Festival più crudeli del mondo: quando l’uomo è spietato senza motivo

Festival più crudeli del mondo: quando l’uomo è spietato senza motivo
da in Ambiente, Animali
Ultimo aggiornamento: Mercoledì 19/10/2016 07:17

    toro corrida

    Storie di animali uccisi nel mondo purtroppo vengono riportate quotidianamente nelle pagine di cronaca, ma esistono eventi particolari in cui ciò è permesso dalla legge ed inserito in un’apposita cornice di usi e costumi locali: parliamo di festival e tradizioni in cui esemplari della fauna vengono massacrati per sport, divertimento, o in osservanza a retaggi secolari, se non millennari, appartenenti a culture di specifiche popolazioni, e che ancora oggi proseguono a dispetto delle proteste crescenti degli animalisti e dell’opinione pubblica in generale. Ecco alcuni degli esempi più sanguinosi di festival e tradizioni in cui si uccidono gli animali: tradizioni purtroppo dure a morire.

    corrida

    La corrida è forse il più celebre festival dove vengono uccisi gli animali: la sfida tra il matador e il toro finisce quasi sempre con la bestia uccisa dalle ferite inferte. Negli ultimi anni il fenomeno, un tempo molto popolare, si è via via ridimensionato, ma resta uno dei simboli più conosciuti della Spagna nel mondo. In compenso le feste popolari in Spagna con vittime i tori non si contano: segnaliamo per crudeltà il Toro de la Vega, un evento che si svolge ogni anno nella città di Tordesillas, in cui l’animale viene inseguito per le strade e pugnalato a morte con le lance, o il Toro Jubilo, in cui viene dato fuoco a delle palle di catrame infiammabili infilzate nelle corna dei tori terrorizzati, che corrono all’impazzata mentre si bruciano occhi, muso e corpi. Ma il più famoso è il festival di San Firmino, di cui parliamo diffusamente nella pagina seguente.

    san firmino

    Se la corrida sta conoscendo un certo declino negli ultimi anni, non si può dire altrettanto della popolare Festa di San Firmino a Pamplona, dove ogni anno si registrano feriti e talora morti tra i partecipanti. Ma a soffrire di più sono senza dubbio i tori, i quali vengono pungolati e spaventati per farli correre all’impazzata lungo le strade della città spagnola: tra le persone che corrono al loro fianco tentando di sfuggire alle cornate vi sono anche coloro che afferrano e torcono con forza la coda, colpendo gli animali con bastoni e giornali arrotolati. Infine i tori vengono condotti nell’arena dove vengono pugnalati a morte. Da molti anni gli animalisti denunciano la crudeltà di San Firmino, ma la corsa dei tori non accenna ad arrestarsi, ancorata nella sua tradizione che attira ancora oggi spagnoli e turisti. AP/LaPresse

    khokani nepal

    Da più di 900 anni il popolo Newari del villaggio di Khokana in Nepal tiene questo evento in cui una femmina di capra viene lanciata in un lago e squartata con mani e denti da nove giovani del luogo. Il primo che la uccide avrà l’onore di aprire la processione annuale del villaggio. Recentemente la Peta ha portato alla ribalta questo misconosciuta tradizione locale chiedendone l’abrogazione.

    grind

    Grindadráp, parola arcana e misteriosa di origine feringia, che altro non indica che una mattanza di cetacei e mammiferi marini che avviene ogni anno alle isole Faroe, nel Mare del Nord. Balene e soprattutto delfini vengono accerchiati e spinti nelle acque basse per tingere le acque del rosso del loro sangue: gli animali, in preda allo stress, si spiaggiano o vengono trascinati a riva per mezzo di uncini detti blásturkrókur, infilzati nei loro sfiatatoi, e infine viene recisa spina dorsale mediante lance. C’è di più: qualsiasi persona del luogo deve avvisare le autorità degli avvistamenti, e chi si rifiuta subisce non solo una multa ma persino l’arresto. Nessuno può sottrarsi a questa mattanza rituale.

    gadhimai

    Ancora Nepal: questo festival hindu, che si tiene in un villaggio al confine con l’India, è considerato il più grande sacrificio di animali del pianeta, e si tiene ogni 5 anni alla fine di novembre. Per l’occasione vengono sgozzati o decapitati centinaia di migliaia di capi di bestiame, tra capre, bufali ed altre specie.

