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Iceberg Antartide, allarme degli scienziati per la spaccatura nel ghiaccio

Iceberg Antartide, allarme degli scienziati per la spaccatura nel ghiaccio

Nel mese di dicembre la frattura ha subito una brusca accelerata e ora ha una lunghezza di 80 chilometri

    Iceberg Antartide, allarme degli scienziati per la spaccatura nel ghiaccio

    Non c’è pace per il Polo Sud, sempre più alle prese con i cambiamenti climatici: la notizia dell’iceberg in Antartide all’inizio del 2017 ha rilanciato l’allarme verso gli effetti che il riscaldamento globale producono sul mare antartico. La questione più allarmante riguarda adesso una frattura nel ghiaccio che era già nota, ma che ha subito un’improvvisa accelerazione raggiungendo una lunghezza paragonabile allo Stato del Delaware negli Usa, oppure alla nostra Liguria per venire ad un esempio più vicino: sono stati gli scienziati del progetto Midas dell’Università di Swansea in Galles, che da tempo stanno studiando il fenomeno, ad aggiornarci in maniera inquietante sullo stato dell’Antartide, dopo la notizia del possibile scioglimento del ghiacciaio Thwaites di soli pochi mesi prima.

    La spaccatura del ghiaccio, come abbiamo anticipato, era già stata evidenziata gli anni scorsi dagli esperti, ma a dicembre 2016 la frattura è apparsa notevolmente ingigantita, ed ora ha una lunghezza di 80 chilometri, ed appare prossimo al distacco, modificando per sempre la geografia del Polo Sud per come lo abbiamo conosciuto finora: la spaccatura è situata sulla piattaforma di ghiaccio Larsen C, e si sta progressivamente ampliando, tanto che a trattenere l’iceberg in Antartide è una striscia di ghiaccio di appena 20 chilometri, un blocco di circa 5mila chilometri quadrati. Per Larsen C non si tratterebbe della prima perdita di un enorme iceberg, giacché un simile fenomeno nella medesima banchisa si verificò nel 1995, mentre nel 2002 un altro maxi iceberg si distaccò dalla piattaforma Larsen B.

    Le tre piattaforme sono situate nella zona nord occidentale del mare di Weddell, che si estende lungo la costa orientale della penisola Antartica da capo Longing fino alla parte meridionale dell’isola di Hearst, e dal 1991 sono sotto stretta osservazione mediante i satelliti Ers ed Envisat dell’Esa, proprio per capirne le dinamiche profonde. L’accelerazione della frattura nel ghiaccio potrebbe essere stata determinata dai cambiamenti climatici che stanno facendo pesantemente avvertire la propria influenza nei due Poli: una crescita della spaccatura di 18 chilometri in appena un paio di settimane non è infatti un fenomeno spiegabile altrimenti, e la perdita del blocco di ghiaccio pare ormai inevitabile.

    Sarei stupito se l’iceberg non si dovesse staccare nei prossimi mesi‘ ha detto alla Bbc il responsabile del progetto Adrian Luckman, una sentenza di condanna per l’Antartide che vede perdere pezzi ad una velocità impressionante, impotente di fronte ad un pianeta sempre più surriscaldato.

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