Mal’aria 2016: la situazione dello smog in Italia secondo Legambiente

Mal’aria 2016: la situazione dello smog in Italia secondo Legambiente

48 le città fuorilegge per il livello di polveri sottili

    Mal’aria 2016: la situazione dello smog in Italia secondo Legambiente

    Che l’Italia sia strangolata dallo smog è una triste realtà che purtroppo fa capolino sempre più spesso nelle pagine di cronaca nazionali, ma a certificare il continuo peggioramento della qualità dell’aria, che rischia di farci morire senza quelle adeguate contromisure che finora non si intravedono all’orizzonte, giunge il consueto dossier di Legambiente, il rapporto Mal’aria 2016, che fotografa l’impietoso stato della situazione nell’anno appena trascorso.

    I dati sciorinati dal dossier Legambiente parlano di un Nord Italia che assomiglia sempre più alla Cina, ed una nebbia fatta di polveri sottili che avvolge come una cappa tutto lo Stivale: il 2015 è stato un anno drammatico per le città italiane, e poco hanno potuto le classiche ordinanze amministrative per bloccare il traffico veicolare a scongiurare lo sforamento ripetuto delle Pm10, a cui ha contribuito anche la scarsità di precipitazioni che ha caratterizzato il clima nostrano. Delle 90 città monitorate, ben 48 hanno superato il limite dei 35 giorni di sforamento delle polveri sottili consentito, pari al 53 per cento del totale: anche quest’anno Frosinone guida la triste classifica delle città e relativa provincia più inquinate d’Italia, seguita da Pavia, Vicenza, Milano e Torino. Le prime tre hanno sforato il limite il triplo del consentito, il 33 per cento delle città lo ha superato di almeno due volte, e il 25 per cento una volta e mezza.

    I suggerimenti di Legambiente per cambiare passo sono sempre i medesimi, investire massicciamente sulla mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico ecologico, e l’utilizzo di fonti non inquinanti per il riscaldamento di case ed aziende.

    Per quanto l’inquinamento atmosferico non sia solo conseguenza diretta del traffico, l’Italia continua ad avere il record di numero di auto per abitante: ad esempio a Roma abbiamo 62 auto ogni 100 abitanti, contro le 25 auto di Amsterdam e Parigi o le 31 di Londra, numeri non più tollerabili. L’emergenza ambientale ha inevitabimente un impatto sulla salute molto importante, giacché ogni anno è responsabile di 400mila morti premature nella sola Unione Europea.

    Per uscire dalla morsa dell’inquinamento è fondamentale che il Governo assuma un ruolo guida facendo scelte e interventi coraggiosi, mettendo al centro le aree urbane e la mobilità sostenibile, impegnandosi per approvare a livello europeo, normative stringenti e vincolanti, abbandonando una volta per tutte le fonti fossili e replicando quelle esperienze anti-smog virtuose messe già in atto in molti comuni italiani in termini di mobilità sostenibile, efficienza energetica e verde urbano‘, sottolinea Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente: è fondamentale dunque un piano strategico nazionale per la qualità dell’aria supportato da studi accurati sulle fonti di emissione, in modo da pianificare le necessarie politiche di intervento, senza affidarsi a sporadici interventi che si sono rivelati degli inutili palliativi.

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