Attentato Brindisi, Giovanni Vantaggiato ha confessato. Si indaga sul movente

Il caso dell’attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, nel quale è morta la sedicenne Melissa Bassi, ha un colpevole e reo confesso. Il caso, però non è ancora chiuso perché non c’è chiarezza sul movente che ha spinto l’assassino a tentare una vera e propria strage di giovanissimi. Il nome dell’assassino è arrivato nella tarda serata di ieri ed è stato confermato poco dopo l’una e trenta.

Giovanni Vantaggiato, 68 anni, rivenditore di carburante agricolo originario di Copertino una cittadina nei pressi Brindisi. Una moglie e una figlia, nulla che facesse presagire un tale scoppio di violenza o l’esistenza di un ipotetico nemico giurato a cui farla pagare con la vita.  Negli ultimi tempi il volume d’affari della sua ditta si era ridotto, ma nulla di trascendentale anche in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo.

A Giovanni Vantaggiato si è arrivati grazie alle immagini delle telecamere della scuola e di altre telecamere dei dintorni che hanno inquadrato sia l’automobile di Vantaggiato, sia quella di un suo parente. Ci sono voluti 18 giorni d’indagine e due squadre di cento uomini impegnate a seguire le varie piste che si sono dipanate davanti agli inquirenti. Giovanni Vantaggiato ha confessato, “Sì, quella bomba l'ho fatta io da solo. L'ho pensata e l'ho costruita”, ma non c’è traccia di un movente plausibile.

Nelle prime ore dopo la cattura si era sparsa la voce di una possibile rivalsa nei confronti del preside della scuola Morvillo Falcone, una pista che è venuta meno abbastanza velocemente visto che il preside ha smentito di averlo mai conosciuto e soprattutto ha dichiarato di non avere nemici di nessun genere. Più probabile che l’obiettivo fosse un’azione contro il tribunale o contro i magistrati. Gli inquirenti stanno indagando anche in tal senso.

Vantaggiato pur non presentando problemi mentali ha dato un’esposizione precisa dei fatti a cui si è contrapposto un evidente problema a fornire un movente accettabile per quello che ha fatto. Il tutto è stato confermato dal procuratore Cataldo Motta che ha dichiarato, “A mio avviso il contenuto di quell'interrogatorio non è soddisfacente» ha detto più volte il magistrato. «Ha parlato di generici problemi economici. Ha detto di avercela con il mondo. Ha reso un interrogatorio che non ha carattere di completezza. Non sappiamo perché l'ha fatto”.

Il procuratore ha confermato che per ora non verranno divulgate immagini di Giovanni Vantaggiato e che le indagini andranno avanti fino a quando non verrà risolto il dilemma del movente.

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