2016 anno più caldo del precedente: la conferma della Nasa

2016 anno più caldo del precedente: la conferma della Nasa

Gli esperti avevano già ipotizzato il record per la presenza del fenomeno atmosferico El Niño

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    2016 anno più caldo del precedente: la conferma della Nasa

    Se il 2015 si è chiuso con il poco invidiabile primato di anno più torrido di sempre, c’è il concreto rischio che il 2016 possa essere ancora più caldo: a dichiararlo era stata per prima la World Meteorological Organization, ovvero un’organizzazione del settore facente capo alle Nazioni Unite, ed adesso giunge la conferma della Nasa. Le rivelazioni dell’ente spaziale confermano che nel mese di aprile è stato battuto il precedente primato del 2010 di 0,24 gradi centigradi, con una temperatura superiore di 0,87 gradi rispetto alla media del periodo. E per l’estate non si preannuncia niente di buono, dal 21 giugno inizierà infatti una stagione torrida con temperature asfissianti che confermeranno il 2016 come l’anno più caldo degli ultimi 30.

    Il WMO aveva preso nei mesi scorsi una posizione netta ed incontrovertibile sul dibattito riguardante le previsioni meteo che si era acceso tra gli addetti ai lavori: la ragione ragione per cui il 2016 sarà con ogni probabilità più infuocato dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle è la presenza di un fenomeno periodico quale El Niño, che fa ribollire le acque del Pacifico, e che secondo i meteorologi si è manifestato quest’anno con un’intensità record. I dati del 2015 sono stati di per sé abbastanza preoccupanti, con le temperature superficiali medie terrestri che hanno registrato una crescita di un grado centigrado rispetto all’era pre-industriale, compresa tra 1880 e il 1899, e di 0,73 gradi centigradi in più riguardo il periodo 1961-1990: numeri shock che si spiegano in parte con l’aumento globale delle temperature che è alla base del cambiamento climatico, causato dalle emissioni di gas serra, e in parte proprio con l’attività di El Niño, che ogni 4-5 anni torna a farsi sentire. E il peggio deve ancora venire, come pare sottolineare il comunicato della stessa World Meteorological Organization: ‘I dieci anni più caldi per il pianeta si sono verificati tutti dopo 1998, e otto di questi sono avvenuti dopo il 2005‘, scrivono i climatologi, e in base ai loro modelli previsionali sarà il 2016 e non il 2015 l’anno più caldo di sempre per il pianeta. ‘Oltre l’80 per cento dell’aumento è dovuto al riscaldamento climatico: l’affievolirsi del Nino nei prossimi mesi potrebbe far scendere in parte le temperature globali, ma il trend di riscaldamento andrà avanti finché non elimineremo i combustibili fossili‘, conferma Stefan Rahmstorf, ricercatore del Potsdam Institute al Sydney Morning Herald.

    La massima intensità del calore dovrebbe essere infatti stata raggiunta il mese di gennaio, per poi andare via via spegnendosi con l’arrivo della primavera: poiché il picco delle temperature si registra, in base alle esperienze pregresse, dopo tre mesi dalla fine del Niño, è plausibile che vi sia un nuovo aumento delle temperature per l’inizio del 2016, conseguenza dell’enorme quantità di calore immagazzinato dagli oceani. D’altronde, tra il 2011 e il 2015 le temperature oceaniche globali sono state registrate in costante aumento, e non a caso quello del riscaldamento degli oceani è uno dei focus su cui si è concentrata l’attenzione internazionale durante la Cop21 a Parigi: la ‘febbre’ del pianeta mostra i suoi sintomi più acuti proprio a partire dai mari.

    Tuttavia El Niño non può da solo, per quanto intenso, giustificare un tale aumento di temperatura: gli scienziati concordano nel puntare il dito sulla quantità di CO2 presente nell’atmosfera, che se dovesse raggiungere diffusamente le 400 parti per milione, valore ipotetico di non ritorno già raggiunto in diverse parti del mondo, sarebbe impossibile tornare indietro. Tra i più pessimisti vi è Andy Pitman, direttore dell’Arc Centre of Excellence for Climate System Science dell’Università del New South Wales in Australia, secondo cui ‘l’obiettivo di 1.5 gradi è solo un pio desiderio. Non so neppure se riusciremo a raggiungere 1.5 gradi se anche si bloccassero oggi stesso tutte le emissioni. C’è una forte inerzia nel sistema‘. Riusciremo ad arrestare i cambiamenti climatici che abbiamo contribuito irresponsabilmente a generare?

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AmbienteCambiamenti climaticiClimaMare Ultimo aggiornamento: Martedì 17/05/2016 18:05
     
     
     
     
     
     
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