Differenza tra auto a 2 e 3 volumi

alfa romeo giulia

Spesso leggendo le recensioni delle varie auto capita d’imbattersi in espressioni come: “berlina a due volumi” oppure “berlina a tre volumi“. Ma cosa sono questi volumi? E che differenza c’è tra un’auto a due e una a tre volumi? Ripassiamo insieme.

I VOLUMI – GLI SCOMPARTIMENTI DELL’AUTO

differenze tra auto a 2 o 3 volumi

Nel linguaggio automobilistico quando si parla di volumi ci si riferisce ai vani della carrozzeria. Sono gli scompartimenti, fisicamente separati, nei quali si divide il corpo vettura del veicolo. Il primo volume è quello del cofano anteriore, che nella maggior parte dei casi ospita anche il motore. Il secondo è quello dell’abitacolo, cioè il vano passeggeri. Poi abbiamo il cofano posteriore, che quasi sempre racchiude il bagagliaio. A seconda della scelta progettuale, tali scompartimenti possono variare in posizione, dimensione o anche numero.

AUTO A TRE VOLUMI – LA BERLINA CLASSICA

differenze tra auto a due e tre volumi

Cominciamo con la carrozzeria di un’auto a tre volumi. E’ definita come berlina classica, proprio perché si tratta della forma più tradizionale. La differenza principale rispetto ad una due volumi è il fatto di avere il bagagliaio totalmente separato dall’abitacolo; in altre parole, il vano bagagli non è accessibile dai passeggeri, perché lo schienale del sedile posteriore è fisso. Per questo motivo il bagagliaio ha un portello indipendente, che non comprende il lunotto. Il vano bagagli inoltre è piuttosto profondo, tale da dare alla carrozzeria una vera e propria coda. La carrozzeria a tre volumi è il sinonimo della berlina. Gli americani la chiamano sedan, gli inglesi saloon. Gli esempi più noti, limitandoci al segmento D, sono Alfa Romeo Giulia, BMW Serie 3, Audi A4, Mercedes Classe C, Opel Insignia. Nel passato possiamo considerare l’archetipo della tre volumi la Fiat 124.

AUTO A DUE VOLUMI – LA COMPATTA COL PORTELLONE

differenze tra auto a 2 o tre volumi

Le auto di dimensioni medio-piccole, dal segmento C in giù, oggi hanno tutte una carrozzeria a due volumi. Fino agli anni Settanta invece ne esistevano molte ancora a tre volumi, ricordiamo ad esempio la Fiat 128. Il secondo dei due volumi delle compatte unisce abitacolo e bagagliaio, il quale infatti è accessibile, poiché lo schienale è ribaltabile. La carrozzeria non ha più una coda sporgente; infatti il portellone parte direttamente dal montante posteriore e copre tutto il bagagliaio. Nell’uso comune anche le auto a due volumi sono definite berline, proprio per la loro stretta parentela con quelle classiche. Tuttavia tecnicamente non è corretto. La classificazione stabilita dalla normativa europea (accolta anche in Italia) per le omologazioni dei veicoli, intende per berlina solo la carrozzeria a tre volumi, mentre le due volumi hanno una categoria a parte, chiamata appunto due volumi.
Gli esempi sono infiniti. Per limitarci ai più noti elenchiamo Fiat Punto, Fiat 500, Opel Astra, Peugeot 208 e 308, Citroën C3, Volkswagen Golf, Ford Fiesta.

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