Licia Colò e i granchi, una liberazione che fa male all’ambiente

Gli esperti denunciano le possibili gravi conseguenze del gesto della celebre presentatrice immortalato sul web

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    Licia Colò e i granchi, una liberazione che fa male all’ambiente

    Può un gesto pensato per far del bene all’ambiente avere delle ripercussioni ancora più gravi? La vicenda di Licia Colò e i granchi, di cui si sta discutendo vivacemente sul web in queste ore, rischia di diventare un caso paradigmatico di come superficialità e mancanza di conoscenze approfondite possano procurare più danni di quelli che si vorrebbe eliminare. Un breve riassunto per chi ha perso le puntate precedenti: la celebre conduttrice televisiva, che da anni si occupa di ambiente ed animali, ha fatto indignare il cosiddetto popolo della Rete postando un video su Facebook dove scopre granchi vivi in un supermercato di Ostia chiusi in scatole ermetiche, vittime di una lenta agonia, e li libera in mare come gesto simbolico. Un gesto però, dicono gli esperti, che arreca gravi danni al nostro habitat naturale.

    Un bel gesto distruttivo che, se anche avesse salvato la vita ai pochi esemplari rimasti in vita in quella scatola, potrebbe avere conseguenze catastrofiche per un intero ecosistema. Peggio ancora, la viralità del video, diffuso anche dai media senza porre mai l’accento su questo particolare gravissimo, darà ad altri l’idea che ripetere il gesto sia una cosa buona, moltiplicando ogni volta il rischio di una strage di animali‘: è impietosa la replica, sempre sul celebre social network, della biologa e zoologa Paola Fazzi, esperta di conservazione della fauna, a Licia Colò, che con il suo gesto ha liberato una specie in un ambiente naturale senza conoscerne la provenienza. Abbiamo già visto nel corso degli anni come la presenza di specie invasive sul territorio provochino danni a biodiversità e all’ecosistema in generale, e con il suo gesto, che potrebbe essere emulato dai suoi fan, Licia Colò potrebbe aver involontariamente contribuito a moltiplicare i rischi.

    Se anche i granchi fossero stati autoctoni, la procedura non prevede che un privato cittadino possa fare quello che ha fatto Licia Colò, perché è necessario seguire un corretto iter: a maggior ragione il problema si pone se le specie dovessero avere una provenienza non italiana. Come spiega ancora la zoologa, ‘le specie alloctone si trovano a competere quasi sempre vincendo con le specie autoctone, trasmettono parassiti e spesso sono invasivi. Con la volontà di dare un aiuto, si arriva così a distruggere un ecosistema intero‘. Una vicenda, quella di Licia Colò e i granchi, che rivela la profonda ignoranza in materia di tante persone quando si tratta di rispetto dell’ambiente, e la cosa più grave è che a farlo sia una persona teoricamente esperta di animali. ‘Siamo la patria di un animalismo facile, disinformato e troppo emotivo: in una parola, controproducente‘, è la durissima conclusione della zoologa Fazzi. La prossima volta meglio rivolgersi direttamente ai carabinieri.