Ora legale 2016, quando mettere le lancette indietro?

Ora legale 2016, quando mettere le lancette indietro?

La modifica comporta una serie di effetti sulla alute pubblica e sul risparmio energetico

da in Ambiente, Risparmio energetico
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    Ora legale 2016, quando mettere le lancette indietro?

    Quando torna l’ora legale? A che ora bisogna mettere le lancette indietro? Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’ora legale, che storicamente nel nostro Paese ha vissuto fortune alterne, a seconda delle esigenze e delle contingenze storiche, e ancora oggi il dibattito tra favorevoli e contrari prosegue senza sosta.

    Il 26 marzo alle ore 2.00, nella notte tra sabato e la domenica di Pasqua, torna dunque l’ora legale e dunque bisognerà spostare avanti di un’ora le lancette dell’orologio. Come sempre, questo significa che dormiremo un po’ di meno, ma avremo maggiore luce nell’arco della giornata e risparmieremo anche sul fronte del consumo energetico.

    Il dibattito tra sostenitori e detrattori non è così superflua, e si fonda su presupposti scientifici: chi vorrebbe l’ora legale tutto l’anno sostiene infatti che la modifica dell’orario influisce sulla salute pubblica, soprattutto dal punto di vista dell’umore e dell’irritabilità per gli adulti, e della possibilità, per i bambini, di compiere attività fisica, con effetti benefici sul peso. Ad affermarlo è una ricerca condotta da un pool di scienziati nel 2014, e pubblicata sul prestigioso International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity. La scienza non ha comunque un’opinione univoca sull’argomento, ed anche i contrarii hanno le loro ragioni nel sottolineare gli svantaggi del cambiamento, che secondo altri luminari porterebbe una serie di disagi e patologie fisiche quali stress e problematiche cardiache. Ci sono Paesi che hanno deciso di eliminare il problema alla radice, come la Russia, la quale, dopo un periodo di sperimentazione sull’ora legale continua, ha deciso di tornare all’ora solare fissa.

    In Italia l’ora legale è stata abolita e ripristinata diverse volte, e solo nel 1965 si è avuta l’adozione definitiva, ma con durate diverse: inizialmente solo 4 mesi, da maggio a settembre, poi sei, e infine dal 2010, con l’articolo 22 legge 96, si è stabilita una data ufficiale, dalle ore 2.00 dell’ultima domenica di marzo fino alle ore 3.00 dell’ultima domenica di ottobre.

    Tornando all’accennata questione del risparmio energetico, secondo i dati pubblicati da Terna dal 2004 al 2014 il risparmio complessivo per l’Italia è stato di circa 6,72 miliardi di kilowattora, pari ad un valore di circa 990 milioni di euro, con una riduzione delle emissioni di anidride carbonica di almeno 300mila tonnellate. Un risultato che appare confortante, e che con il cumulo degli anni, visto che dal 1996 l’ora legale è entrata in vigore per tutti i paesi dell’Unione Europea, non potrà che condurre ad ulteriori risparmi sui consumi in tutto il Vecchio Continente: eppure altri studi sostengano che i vantaggi o gli svantaggi dell’ora legale dipendono dalla collocazione geografica ed anche dalle consuetudini di consumo dell’energia elettrica, e assai meno dallo spostamento o meno delle lancette dell’orologio, motivo che forse spiega perché l’idea dell’ora legale sia rimasta chiusa in un cassetto per quasi due secoli prima di trovare applicazione. Comunque vada sarà dibattito.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN AmbienteRisparmio energetico Ultimo aggiornamento: Giovedì 24/03/2016 18:30
     
     
     
     
     
     
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