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Morte cani per neve: il freddo non uccide solo gli uomini

Morte cani per neve: il freddo non uccide solo gli uomini

Decine di decessi registrati nei canili a causa delle gelate artiche di questi primi giorni del 2017

    Morte cani per neve: il freddo non uccide solo gli uomini

    A causa del freddo record di questi primi giorni del 2017, si registra un aumento di casi di morte di cani per l’abbondante neve caduta su tutto il territorio italiano dopo l’avvento della Burian della Befana e degli altri disagi atmosferici che potrebbero estendersi per tutto il mese. Non una buona notizia per i cani randagi che vedono a rischio la loro salute: freddo e fame sono le principali cause delle decine di decessi già segnalati, ma prestare soccorso ai canili dislocati sui territori colpiti dal maltempo non è facile a causa dell’abbondanza di neve, e i disagi si riflettono inevitabilmente sui nostri amici a quattro zampe, verso cui fortunatamente non sta mancando la solidarietà degli uomini.

    Sono molti i canili in difficoltà che richiedono aiuti come cibo e coperte: i cani ospiti delle loro strutture rischiano infatti di morire di freddo ma anche di fame e sono giunte segnalazioni in particolare dal centro-sud, dal Molise alla Puglia al Cilento, ed è nata anche una pagina Facebook per segnalare i canili in difficoltà. L’allarme per i cani ma anche per i gatti randagi è stato rilanciato dall’Aidaa, l’associazione italiana in difesa di cani e gatti, attraverso un comunicato: ‘Complessivamente sono circa 2 milioni gli animali domestici a rischio assideramento, infatti circa cinquecentomila sono i cani randagi che vivono nelle regioni maggiormente colpite dal freddo, e un milione i gatti di colonia o comunque gatti liberi che in questi giorni sono a rischio congelamento a causa di freddo e neve‘. Il freddo killer, che ha mietuto una decina di vittime tra senzatetto ed anziani in questo gennaio 2017, non sta risparmiando purtroppo nemmeno la popolazione animale.

    Come è possibile aiutare concretamente i canili in difficoltà? Chi può dovrebbe recare coperte, cucce e del cibo presso le strutture in difficoltà, ma ci sono anche altri accorgimenti forniti sempre dall’Aidaa per cercare di alleviare le sofferenze di cani e gatti in strada: si consiglia ad esempio, per chi è nella possibilità di farlo senza pericoli, di lasciare aperti garage o cascinali permettendo così agli animali di ripararsi soprattutto di notte, quando le temperature calano precipitosamente, mettendo anche un piatto di cibo e una ciotola d’acqua tiepida in modo che oltre a ripararsi possano rifocillarsi.

    In questi momenti non bisogna dimenticare la solidarietà verso chi è più debole e maggiormente in difficoltà, che si tratti di uomini come di animali domestici.

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