Solstizio d’estate, cosa significa e cosa accade al Sole nel primo giorno d’estate

Sin dall'antichità il solstizio d'estate rappresenta il giorno più lungo dell'anno, e dal punto di vista astronomico accade che nel momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima

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    Solstizio d’estate, cosa significa e cosa accade al Sole nel primo giorno d’estate

    Che cos’è il solstizio d’estate? Tradizionalmente questo momento della stagione coincide con il primo giorno della stagione estiva, e rappresenta anche astronomicamente il giorno più lungo dell’anno. La parola solstizio deriva etimologicamente da latino solstitium, composto dai termini sol, ovvero ‘Sole’, e sistere, ‘fermarsi’. Vediamo nei particolari cosa accade in questa particolare giornata, che nel calendario viene indicato nel 21 giugno come abbrivio dell’estate, e che è stato studiato sin dall’antichità da una moltitudine di popolazioni in ogni angolo della Terra.

    Solstizio d’estate: cosa accade al Sole?

    Esattamente come per il solstizio d’inverno, il solstizio d’estate cade nel momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il suo punto di declinazione massima o minima: nel secondo caso abbiamo il giorno più corto dell’anno, il solstizio invernale appunto, mentre quando raggiunge il punto massimo abbiamo il solstizio d’estate, giorno più lungo dell’anno. Per le fasce del pianeta situate a nord dell’Equatore, il solstizio d’estate avviene generalmente il 21 giugno, dando ufficialmente l’avvio della stagione più calda: vi sono tuttavia ogni anno delle minime variazioni temporali, calcolabili in circa sei ore di ritardo rispetto all’anno precedente. La discrasia viene sostanzialmente eliminata attraverso l’adozione di un calendario bisestile ogni 4 anni, il che comporta un’oscillazione del’evento astronomico tra il 20 e il 21 del mese di giugno. Per la cronaca, il solstizio d’estate 2017 cade il 21 giugno alle ore 04.24.

    Solstizio d’estate, curiosità storiche

    Il fenomeno astronomico è stato osservato sin dall’antichità, poiché in molte popolazioni vigeva il culto del Sole e ai suoi cicli di irradiazione, i suoi effetti sulla natura e sulla coltivazione dei campi. Pertanto, proprio come l’omologo invernale, il solstizio d’estate è una ricorrenza celebrata da numerose civiltà, a partire da quelle che abitavano il Centro e Sud America quali Aztechi, Inca e Maya, così come tra i Nativi americani che popolavano gli attuali Usa, oppure gli antichi Egizi. Storicamente la curiosità più forte legata al culto del Sole è rappresentato dal monumento britannico di Stonehenge, costituito da grandi blocchi di pietre disposte a forma circolare, che secondo gli studiosi fungeva da osservatorio e da tempio dedicato ai movimenti del Sole, il quale durante il solstizio d’estate si leva ancora oggi al di sopra della cosiddetta Heel Stone: essendo l’asse del monumento orientato astronomicamente, Stonehenge funge così anche da calendario. Il culto del Sole viene praticato tuttora in molti villaggi rurali africani, tra gli Inuit in Groenlandia, mentre tra i Paesi del Nord e dell’Est Europa il solstizio corrisponde con la ‘Notte di Mezza Estate’, con al centro la figura di Giovanni Battista che viene celebrata durante la ricorrenza.