Cosa succederebbe se sparissero le api

Dal lavoro di impollinazione di questi insetti dipende la sopravvivenza di gran parte delle colture che garantiscono la produzione di cibo del pianeta. Ma l'inquinamento e l'abuso di pesticidi aumenta concretamente il rischio di scomparsa delle api

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    Cosa succederebbe se sparissero le api

    Cosa succederebbe se sparissero le api? L’ipotesi, tutt’altro che fantascientifica, si rincorre da diversi anni a causa di un’effettiva diminuzione della popolazione di questi insetti che si è registrata negli ultimi anni, a causa dell’inquinamento e dell’abuso di pesticidi che rende sempre più difficoltosa la loro sopravvivenza. Ebbene, la scomparsa delle api sarebbe un vero dramma per l’umanità e per il pianeta in generale, giacché queste creature ronzanti che un po’ ci intimoriscono per il loro pungiglione occupano un ruolo delicato e fondamentale nell’equilibrio dell’intero ecosistema: proviamo ad analizzare quali sarebbero le conseguenze di tale, catastrofica eventualità, ovvero cosa succederebbe se sparissero le api definitivamente dalla vita della Terra.

    Produzione di cibo a rischio

    Innanzitutto le ricadute toccherebbero la produzione globale di cibo nel pianeta: cosa succederebbe se sparissero le api di colpo? Chi impollinerebbe le coltivazioni? Chi procurerebbe il foraggio per gli animali degli allevamenti? È stata fatta anche una stima economica di quanto vale il prezioso lavoro di questi insetti nella produzione alimentare, all’incirca 265 miliardi di euro l’anno. Questo perché dalle api dipende il 90 per cento della produzione mondiale di cibo, delle 100 colture vitali per la nostra sopravvivenza ben 71 sono legate al lavoro di impollinazione degli insetti, e solo in Europa la varietà di colture che fioriscono grazie al lavoro delle api sfiora le 4mila unità: questi dati forniti da uno studio dell’Unep, acronimo di United Nations Environment Programme, spiega più di qualsiasi altra parola cosa succederebbe se sparissero le api. Una devastazione.

    Eccesso di pesticidi: le specie a rischio

    Da tempo sostanze usate in campo agricolo come il glifosato sono finite nel mirino non soltanto degli ambientalisti, ma anche dei governi e di una parte dello stesso mondo contadino: in prima fila tra questi ultimi vi sono gli apicoltori, che anno dopo anno vedono ridursi i loro allevamenti e la produzione di miele, a causa anche di pesticidi a base di neonicotinoidi, sostanze che fanno perdere l’orientamento alle api e impediscono loro di fare ritorno negli alveari. I soli Stati Uniti hanno visto diminuire nel 2016 il 23 per cento della loro popolazione di api, ed è per questo che si sta cercando di mettere in atto nuove strategie per difendere questi insetti vitali per la nostra sopravvivenza, non soltanto mettendo al bando alcuni pesticidi, ma cercando anche nuove soluzioni per attirare le api e consentire la loro ripopolazione. Tuttavia le api non sono le uniche specie di insetti impollinatori preziosi per la produzione delle nostre colture a rischio per l’eccesso di pesticidi: tra questi vi sono anche le farfalle, la cui popolazione in Europa si è ridotta del 50 per cento circa, metà delle specie esistenti considerate a rischio estinzione. L’importanza vitale degli insetti nell’ecosistema del pianeta dovrebbe spingere tutti noi ad avere più cura per la sopravvivenza di queste specie, visto l’apporto insostituibile che forniscono per la nostra sopravvivenza: un mondo senza api significherebbe quasi certamente anche l’estinzione dell’umanità dalla Terra.