Indipendenza veneta: rilasciati sette secessionisti, cinque restano ai domiciliari

Indipendenza veneta: rilasciati sette secessionisti, cinque restano ai domiciliari
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    Secessionisti veneti: scatta lo sciopero fiscale

    I giudici del tribunale del Riesame di Brescia hanno deciso di scarcerare sette dei secessionisti veneti arrestati il 2 aprile scorso – tra questi l’ex parlamentare Franco Rocchetta e il leader dei Forconi, Lucio Chiavegato – mentre ha disposto gli arresti domiciliari per altri cinque. Cade l’accusa, almeno in questa fase dell’inchiesta, perchè i pm di Brescia potrebbero ricorrere, di associazione per delinquere con finalità di terrorismo. Rimane quella di aver “fabbricato e detenuto illegalmente un carro armato“, considerato “arma da guerra”, ma per questo reato è competente a giudicare il tribunale di Padova, perché il Tanko è stato costruito, ed in seguito trovato, in quello che nelle intercettazioni era chiamato L’Arsenale, a Casale di Scodosia.

    Per Flavio Contin sono stati confermati i domiciliari; sostituita la misura del carcere con i domiciliari per Tiziano Lanza, Corrado Turco, Stefano Ferrari e Michele Cattaneo. Ferrari e Cattaneo hanno già lasciato il carcere Canton Mombello di Brescia nel primo pomeriggio di venerdi, insieme a Roberto Abeni e Corrado Manessi, tornati in libertà. Ha lasciato intorno alle 17 il carcere di Treviso anche Franco Rocchetta, l’ex parlamentare arrestato nell’inchiesta della Procura di Brescia sui secessionisti e tornato libero su decisione del Tribunale del Riesame. Rocchetta è stato accolto dalla moglie Marilena Marina e da un piccolo comitato di venetisti, che gli hanno messo al collo un vessillo di San Marco. Anche Lucio Chiavegato, un altro dei personaggi chiave dell’inchiesta, ha lasciato il carcere di Verona. I 12 serenissimi erano stati arrestati il 2 aprile nel corso di un blitz dei carabinieri insieme ad altri 12 indipendentisti veneti, tutti tra le province di Treviso, Rovigo, Vicenza, Verona e Padova, e accusati di terrorismo ed eversione del sistema democratico.

    Da Brescia arriva una buona notizia ma resta la vergogna dei giorni di galera fatti a causa di una idea“, ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini commentando la decisione del tribunale del Riesame di Brescia. “Sono contento – ha aggiunto - perché avevamo detto che avremmo passato Pasqua in galera noi per solidarietà“.

    Erano state arrestate 24 persone che non dovevano essere toccate, oggi hanno solo liberato degli innocenti“, è stato il commento di Erminio Boso, leader degli indipendentisti della Lega Nord, mentre il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha chiarito: “Giudichiamo la scarcerazione come un ottimo segnale, con l’auspicio che tutta la vicenda giudiziaria si risolva in modo positivo e soprattutto in tempi rapidissimi”.

    Al grido di “Veneto libero” si sono riuniti in piazza a Vicenza i secessionisti veneti, più agguerriti che mai, a pochi giorni dalla convalida degli arresti decisi dalla procura di Brescia. Sciopero fiscale. Esenzione fiscale totale, ovvero sciopero fiscale, questa è la disobbedienza fiscale che Gianluca Busato, il leader dei secessionisti, reclama ad alta voce per i suoi. Sul web Busato scrive: “Solo con la libertà economica e fiscale il Veneto può rafforzare la sua piena indipendenza“. A Vicenza è andata in scena una manifestazione popolare, una campagna che ha come obiettivo interrompere il pagamento delle imposte all’Agenzia delle Entrate. Un gruppo di fiscalisti, commercialisti e avvocati si è messo al lavoro e ha completato un prontuario anti-tasse. “È tutto regolare, tutto secondo le pieghe delle leggi italiote, non temiamo contenziosi perché saranno azioni legittime“, garantisce Busato.

    Si tratta di “uno strumento fenomenale – prosegue Busato – Applichiamo la tattica di Sun Tsu, colpiremo il nemico con le stesse armi con cui vuole ridurci in schiavitù. Tra ravvedimenti operosi, pagamenti differiti, rateizzazioni e altre scorciatoie, esistono vari modi per attuare la nostra esenzione fiscale“. “Piazza dei Signori sarà piena di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori martoriati dalla crisi e dalla voracità del burosauro centrale“, dice ancora Busato. “Raccoglieremo le adesioni alla campagna di esenzione fiscale attraverso gli oltre 60 uffici pubblici della Repubblica Veneta già costituiti. Appena raggiunto il 5 per cento dei contribuenti applicheremo il piano di obiezione con iniziative clamorose. La prima scatterà il 16 giugno, termine entro cui presentare la denuncia dei redditi. Se ce la facciamo potremmo partire addirittura il 16 maggio, scadenza di liquidazioni e versamenti Iva“. Un solo rimpianto per Busato: “Purtroppo stasera non potrà parlare Franco Rocchetta. È ancora recluso in isolamento, una misura assurda e vergognosa“.

