Iceberg Antartide si è staccato da Larsen C: è più grande della Liguria

Nel dicembre 2016 la frattura presente al Polo Sud aveva subito una brusca accelerata, mettendo in allarme gli scienziati: il blocco di ghiaccio ha un'estensione di 5.800 chilometri quadrati, risultando tra i dieci iceberg più estesi di sempre

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    Alla fine si è staccato: dalla piattaforma Larsen C è nato uno degli iceberg dell’Antartide più grandi di sempre, con un’estensione superiore a quella della Liguria. Non c’è pace dunque per il Polo Sud, sempre più alle prese con i cambiamenti climatici: la notizia dell’iceberg in Antartide all’inizio del 2017 aveva rilanciato l’allarme degli scienziati verso gli effetti che il riscaldamento globale producono sul mare antartico. Impotenti di fronte alle avvisaglie, la lunga frattura sulla piattaforma Larsen C dell’Antartide ha così completato il suo percorso, come un’enorme ferita sul corpo dell’Antartide, distaccando una porzione la cui superficie è pari a 5800 chilometri quadrati, spesso tra i 200 e i 600 metri, risultando tra i dieci iceberg più estesi di sempre.

    La notizia del possibile iceberg in Antartide era già nota grazie a Project MIDAS, studio britannico che da tempo monitora lo stato di avanzamento di quanto accade alla piattaforma di ghiaccio Larsen C, e sono stati sempre loro a informare i media sia dell’improvvisa accelerazione della frattura a dicembre 2016, sia del distaccamento di questo enorme blocco di ghiaccio, raggiungendo una lunghezza paragonabile allo Stato del Delaware negli Usa, oppure alla nostra Liguria, per venire ad un esempio più vicino: gli aggiornamenti sul Polo Sud si susseguono in maniera inquietante, se consideriamo anche la notizia del possibile scioglimento del ghiacciaio Thwaites di soli pochi mesi prima.

    La spaccatura del ghiaccio, come abbiamo anticipato, era già stata evidenziata gli anni scorsi dagli esperti, ma a dicembre 2016 la frattura è apparsa notevolmente ingigantita, ed ora ha modificato per sempre la geografia del Polo Sud per come lo abbiamo conosciuto finora: a trattenere l’iceberg in Antartide era una striscia di ghiaccio di appena 20 chilometri, un blocco di circa 5mila chilometri quadrati, ma l’evento tanto temuto si è purtroppo verificato, secondo i ricercatori, tra il 10 e il 12 luglio 2017, e avrebbe trovato ulteriore conferma dalle osservazioni del satellite Aqua della Nasa. Per Larsen C non si tratta della prima perdita di un enorme iceberg, giacché un simile fenomeno nella medesima banchisa si verificò nel 1995, mentre nel 2002 un altro maxi iceberg si distaccò dalla piattaforma Larsen B.

    Le tre piattaforme sono situate nella zona nord occidentale del mare di Weddell, che si estende lungo la costa orientale della penisola Antartica da capo Longing fino alla parte meridionale dell’isola di Hearst, e dal 1991 sono sotto stretta osservazione mediante i satelliti Ers ed Envisat dell’Esa, proprio per capirne le dinamiche profonde. L’accelerazione della frattura nel ghiaccio e il successivo distaccamento dell’iceberg potrebbe essere stato determinato dai cambiamenti climatici che stanno facendo pesantemente avvertire la propria influenza nei due Poli: una crescita della spaccatura di 18 chilometri in appena un paio di settimane come registrato all’inizio dell’anno non è infatti un fenomeno spiegabile altrimenti, e la perdita del blocco di ghiaccio era parsa agli scienziati ormai inevitabile. ‘Sarei stupito se l’iceberg non si dovesse staccare nei prossimi mesi‘ aveva detto alla Bbc il responsabile del progetto Adrian Luckman, una sentenza di condanna per l’Antartide che vede perdere pezzi ad una velocità impressionante, impotente di fronte ad un pianeta sempre più surriscaldato. E così purtroppo è stato.