Come rubano l’energia elettrica?

Come rubano l’energia elettrica?
da in Cronaca, Energia elettrica, Furti, Reati, Truffe
Ultimo aggiornamento: Giovedì 14/07/2016 15:03

    Come rubano l’energia elettrica? I furti possono riguardare anche questo argomento. In effetti, magari non è un tema di cui si parla molto, eppure rappresenta un vero e proprio furto da non sottovalutare. Non dobbiamo dimenticare d’altronde che l’energia elettrica è un bene che ci viene fornito dietro il pagamento di un servizio, ma alcuni possono ricorrere a degli espedienti, per appropriarsi indebitamente di qualcosa che non può essere fornito a livello gratuito. Nell’ambito della cronaca nazionale ricorrono spesso dei casi di furto di energia elettrica, per il quale sono previste delle pene consistenti, che possono arrivare anche all’arresto. Ma quali sono le strategie che vengono più utilizzate per mettere in atto truffe di questo genere ai danni delle società che si occupano di forniture di servizi elettrici? I sistemi vanno da quelli più tradizionali a quelli più “innovativi”. Intorno a queste strategie esiste l’organizzazione di metodi ben specifici, che hanno come obiettivo ultimo quello di appropriarsi dell’energia elettrica senza pagare.

    Quello di manomettere il contatore e i cavi dell’energia elettrica rappresenta la strategia forse più tradizionale che possa essere presa in considerazione in questi tipi di furti. Di solito sono anche i casi che più facilmente vengono scoperti dagli addetti ai controlli, proprio perché lasciano degli indizi ben visibili, che si configurano come delle vere e proprie prove del reato commesso. I malintenzionati possono manomettere il contatore, danneggiandolo, spostandolo dal luogo originario in cui è stato collocato, recidendo a volte anche i fili. Poi possono mettere in atto dei collegamenti abusivi, tramite delle prolunghe, alla rete elettrica esterna, facendo in modo che l’energia bypassi il contatore e raggiunga allo stesso tempo il luogo di destinazione, che può essere anche l’interno dell’abitazione. A volte in questi casi ci può essere la complicità di persone che lavorano nell’ambito della stessa società elettrica.

    Il furto di energia elettrica può venire messo in atto anche utilizzando dei magneti al neodimio. Quest’ultimo è un metallo, che viene utilizzato appunto per la realizzazione di calamite, il cui costo si aggira intorno ai 250 euro, anche se i prezzi possono arrivare pure più in alto, fino a 1.500 euro. Questi magneti possono essere acquistati presso gli ambulanti, ma sono in vendita anche su internet. Si tratta di calamite molto piccole, che possono essere benissimo nascoste. Quando vengono appoggiate ai contatori dell’energia elettrica, ne alterano il conteggio dei consumi. Il loro obiettivo (che è ben rapportato anche alla loro capacità) è quello di diminuire il conteggio dei consumi di una percentuale che varia tra il 70% e il 90%. Non si tratta di una truffa nuova, perché da vari anni viene messa in atto spesso anche nel nostro Paese. Proprio su questi tipi di reati le forze dell’ordine si sono spesso concentrate, procedendo all’arresto di chi le mette in atto. Quando il reato viene scoperto, il gestore provvedere a distaccare l’energia, per realizzare un conteggio esatto e per portare avanti un’azione civile di risarcimento. La condanna penale comporta una multa e alcuni mesi di reclusione in carcere.

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