    Matteo Salvini è presente in piazza dei Signori a Verona per la manifestazione di solidarietà per i 24 indipendentisti veneti arrestati. “Liberi subito Le galere sono fatte per i delinquenti e per i mafiosi, non per i padri e le madri di famiglia. Gli investigatori non hanno trovato nemmeno una fionda e sfido chiunque a chiamare carro armato quella ruspa spara supposte”. Salvini ha spiegato che in piazza la manifestazione è stata pacifica, ma determinata: “Siamo qua per difendere la libertà di pensiero e di parola. La scelta della Lega è una scelta non violenta. Contrariamente a quanti la vorrebbero sotto terra noi vogliamo seppellire la Fornero sotto 500 mila firme“.

    Siamo qua pacificamente ma non siamo dei fessi: o tornano a casa subito e qualcuno chiede scusa o andiamo a tirarli fuori noi.

    Magari occupando le prefetture“, ha detto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini intorno a un migliaio di manifestanti. Per la Lega, oltre a Salvini ci sono Tosi, Zaia e Umberto Bossi. Gli slogan preferiti dai presenti sono riguardanti l’”indipendenza”, la “secessione”, “Veneto libero”, molti mostrano cartelli che invitano alla liberazione degli arrestati.

    La Lega è insorta contro l’arresto dei 24 secessionisti veneti, con Matteo Salvini che parla di follia, intervistato ai microfoni di Vista, il due aprile commentava: “Lo Stato italiano è impazzito. Oggi vota lo svuota carceri, che fa uscire 20mila delinquenti, cancella il reato di immigrazione clandestina, che ci esporrà a una vera e propria invasione, e poi mette in galera 20 persone che parlano di indipendenza e di autonomia e che starebbero tramando per trasformare un trattore in un carro armato. Siamo alla follia“.

    Il carro armato dei secessionisti veneti

    I ventiquattro individui arrestati sono stati accusati di fabbricazione di armi. Secondo la procura di Brescia – le indagini sono state eseguite dai Ros, si tratterebbe di veneti che fanno parte del movimento indipendentista, un gruppo che si ispira a idee secessioniste e che avrebbe progettato azioni violente per promuovere l’indipendenza del Veneto.

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    L’indagine, che ha portato agli arresti, è stata eseguita soprattutto nelle province di Padova, Treviso, Rovigo, Vicenza e Verona. Tra gli indagati ci sarebbero anche alcune persone che si dichiarano vicine al gruppo dei Serenissimi. Inoltre sarebbero coinvolte delle persone che hanno a che fare con la Life, l’associazione che avrebbe avuto un ruolo di particolare importanza nel periodo di contestazione portato avanti dai Forconi l’8 dicembre scorso. Secondo quanto appreso dalle indagini, i secessionisti avrebbero avuto l’idea di trasformare un trattore in un mezzo corazzato, con un cannoncino di 12 millimetri.

    Secondo quanto si è riusciti a ricostruire, il carro armato sarebbe stato utilizzato per compiere un’azione eclatante a Venezia, molto probabilmente in piazza San Marco. Ci sarebbero stati dei problemi nella costruzione del mezzo, per alcuni problemi di montaggio, ma a quanto pare alla fine il carro armato sarebbe stato perfettamente funzionante. Quest’ultimo è stato sequestrato e gli investigatori hanno appurato che sarebbe stato utilizzato per eseguire delle prove di fuoco.

    L’episodio fa pensare direttamente a quanto è successo il 9 maggio del 1997. In quell’occasione un gruppo di Serenissimi assalì il campanile di piazza San Marco. Anche in quel caso sono stati utilizzati degli elementi scenografici, che hanno molto in comune con ciò che era nelle intenzioni dei secessionisti attuali. Anche nel 1997 si era utilizzato un furgone trasformato in un carro armato e che fu chiamato tanko.

    Dopo il blitz dei carabinieri che ha portato all’emissione di 24 ordini di custodia cautelare e di diverse perquisizioni nei confronti di alcune persone accusate di terrorismo ed eversione, venerdì 4 aprile, Luigi Faccia, il leader dei secessionisti veneti è stato sentito in carcere dal Gip, e si è dichiarato prigioniero di guerra, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.

    Prigioniero di guerra, si è definito Luigi Faccia davanti al Gip che oggi lo ha sentito in carcere a Vicenza per l’interrogatorio di garanzia. Per essere più preciso ha letto al giudice una dichiarazione che aveva scritto in precedenza: “Come responsabile del Veneto Fronte di Liberazione, servitore della Veneta Serenissima Repubblica, mi dichiaro prigioniero di guerra“. Faccia è accusato di associazione con finalità di terrorismo ed eversione, i legali hanno spiegato che è molto determinato nel portare avanti i suoi ideali di indipendenza. Infatti, alla domanda sulla propria nazionalità, ha risposto: “veneta”.

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