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Polizia violenta, tutti i casi di vergogna italiana

Polizia violenta, tutti i casi di vergogna italiana
da in Cronaca, Polizia
Ultimo aggiornamento:

    Si potrebbe parlare anche di una polizia violenta. La definizione deve essere usata con molta cautela, perché i poliziotti si rivelano veri e propri tutori dell’ordine. Ci sono stati casi, tuttavia, in cui, specialmente quando si sono avuti scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti, qualche poliziotto si è reso colpevole di aver usato troppa veemenza nel compiere il proprio dovere. Non si sa se queste vicende possano essere annoverate fra i casi considerati eccessivi intenzionalmente oppure se si sia trattato di clamorosi errori dovuti anche alla contingenza del caso.

    Sta di fatto che appaiono come casi di vergogna italiana, che spesso sono finiti alla ribalta della cronaca e che hanno suscitato tante polemiche. Passiamo in rassegna alcune di queste questioni, che hanno fatto parlare molto per l’atteggiamento della polizia.

    SCONTRI A ROMA – Nei giorni scorsi a Roma si sono verificati degli scontri tra la polizia e i manifestanti. I movimenti antagonisti hanno intrapreso un’azione di protesta, che ha portato a vere e proprie scene di guerriglia urbana. La polemica è scattata quando è stata mostrata la foto che ritrae il piede di un agente sul corpo di una manifestante a terra. Lo stesso capo della polizia ha definito questo poliziotto come un “cretino”.

    SCONTRI DI VIA PALESTRO – Molta tensione anche nel caso della giornata di mobilitazione contro la legge di stabilità in tutta Italia il 15 novembre 2013. A Milano c’è stato un corteo di Cisl e Uil, al quale hanno partecipato più di 2.000 persone. In quel caso la polizia ha dovuto intervenire piuttosto duramente, cercando di allontanare alcuni manifestanti con i manganelli, soprattutto nei confronti di alcuni studenti che protestavano contro i tagli alla scuola pubblica.

    G8 A GENOVA – Negli anni successivi al G8 a Genova del 2001 lo Stato italiano ha dovuto affrontare alcune condanne per gli abusi che sarebbero stati commessi dalle forze dell’ordine. Proprio in relazione a queste vicende furono aperti dei procedimenti penali, perché sono stati contestati dei veri e propri reati a seguito di denunce nei confronti di esponenti della polizia anche per lesioni. In molti casi i colpevoli non sono stati perseguibili a causa della difficoltà della loro identificazione. La magistratura, comunque, ha ritenuto alcuni casi di violenza effettivamente avvenuti.

    SCONTRI ALLA BOCCONI – Il 17 novembre 2012 si sono avuti, davanti all’Università Bocconi di Milano, degli scontri fra la polizia e alcuni attivisti di centri sociali, che protestavano contro il Governo. Proprio alla Bocconi, infatti, era in corso un incontro con l’allora Presidente del Consiglio Mario Monti. I manifestanti hanno contestato il Premier e hanno lanciato petardi e uova contro le forze dell’ordine, per tentare di entrare nell’ateneo. I poliziotti hanno caricato e ci sono state anche delle manganellate.

    NO TAV – Durante le proteste No Tav, si sono avuti degli scontri con la polizia. In particolare il commissario della Digos di Torino Salvatore Ferrara, testimoniando ad un processo contro 52 attivisti, ha fatto riferimento ad una violenza inusitata in relazione al tentativo di occupare la zona della valle di Susa. Anche in quel caso la polizia dovette intervenire duramente, anche se le testimonianze rese all’epoca dei fatti escludevano la cruenza dell’intervento stesso.

    TERREMOTO IN ABRUZZO – Dopo il terremoto in Abruzzo del 2009, gli aquilani hanno protestato dopo alcuni mesi, perché chiedevano più trasparenza sulla ricostruzione e sugli aiuti. Le proteste si sono trasformati in veri e propri scontri con la polizia, che è intervenuta in assetto antisommossa. Gli agenti con i manganelli hanno ferito anche un giovane manifestante. Soltanto alla fine hanno permesso alla gente di passare per via del Corso e raggiungere così Montecitorio.

    BATTAGLIA DI VALLE GIULIA – Con il nome di battaglia di Valle Giulia si indica uno scontro di piazza tra manifestanti universitari e polizia verificatosi l’1 marzo del 1968. Erano gli anni del movimento sessantottino. Gli studenti volevano riconquistare la facoltà di architettura, presidiata dalla polizia, dopo un’occupazione studentesca. Un gruppo di poliziotti affrontò con violenza uno studente isolato e i manifestanti reagirono con lanci di sassi.

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