Terremoto, il Triangolo della Vita: la teoria per sopravvivere

Terremoto, il Triangolo della Vita: la teoria per sopravvivere

Doug Copp, ex capo della squadra americana internazionale di salvataggio, spiega come funziona

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    Terremoto, il Triangolo della Vita: la teoria per sopravvivere

    (Immagine via Flickr, licenza CC senza modifiche)

    Dopo il forte terremoto che ha colpito al cuore il Centro Italia, la paura si è diffusa non soltanto tra coloro che sono stati colpiti direttamente dal sisma, ma anche tra i cittadini di tutto il resto del Paese. Ogni volta che la terra torna a tremare ci si chiede: cosa posso fare per sopravvivere? Mai sentito parlare del Triangolo della vita? E’ una teoria controversa che secondo Doug Copp, ex capo della squadra americana internazionale di salvataggio, può realmente mettervi in salvo.

    In questi momenti, in cui è l’ansia ad avere la meglio sulla razionalità dei cittadini, soprattutto laddove il terremoto ha appena raso al suolo interi paesi, la Teoria del Triangolo, teorizzata da Doug Copp, è come uno squarcio di luce in un cielo plumbeo.

    Intervistato da Emergency Live, ha spiegato come funziona la sua teoria, che a quanto pare, consente di salvarsi dai crolli provocati da un sisma:

    ‘Quando gli edifici crollano il peso dei soffitti che crollano sugli oggetti o sui mobili all’interno schiaccia questi oggetti, lasciando uno spazio o un vuoto accanto ad essi. Questo spazio è ciò che io definisco il triangolo della vita. Più è grande l’oggetto, più è forte, meno si compatterà. Meno l’oggetto si compatta, più è grande il vuoto accanto ad esso e più grande la probabilità che la persona che utilizzi questo vuoto per la propria sicurezza non sia ferita’.

    E prosegue analizzando cosa succede a chi non sfrutta il triangolo della salvezza:

    ‘Chi semplicemente si china, si accovaccia e si ripara sotto qualcosa quando gli edifici crollano, viene schiacciato e quasi sempre ucciso. Ogni volta, senza eccezione. Le persone che cercano riparo sotto oggetti quali scrivanie o automobili, sono schiacciate’.

    Poi aggiunge che il comportamento degli animali, in caso di terremoto, è esemplare:

    ‘Gatti, cani e bambini piccoli spesso si raggomitolano spontaneamente in posizione fetale. Anche voi dovreste fare altrettanto in caso di terremoto. È un naturale istinto di sopravvivenza. Potete sopravvivere in un piccolo spazio vuoto. State vicini a un divano, a un oggetto voluminoso, che si comprima un po’, ma lasci un vuoto accanto a sé’.

    Sempre secondo Copp, gli edifici in legno, al di là delle apparenze, sono i più sicuri, poiché il legno ‘segue’ la forza sismica, è flessibile e lascia sempre spazi vuoti tra le macerie, ottimi rifugi per gli inquilini. Tuttavia, sappiamo bene, quanto sia difficile trovare una casa in legno in Italia…ma potrebbe essere una valida idea da tenere in considerazione, in occasione delle prossime costruzioni nelle zone sismiche.

    Cosa fare invece in caso il terremoto si manifesti durante la notte?

    Anche in questo caso Copp ha la risposta pronta: ‘Se vi trovate a letto durante la notte e accade un terremoto, semplicemente rotolate giù dal letto, senza infilarvi sotto, restate accanto al letto. Un vuoto di sicurezza esisterà intorno al letto. Gli alberghi possono ottenere un maggior tasso di sopravvivenza in caso di terremoti, semplicemente ponendo un avviso dietro la porta di ogni stanza, che indichi agli occupanti di distendersi al suolo, accanto alla base del letto, durante una scossa tellurica’.

    Il Triangolo della Vita sembra crearsi anche di fianco alle auto, proprio per questo Copp, in caso di terremoto, invita a uscire dal proprio veicolo e accovacciarvisi di fianco:

    ‘Le persone dentro gli autoveicoli sono schiacciate quando le strade al di sopra, (cavalcavia e sovrappassi) cadono per il terremoto e schiacciano i loro veicoli; il che è ciò che accadde con le travi che si trovavano tra i punti di passaggio dell’autostrada Nimitz. Le vittime del terremoto di San Francisco rimasero tutte dentro i propri autoveicoli. Sono morti tutti. Sarebbero potuti facilmente sopravvivere uscendo e accovacciandosi o sdraiandosi accanto ai loro veicoli. Tutte le auto schiacciate ebbero dei vuoti alti circa 1,5 m. accanto ad esse, ad eccezione delle auto su cui caddero direttamente delle colonne portanti di sostegno’.

    Tuttavia, la teoria del Triangolo della Vita è stata più volte messa in discussione: la Croce Rossa Americana e la United States Geological Survey ritengono sia un’idea errata, non compatibile con le nuove tecniche costruttive. Non è noto se possa essere valida in borghi medievali come quelli che sono andati distrutti nell’ultimo terremoto del Centro Italia.

    In conclusione, al di là della teoria del Triangolo della Vita, vale sempre la pena rispolverare le regole base e i comportamenti da seguire, per sopravvivere a un terremoto: per saperne di più cliccate qui.

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