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Festival di Venezia 73: il Green Drop Award e la sostenibilità alla Mostra del cinema

Festival di Venezia 73: il Green Drop Award e la sostenibilità alla Mostra del cinema

Il premio collaterale viene assegnato al film tra quelli in concorso che meglio interpreta le tematiche ambientali

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    Festival di Venezia 73: il Green Drop Award e la sostenibilità alla Mostra del cinema

    Torna a Venezia 73 il Green Drop Award, giunto ormai alla sua quinta edizione: si tratta di un premio collaterale, una scultura a forma di goccia, che viene assegnato da un’apposita giuria durante la Mostra del Cinema e riservato al film tra quelli in concorso che meglio interpreta le tematiche di sostenibilità ambientale. Il premio è istituito da Green Cross Italia, una onlus internazionale fondata da Mikhail Gorbaciov: l’edizione 2016 ha visto trionfare Spira Mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti ex aequo con Voyage of Time: Life’s Journey di Terrence Malick, due documentari che offrono uno sguardo curioso e animato da una tensione trascendente nei confronti della natura. Ma l’impegno della onlus non si esaurisce nell’assegnazione del titolo: infatti durante l’intera 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si sono tenuti incontri, workshop ed altre iniziative che intendono promuovere il rispetto dell’ambiente e le questioni ecologiche più importanti attraverso la passione cinefila che accomuna migliaia di persone che accorrono ogni anno alla kermesse lagunare.

    Ogni film vincitore viene segnalato dalla giuria quale opera portatrice di messaggi importanti dalla prospettiva dell’ambiente, la sostenibilità, la cooperazione tra popoli, perché mai come in questi tempi bui anche l’arte può ricoprire un ruolo salvifico e cruciale nella sensibilizzazione dei cittadini verso tali, essenziali questioni, da cui dipende il futuro del pianeta. La motivazione della giuria per i due film premiati è la seguente: ‘La prima goccia va al film Spira Mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti per aver raccontato l’aspirazione della natura all’immortalità, la seconda goccia invece va a Voyage of time: life’s journey di Terence Malick, opera con cui l’autore giunge al compimento di un discorso sulla natura avviato già dai tempi di La Rabbia giovane‘. Il lungo lavoro di Green Cross Italia è cominciato domenica 4 settembre con la cena di anteprima del Green Drop Award a bordo di una barca a vela, disquisendo sui temi della sostenibilità, del social eating e della condivisione, grazie alla collaborazione di Gnammo, il principale portale di social eating in Italia, ma il calendario è entrato nel vivo da lunedì 5 settembre con la ‘Lezione di Green Cinema – Green Cinema: towards a sustainable film industry‘, un seminario che HA analizzaTO le prospettive tecnologicamente sostenibili del settore cinematografico, una discussione proseguita nel pomeriggio della stessa giornata con ‘Art & Stewardship: The Role of Creative Industries in Promoting Climate Action to Protect Global Culture‘, organizzato da Connect4Climate, dove sono state discusse le possibilità dell’industria cinematografica nella promozione di azioni tanto pratiche quanto dal punto di vista culturale per proteggere il clima, e diffondere l’importanza della questione.

    Cinema e sostenibilità sono andati a braccetto anche negli eventi di gala previsti per le giornate successive: giovedì 8 settembre con la presentazione ufficiale della quinta edizione del Green Drop Award presso il Chiostro di San Salvador del Tim Future Centre di Venezia, in cui sono stati presentati la giuria e la madrina del premio, che invece è stato assegnato venerdì 9 settembre presso l’Hotel Excelsior alle ore 13. La scultura è una goccia realizzata dal maestro vetraio di Murano Simone Cenedese, contenente la terra di un luogo simbolico del Pianeta, e dopo Brasile, Antartide, Egitto e Senegal quest’anno tocca al Sacro Convento di Assisi.

    Il bilancio finale della giuria sottolinea come ‘quest’anno la Mostra internazionale di arte cinematografica con le opere in visione ha aperto più di una riflessione sul rapporto fra uomo e natura e sul senso del nostro incedere nell’universo. Il fatto che artisti diversi abbiano esplorato temi contigui e in molti casi identici rende manifesto, oggi più che mai, la ricerca di una visione di insieme seppure nelle diversità che ci aiuti a capire il nostro posto nella storia del tempo e della vita‘.

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