Cane ucciso a bastonate e impiccato a Cosenza

Cane ucciso a bastonate e impiccato a Cosenza

Sui social la lettera per chiedere giustizia

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    Cane ucciso a bastonate e impiccato a Cosenza

    A Sangineto (Cosenza), quattro ragazzi hanno torturato e violentemente ucciso un cane randagio per poi postare il video su Facebook. Lo hanno trattenuto con una corda e poi impiccato al tronco di un albero e atteso ridendo la morte del cane agonizzante e impaurito. La facilità e la violenza con cui questi ragazzi hanno attaccato un essere totalmente indifeso è scioccante, si rabbrividisce al solo racconto. La storia di Gegé, questo il nome che hanno simbolicamente dato al cane, ha fatto il giro del web e suscitato enorme indignazione.

    FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE
    ‘ TROVIAMO CHI HA TORTURATO E UCCISO IL CANE ‘

    I carabinieri della stazione di Cittadella del Capo hanno rapidamente identificato gli autori del gesto. Il randagio è stato appeso a un albero, riempito di botte e umiliato, la rabbia di chi ha visto le immagini o semplicemente di chi ha letto la vicenda è forte, così su Facebook gira una lettera rivolta al sindaco del comune di Sangineto per chiedere una piena giustizia.

    Nel testo viene richiesto al primo cittadino di costituirsi parte offesa nel procedimento penale a carico di chi ha torturato e ucciso il il randagio.
    “Questa atrocità commessa da quattro suoi concittadini, costituisce reato ai sensi del’articolo 544-ter del codice penale (Maltrattamento di animali) che punisce con la reclusione chiunque per crudeltà cagiona una lesione ad un animale o lo sottopone a sevizie, nonché reato di cui all’articolo 544-bis del codice penale che punisce con la reclusione chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale” si legge nella lettera. Il povero randagio è una vittima della crudeltà di questi quattro ragazzi che si sono scagliati contro un essere indifeso e non in grado di chiedere aiuto.
    “È nostro compito, essere la voce dei senza voce e cercare giustizia per le loro sofferenze” conclude il messaggio in cui si chiede giustizia per il povero animale.

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