Vittime innocenti della mafia: morti per errore durante una sparatoria

Vittime innocenti della mafia: morti per errore durante una sparatoria
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    Alcune persone possono essere considerate vittime innocenti della mafia. Si tratta di coloro che sono morti per errore durante una sparatoria. Potrebbero sembrare casi isolati, ma in realtà non sono così pochi come si potrebbe pensare. Spesso capita che gente comune finisca con il restare vittima in qualche agguato di mafia, semplicemente perché si sbaglia mira o perché non si colpisce la persona giusta. Molto spesso è il fato ad agire in questo senso: si dice che queste persone si sono trovate nel posto sbagliato, al momento sbagliato.

    La mafia, insomma, riesce a fare del male anche quando non lo fa con intenzionalità. Potremmo pensare che i delitti della criminalità organizzata restano qualcosa di lontano da noi, ma nel momento in cui colpiscono delle vittime innocenti ci rendiamo conto della nostra vulnerabilità.

    MARIANO BOTTARI – Mariano Bottari era un 75enne, che è morto il 28 luglio 2014 sotto i colpi d’arma da fuoco a Portici, in provincia di Napoli. Gli investigatori pensano che si sia trattato di un errore. L’anziano era sceso per fare la spesa e si è ritrovato molto probabilmente nel mezzo di un regolamento di conti. E’ finito al centro di una sparatoria. Lungo via Scalea, luogo del delitto, si stavano inseguendo due scooter. Proprio da uno di questi è arrivato il colpo fatale, che ha raggiunto l’anziano sul volto.

    VINCENZO FERRANTE – Vincenzo Ferrante è stato ucciso il 26 febbraio 2014. Si trovava in un centro estetico di Arzano. Qualcuno è entrato ed ha iniziato a sparare, svolgendo un vero e proprio agguato. Gli investigatori hanno appreso che l’obiettivo del killer era Ciro Casone, vicino al clan Moccia. Oltre a Casone, i killer hanno ucciso anche Ferrante, perché probabilmente l’hanno scambiato per la guardia del corpo del malavitoso.

    FILIPPO CERAVOLO – Filippo Ceravolo era di Soriano Calabro. E’ stato ucciso il 26 ottobre 2012 a 19 anni, per errore, nel corso di un agguato di stampo mafioso. Si trovava lungo la strada statale che collega il Comune della provincia di Vibo Valentia con Pizzoni. Il giovane aveva trascorso la serata fuori con alcuni amici e stava rientrando a casa a bordo della sua automobile, la quale è stata raggiunta improvvisamente da una scarica di proiettili. Uno dei colpi sparati ha colpito il ragazzo alla testa, facendo finire l’auto in una scarpata.

    Filippo era incensurato e faceva il venditore ambulante. A quanto pare la vittima dell’agguato doveva essere Domenico, un amico di Filippo, che era con lui dentro l’automobile e che è rimasto ferito.

    PASQUALE ROMANO – Il 15 ottobre 2012 è stato ucciso per errore Pasquale Romano. Il delitto è avvenuto a Napoli in un agguato di stampo camorristico in piazza Marianella. Il 30enne è stato ucciso mentre stava uscendo dalla casa della fidanzata, Rosanna, per andare a giocare a calcetto. E’ stato raggiunto da 14 proiettili. In seguito alle indagini si è scoperto che c’era stato uno scambio di persona, perché era stato ritenuto un rivale del clan. L’obiettivo era Domenico Gargiulo, che quella sera si trovava proprio nella stessa piazza in cui avvenne l’omicidio.

    GIUSEPPE D’ANGELO – Giuseppe D’Angelo, il 22 agosto del 2006, era seduto davanti al negozio di un amico, nella borgata di Palermo Tommaso Natale. All’improvviso si è sentito chiamare, si è girato ed è stato crivellato di colpi. A sparare è stato Gaspare Pulizzi. D’Angelo è stato scambiato per il boss Bartolomeo Spatola.

    ANNALISA DURANTE – Annalisa Durante è stata uccisa il 27 marzo 2004 a Forcella, un quartiere di Napoli, nel corso di uno scontro a fuoco fra diverse fazioni della camorra. L’obiettivo dei killer era Salvatore Giuliano, chiamato ‘o rosso, un nipote dei fratelli Giuliano considerato vicino al boss Ciro Giuliano, detto ‘o barone.

    SILVIA RUOTOLO – Silvia Ruotolo è stata uccisa l’11 giugno 1997 a Napoli, nel quartiere Arenella. Era andata a prendere a scuola il figlio Francesco, di 5 anni. Al balcone la figlia Alessandra, di 10 anni, la stava aspettando. La donna è rimasta vittima di un commando di camorra, che aveva come obiettivo Salvatore Raimondi, affiliato al clan Cimmino. In quell’occasione i killer spararono 40 proiettili, alcuni dei quali raggiunsero proprio Silvia Ruotolo, uccidendola sul colpo.

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