Sentenze Cassazione più assurde: le decisioni più strane

Il Garante per la privacy ha scritto al presidente della Corte di Cassazione chiedendo di eliminare nomi, cognomi e riferimenti all’identità delle persone coinvolte.

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    Quali sono le sentenze della Cassazione più assurde? Ci sono dei casi che colpiscono per il loro essere particolarmente strani. Il tribunale della Cassazione è sicuramente un organo istituzionale molto importante, senza il quale la nostra giustizia non potrebbe funzionare bene. In fin dei conti non dobbiamo neanche dimenticare che spesso le sentenze della Cassazione costituiscono un valore significativo, per indirizzare le linee del diritto. Dopo una sentenza della Cassazione, di solito anche per altri casi si può fare riferimento a ciò che i giudici hanno detto, per tracciare le linee importanti delle decisioni di altri giudici. Insomma, le sentenze della Corte di Cassazione non costituiscono un affare da poco. Eppure a volte c’è veramente da sentirsi presi in giro.

    In più, ora, la Corte di cassazione ha reso pubbliche tutte le sentenze civili effettuate negli ultimi cinque anni, e le ha pubblicate sul proprio sito internet. Il problema che si è venuto subito a creare rigarda la privacy, perchè nell’enorme mole di dati (parliamo di 159.398 documenti in formato pdf) spiccano nomi, cognomi, date, luoghi, insomma, la fotografia completa con tutti i dettagli delle varie vicende trattate in Cassazione. Il servizio, prima era pure a pagamento, ora, è libero e l’archivio è consultabile a chiunque. Una evidenza che ha fatto storcere il naso al Garante per la privacy Antonello Soro, che ha scritto al presidente della Corte di Cassazione chiedendo di eliminare nomi, cognomi e ogni riferimento che riconduca all’identità delle persone coinvolte, al limite indicare solo le iniziali.

    In ogni caso, tra le pubbliche sentenze disponibili per la consultazione, abbiamo raccolto quelle più assurde, le decisioni della Corte più incredibili e strane, alcune anche ai limiti della decenza. Non resta che sfogliare l’articolo per scoprire tutti i verdetti incredibili. –>

    Attenuante e ‘stupro completo’

    Un uomo di 48 anni in Veneto è riuscito ad ottenere l’attenuante con uno sconto di pena in seguito alla condanna per violenza sessuale nei confronti della moglie. Secondo la Cassazione, l’uomo avrebbe commesso un fatto “di minore gravità”. L’uomo aveva chiesto l’attenuante spiegando che lo stupro avveniva esclusivamente quando era ubriaco. La Corte Suprema ha affermato che “la presenza dello stesso rapporto completo non può, per ciò solo, escludere che l’attenuante sia concedibile, dovendosi effettuare una valutazione del fatto nella sua complessità”. Dovrà essere effettuata, quindi, una nuova analisi della vicenda, dal momento che il giudice del processo precedente non avrebbe in questo modo “tenuto conto degli stabili approdi interpretativi” emersi in Cassazione. Secondo la Corte, lo sconto di pena “deve considerarsi applicabile in tutte quelle fattispecie in cui, avuto riguardo ai mezzi, alle modalità esecutive e alle circostanze dell’azione, sia possibile ritenere che la libertà sessuale personale della vittima sia stata compressa in maniera non grave”.

    La moglie è ‘una nave scuola’

    Un marito siciliano di Messina ha rivolto alla moglie un’ingiuria, paragonandola ad una “nave scuola” in riferimento alle sue numerose relazioni extraconiugali. Giuseppe Z. è stato condannato dalla Corte di Cassazione per questi paragoni offensivi rivolti alla moglie. I giudici hanno confermato il verdetto già espresso qualche anno fa dal tribunale di Messina: l’uomo dovrà pagare 450 euro di multa.

    Stupro con i jeans

    Ha fatto molto scalpore una sentenza della Corte di Cassazione, che stabiliva che una donna non poteva aver riconosciuta la violenza carnale che aveva subito, perché indossava i jeans. I giudici della Corte di Cassazione hanno stabilito, infatti, in quell’occasione che i pantaloni non potevano essere sfilati “senza la fattiva collaborazione di chi li indossava”. In base a questa motivazione, quella vicenda non si poteva ritenere un caso di stupro.

    Si può coltivare una pianta di marijuana

    Nel gennaio 2009 la Corte di Cassazione ha deciso di annullare la condanna stabilita nei confronti di un uomo scoperto a coltivare una pianta di cannabis. Secondo i giudici le piante non erano ancora giunte a maturazione e quindi non potevano costituire un pericolo.

    I figli bamboccioni si devono mantenere

    Che cosa fare con i cosiddetti figli “bamboccioni”? Con questo termine si indicano i figli che ancora ad una certa età continuano a non lavorare e a far ricadere tutto sulle spalle dei genitori. Per la Corte di Cassazione il problema sembra non sussistere: con una sentenza è stato deciso che un padre avrebbe dovuto mantenere la figlia 30enne, che ancora non era autosufficiente.

    Le critiche a Berlusconi ritenute non ingiuriose

    La Corte di Cassazione ha deciso di assolvere un signore, perché secondo i giudici le parole che avrebbe usato nei confronti di Silvio Berlusconi non sarebbero corrisposte a delle ingiurie, ma avrebbero svolto soltanto la funzione di “un’utile critica sociale”. L’imputato aveva pronunciato nei confronti dell’ex Cavaliere le seguenti parole: “Fatti processare, buffone! Rispetta le leggi, rispetta la Costituzione, rispetta la democrazia, rispetta la dignità degli italiani o farai la fine di Ceaucescu o di don Rodrigo”.