Che messaggio vogliono mandare in questo senso? In un bellissimo film interpretato da Sophia Loren e Marcello Mastroianni, “Una giornata particolare”, una delle scene più importanti e significative è quella in cui Antonietta-Sophia legge I Tre Moschettieri, libro donatole da Gabriele-Marcello (ex speaker dell’Eiar, che verrà deportato al confino perché omosessuale e poco adatto ad essere la voce del machismo fascista), comprendendo che la cultura è il primo passo verso l’emancipazione e la libertà di pensare con la propria testa.
    Noi Femen italiane stesse abbiamo riportato in una delle nostre campagne fotografiche quell’immagine, scattata nello stesso luogo in cui è stato girato il film. Per noi era significativo e importante riprendere il concetto del film ed invitare le persone a leggere e aprire le loro menti e riteniamo fortemente che “aprire la mente” non sia compatibile con “sposarsi ed essere sottomessa” e “ritenere che le unioni LGBT siano un pericolo per la morale della nostra società e l’educazione dei nostri figli”. La libertà di pensiero, per cui queste “sentinelle” sono tanto in ansia, non è in predicato, ma la libertà di esprimersi come individui si.
    Sarebbe ora che altre sentinelle, molto più numerose, si alzassero in piedi a manifestare a favore degli individui realmente danneggiati.

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    SCRITTO DA Marianna Piras Attivista Femen e blogger Segui autore:
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