Uragani e cambiamenti climatici: perché aumentano gli eventi estremi

Uragani e cambiamenti climatici: perché aumentano gli eventi estremi

L'ultimo fenomeno climatico distruttivo quello di Haiti nell'ottobre 2016 con oltre 300 morti

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    Uragani e cambiamenti climatici: perché aumentano gli eventi estremi

    Uragani e cambiamenti climatici: in queste ore si sta facendo il conto dei danni, e soprattutto delle vittime, per l’ultima tragedia accaduta ad Haiti, ma da tempo gli esperti denunciano come l’aumento di fenomeni ed eventi estremi come questi, ed anche tifoni, alluvioni, fino ad arrivare alle più ‘modeste’ bombe d’acqua che in Italia tanti danni stanno creando negli ultimi anni, siano fortemente correlate all’impatto del mutamento del clima, frutto del riscaldamento globale che a sua volta ha subito un’impressionante accelerazione dall’era industriale ad oggi per l’insieme delle attività umane. Cerchiamo di analizzare più in dettaglio il ferale, distruttivo connubio tra uragani e cambiamenti climatici.

    La stretta cronaca d’attualità ci dice che l’uragano Matthew ha già fatto oltre 300 morti nella sola Haiti, già sconquassata pochi anni fa da un terremoto che mise in ginocchio la popolazione, lasciando l’isola nel medesimo stato di prostrazione ed emergenza umanitaria di allora, e si dirige verso le coste della Florida, con il governatore dello Stato Usa che ha intimato la popolazione di evacuare per non rimanere uccisi. Un evento scioccante ma non certo il primo che colpisce questa particolare zona del pianeta, né purtroppo sarà l’ultimo.

    uragano

    I principali studi scientifici di settore oramai concordano sull’impatto che i cambiamenti climatici hanno sul pianeta sotto forma di eventi climatici estremi, di un’intensità crescente accertata specialmente negli ultimi anni: nel rapporto sul cambiamento climatico dell’Intergovernmental Panel on Climate Change dello scorso anno si legge che ‘dal 1950 sono stati osservati cambiamenti negli eventi meteorologici e climatici estremi, aumenti delle temperature più calde, abbassamenti delle temperature fredde, innalzamenti dei livelli di mari e oceani, e aumento in Europa e Nord America della frequenza di precipitazioni intense‘. L’aumento di uragani e tifoni fa il paio con ondate di calore, siccità e lunghi periodi di gelate, frutto di un mutamento del clima fortemente accelerato a cui l’uomo non riesce a far fronte: adattarsi e sopravvivere resterà a breve la sola opzione, poiché il tempo per porre rimedio a ciò che l’umanità stesso ha in gran parte dato vita si sta assottigliando sempre di più.

    E i dati a disposizione parlano chiaro: il 44 per cento dei Paesi del mondo ha registrato temperature massime da record nel periodo 2001-2010, il 24 per cento nel decennio precedente, mentre il 32 per cento prima del 1991. Il cambiamento climatico si manifesta sotto forma di piogge intense sempre più frequenti che hanno fatto delle alluvioni l’evento estremo più frequente dall’inizio del millennio secondo il WMO, l’Organizzazione Meteorologica Mondiale.

    uragano sandy distruttivo

    Secondo gli scienziati un evento meteo si definisce estremo quanto non solo mette a rischio vite umane, ma in linea teorica dovrebbe essere anche raro, in base alla statistica che descrive la probabilità che possa accadere in un determinato luogo. Ed invece l’escalation a cui assistiamo negli ultimi 10-15 anni ci racconta di una periodicità a dir poco inquietante di tali fenomeni: una svolta nella casistica dei fenomeni climatici è stata probabilmente segnata dall’uragano Katrina del marzo 2004, con i suoi venti a 155 chilometri orari, pesanti inondazioni e danni incalcolabili sul territorio. Da lì in poi praticamente ad ogni stagione abbiamo avuto fenomeni climatici simili o addirittura superiori, tra cui ricordiamo l’uragano Sandy del 2012 che si abbatté su Giamaica, Cuba, Bahamas, Haiti, Repubblica Dominicana e la costa orientale degli Stati Uniti.

    Ma non soltanto quella porzione di oceano è interessata sovente da fenomeni estremi: ricordiamo ad esempio il nostrano ciclone mediterraneo Medicane, che ha evidenziato alcune caratteristiche tropicali nel novembre 2014 passando a sud della Sicilia, provocando nubifragi, raffiche di vento fino a 135 chilometri orari e onde fino a 7 metri di altezza.

    Il cambiamento climatico sta modificando la statistica degli eventi estremi facendo venire meno la sua caratteristica di rarità, e questi impatti negativi includeranno un maggior rischio di alluvioni, inondazioni ed erosioni costiere. In un suo report pubblicato nel 2014, il WMO ci informa che dal 1970 al 2012 ci sono stati 8835 disastri, con 1,94 milioni di morti ed una perdita economica pari a 2mila miliardi di euro a causa di tali eventi estremi e i problemi correlati, e a pagare il maggior prezzo di tale impatto socio-economico sono soprattutto le popolazioni delle zone più povere del mondo: come Haiti appunto, a chiusura del discorso che abbiamo iniziato. L’aumento della frequenza e dell’intensità di uragani ed altri fenomeni climatici estremi comporta necessariamente la volontà di fare maggiore prevenzione, costituire adeguati sistemi di allerta, e provare a invertire la rotta su alcuni comportamenti per mitigare l’impatto, dalla cementificazione alla produzione di effetto serra. Il clima della Terra è cambiato: adattarsi e sopravvivere o soccombere sono le uniche opzioni disponibili.

    Foto di Usace NY

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