Loris lento torturato: quello che i video condivisi sul web non vi raccontano

Per il loris lento tortura significa anche essere solleticato sotto le braccia come si vede in tanti filmati, senza contare il commercio clandestino contro cui si battono gli animalisti attraverso una petizione on line

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    Loris lento torturato: quello che i video condivisi sul web non vi raccontano

    Il loris lento torturato? Il primate più cool del momento, immortalato da svariati video virali condivisi sul web, diventato uno status symbol grazie a star del mondo dello spettacolo come Rihanna o Lady Gaga, che lo hanno esibito pubblicamente rendendolo famoso, è in realtà vittima di un commercio clandestino che purtroppo procurano agli esemplari di questa specie numerose sevizie fisiche e psicologiche. Inoltre questi ‘simpaticissimi’ video del loris lento mentre viene solleticato sotto le braccia, nascondono in realtà una grande sofferenza per lui, ma l’ignoranza e l’inconsapevolezza delle persone celavano questa drammatica realtà che ora è oggetto di una battaglia animalista, Tickling is Torture, contro i maltrattamenti subito dal loris lento.

    Per loris lento tortura significa infatti subire questa specie di solletico a cui pare rispondere sorridendo sgranando gli occhioni languidi: in realtà il primate originario dello Sri Lanka quando alza le zampe indica un pericolo, a cui reagisce mediante una sostanza velenosa che secerne da ghiandole poste sotto le ascelle, e il sorriso in realtà viene ottenuto mediante una limatura dei denti che viene spesso effettuata senza anestesia. Tutto questo senza contare ciò che comporta il traffico di questi animali costretti a vivere ammassati in gabbie piccolissime, con i sopravvissuti che viaggiano fianco a fianco a loro simili che purtroppo periscono all’interno di questi spazi angusti. Quel solletico indica paura, una paura stampata sotto forma di (forzato) sorriso, ma soltanto adesso emerge la verità del loris lento torturato.

    Da qui nasce la petizione lanciata da International Animal Rescue, ma la vicenda ci induce ad una riflessione più generale sul rapporto con gli animali che la diffusione dei social network e degli smartphone sta rendendo sempre più controversa, a voler usare un eufemismo: quando guardiamo questi video del loris lento, ma anche di comunissimi cani e gatti a cui facciamo fare cose buffe per far sorridere i nostri conoscenti in Rete e ricevere tanti like, dovremmo seriamente chiederci se stiamo facendo qualcosa di corretto nei loro confronti. La verità sul loris lento torturato è stata rivelata, e i gruppi animalisti ora sperano che la notizia possa risvegliare le coscienze, e che attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle atroci condizioni a cui sono sottoposti questi animali si possa bloccarne il commercio. Ma un bell’esame di coscienza anche tra coloro che diffondono i video ‘carini’ sugli animali, siano essi Vip o anonimi utenti del web, ci pare assai doveroso.