    yulin

    Da molti anni in Cina si svolge il Festival di Yulin, che altro non è che un grande mattatoio a cielo aperto in cui migliaia di cani vengono uccisi e venduti ai ristoranti. Un sistema che si auto-alimenta, visto che piatti a base di carne di cane, come del resto quella di gatto, sono parte integrante delle tradizioni culinarie locali. Tuttavia seppur lentamente qualcosa si muove, volontari riuniti in associazioni hanno cominciato a protestare contro questa barbara pratica che si tiene ogni anno in tarda primavera, e da qualche anno alcuni ristoranti non servono più pietanze a base di cane: la strada è ancora lunga prima che il Festival di Yulin possa essere bandito per sempre, come sperano e per cui si battono animalisti da tutto il mondo. AP/LaPresse

    oca

    Da 350 anni in una piccola città basca celebrano il loro santo patrono decapitando un’oca. Tradizioni simili, soprattutto nel mondo contadino, sono diffuse un po’ in tutto il mondo, ma la cosa curiosa in questo caso è che nessuno sa come è iniziata questa di Lekeitio. AP/LaPresse

    id al adha

    Si tratta di una festa islamica che prevede un sacrificio rituale, un ovino, un caprino, un bovino o un camelide, che viene sgozzato per celebrare la rottura del digiuno. Visto che ciò avviene alla fine di un pellegrinaggio e il numero di fedeli è enorme, oggi la carne viene acquistata e macellata preventivamente in appositi stabilimenti.

    farra do boi

    Un festival con i buoi si tiene anche in Brasile: durante il cosiddetto Farra Do Boi sono inseguiti e picchiati con pugni, calci, bastoni, coltelli, fruste, pietre, e corde. Ma non finisce qui: i loro occhi vengono strofinati con il peperoncino e poi cavati, gli arti sono rotti, e alcuni vengono anche cosparsi di benzina e dato alle fiamme. I buoi che sopravvivono finiscono per essere comunque uccisi, e la loro carne divisa tra i partecipanti.

    torneo de lazo

    Uno dei festival più atroci si tiene in Messico, e vede coinvolti purtroppo numerosi animali come vittime: durante il tradizionale Kots Kaal Pato nello Yucatan iguane e opossum sono infilati nella cosiddetta piñata, per poi essere picchiati con bastoni. Gli animali che sopravvivono all’assalto iniziale vengono poi uccisi dalla folla. Alla fine del festival, un’anatra è appesa da un ponteggio in legno e concorrenti cercano di afferrarla rompendo il collo dell’animale e facendo schizzare il sangue sul pubblico presente. Nello Yucatan sono recidivi ed organizzano anche il Torneo de Lazo, durante il quale i cavalli usati in questo rodeo dai cowboys, feriti dalle corna dei tori, vengono alla fine eviscerati con il pubblico che assiste impassibile, donne e bambini compresi, oppure si limita a scattare fotografie e video del momento. Foto di Andreshiro

    capre

    Ancora una tradizione spagnola che ha fatto molto discutere, quello che prevedeva il lancio di una capra da una torre: in questo caso possiamo fortunatamente parlare al passato visto che la Corte iberica l’ha dichiarata illegale dal 2002.

    tonnara

    La tonnara è un metodo tradizionale di pesca diffuso soprattutto in Sicilia e Sardegna, in cui i pesci muoiono per asfissia grazie ad un sistema di reti utilizzato dai pescatori, mentre altri esemplari vengono uccisi per dissanguamento dopo una lunga agonia. Una morte orribile che sopraggiunge per i maltrattamenti, sostengono gli animalisti che si battono chiedendone l’abrogazione definitiva. Foto: Animal Equality Italia

    caccia

    Chiudiamo con la più classica delle tradizioni: la caccia grossa nei safari in Africa. Non parliamo dei bracconieri fuori legge ma di quell’industria della morte perfettamente legale che consente a ricchi signori dell’Occidente di andare nei terreni di privati e uccidere specie animali in libertà. Tutto assolutamente a norma di legge.

    1964

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