Buste di plastica per alimenti: addio entro due mesi

Buste di plastica per alimenti: addio entro due mesi

L'Unione Europea impone all'Italia l'adeguamento alle norme approvate entro il prossimo novembre

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    Buste di plastica per alimenti: addio entro due mesi

    Entro novembre 2016 l’Italia dovrà dire addio per sempre alle buste di plastica per alimenti, le cosiddette shopper che si utilizzano comunemente nei supermercati: il nostro Paese infatti dovrà necessariamente adeguarsi entro e non oltre 2 mesi a partire da oggi alla normativa approvata in sede europea. L’Unione Europea intima l’Italia di allinearsi agli altri Paesi del Vecchio Continente ed abbandonare i nocivi sacchetti di plastica per fare la spesa, che inquinano fortemente l’ambiente essendo molto difficili da smaltire. Al loro posto spazio agli shopper in carta, con i negozi e i cittadini che dovranno necessariamente correre contro il tempo per adeguarsi a quanto stabiliscono le norme.

    Dal mese di novembre saranno messe al bando anche le tanto odiate buste biodegradabili, introdotte con obbligo nella precedente normativa datata 2012, e che si erano caratterizzate per la scarsa consistenza che le faceva rompere molto facilmente. Al netto della seccatura iniziale per utenti e gli altri soggetti coinvolti, il fine delle norme approvate dall’Unione Europea è assai importante per sensibilizzare i cittadini alla tutela dell’ambiente, considerando le rilevanti conseguenze dell’utilizzo della plastica sul pianeta, e nello specifico l’impatto ambientale delle famigerate shopper, le comuni buste di plastica per alimenti utilizzate anche per raccogliere altri oggetti. Tutti i commercianti dovranno entro 2 mesi adeguarsi alle nuove normative, fornendo ai clienti al posto delle comuni shopper i sacchetti di carta, che hanno un impatto assai minore dal punto di vista della nocività.

    Se lo scopo è nobile ed è indubitabile il benessere per la Terra nella progressiva scomparsa dei sacchetti di plastica, non si può non registrare il lato negativo della medaglia, ossia un aumento sensibile dei costi medi per il cittadino che si reca a fare la spesa: se già l’avvento delle buste biodegradabili ha condotto a rincari a causa del loro costo eccessivo, nonostante in teoria potrebbero essere riutilizzate per la raccolta dei rifiuti organici, ma che sono risultate essere troppo fragili e facilmente soggette alla rottura, ora con le nuove norme i costi aumenteranno ulteriormente. Infatti causa l’obbligo di eliminare tutti i tipi di shopper dal commercio, sarà necessario acquistare queste buste per alimenti in carta che avranno un costo superiore anche a quelle di tipo biodegradabile.

    Queste buste in carta o cartone sono già ampiamente utilizzate dalle grosse multinazionali, che pertanto risultano essere già in regola con quello che prevede la normativa europea in merito: diverso è il discorso dei negozi di piccola e media grandezza, dove si recano buona parte degli italiani a fare la spesa, che dovranno adeguarsi entro e non oltre 2 mesi, ora che la normativa europea è entrata in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. La salvaguardia dell’ambiente val bene questo piccolo sacrificio, ma certo il rincaro previsto non aiuterà in quella campagna di sensibilizzazione che pure a parole viene dichiarata come la mission primaria della Ue.

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